Posso non formare un collega, rifiutare la richiesta del datore di lavoro e azienda

Anche se ha i titoli per farlo non significa che conosca il lavoro ovvero che sappia come si svolgono le mansioni. Ci deve essere qualcuno che insegni e mostri come si faccia.

Posso non formare un collega, rifiutare

Posso rifiutare richiesta di formazione di un collega?

La risposta è certamente negativa se nel contratto di lavoro è prevista una specifica disposizione che assegna questo compito. In caso contrario, il lavoratore può rifiutare la richiesta di formazione di un collega. Ma con due conseguenze: la perdita di un possibile guadagno extra e il mancato rispetto (al netto delle eccezioni del caso) del tacito patto di mutuo aiuto.

Formare qualcuno a fare il lavoro può essere molto importante. Può aiutare ad avere un sostituto nel caso in cui succeda qualcosa e c'è bisogno di aiuto. Ne risente positivamente la produttività aziendale nel caso di assenza improvvisa e permette di proseguire lo svolgimento di progetti e compiti senza interruzioni.

Anche se qualcuno ha i titoli per farlo, come una laurea o un master, non significa che conosca il lavoro ovvero che sappia come si svolgono certe mansioni. Ci deve essere qualcuno all'interno dell'azienda che lo insegni e mostri come si faccia.

La maggior parte delle persone ritiene che preparare qualcun altro a fare il proprio lavoro possa essere una minaccia per la propria posizione, ma non lo è. Formare qualcun altro per svolgere il proprio lavoro favorisce invece la creazione del giusto clima aziendale.

Anche perché poi, se non siamo noi a farlo, ci sarà sempre un altro collega pronto a farlo e il nuovo assunto farà comunque parte del team. Noi però vogliamo adesso capire se è possibile non formare un collega, e quindi rifiutare la richiesta del datore di lavoro e azienda.

Ci sono conseguenze dal punto di vista disciplinare e legale? Lo vediamo in questo articolo senza dimenticare che se il datore di lavoro ha scelto proprio noi per la formazione di un collega significa che ci considera in grado di svolgere al meglio questo compito che richiede molta responsabilità.

Scegli l'insegnante sbagliato per un nuovo dipendente potrebbe infatti portata alla creazione di situazione di conflittualità l'uno contro l'altro anziché di armonioso e produttivo lavorare insieme. Approfondiamo quindi il temt tra

  • Posso rifiutare richiesta di formazione di un collega
  • Preparare e insegnare a un collega è un obbligo sul lavoro

Posso rifiutare richiesta di formazione di un collega

La formazione sul lavoro è necessaria nel caso di un nuovo ingresso. Non si tratta di un'attiva scontata e destinata al successo in tempo breve. Accanto alle conoscenze tecniche dei compiti da illustrare, possono infatti essere necessarie abilità psicologiche, ma anche alcuni semplici accorgimenti.

Pensiamo ad esempio a quanto si rivela utile per un neo assunto essere accompagnato all'interno dell'azienda per vedere l'organizzazione come sono impegnati i nuovi colleghi.

Allo stesso tempo è utile parlare con la persona che si ha davanti per scoprire le sue abilità di base e le sue esperienze o molto semplicemente per accertare che tipo di persona è e come potrebbe reagire di fronte a determinate situazioni.

La regola generale da non perdere di vista è che ogni persona è diversa. Sarebbe sbagliato insegnare qualcosa a qualcuno allo stesso modo e tutte le volte.

Bisogna adattarsi alla persona da formare. E che molto spesso sarà nervosa, preoccupata e sotto pressione per la necessità di dover imparare il più rapidamente possibile. Insomma, abbiamo capito che non si tratta di un compito così semplice. Ecco che nascono i dubbi: posso rifiutare richiesta di formazione di un collega?

La risposta è certamente negativa se nel contratto di lavoro è prevista una specifica disposizione che assegna questo compito. In caso contrario, il lavoratore può rifiutare la richiesta di formazione di un collega. Ma con due conseguenze: la perdita di un possibile guadagno extra e il mancato rispetto (al netto delle eccezioni del caso) del tacito patto di mutuo aiuto.

Preparare e insegnare a un collega è un obbligo sul lavoro

Si può parlare di obbligo a preparare e insegnare a un collega solo se la disposizione è prevista nel contratto di lavoro.

Ma non è sempre scontato nella propria azienda siano presenti più persone che possono svolgere questo lavoro e qualcun altro potrebbe essere assegnato come formatore per un nuovo dipendente in arrivo.

In tutti i casi è utile stilare un vero e proprio calendario. Man mano che la formazione progredisce meglio informare i nuovi assunti su cosa impareranno e in quale periodo di tempo. Non per metterli sotto pressione, ma solo per dare loro obiettivi da raggiungere.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il