Prestiti in denaro contante sono possibili o vietati. E quali limiti nel 2021 vi sono

La stretta sull'uso del denaro contante non riguarda solo i prestiti poiché la nuova norma in vigore fino al 31 dicembre 2021 coinvolge anche i pagamenti.

Prestiti in denaro contante sono possibi

Si può prestare denaro in contante?

Il prestito di denaro contante è legato alle norme sull'utilizzo di denaro liquido. Il limite di 2.000 euro è applicato per tutti i tipi di trasferimenti di denaro, inclusi i prestiti tra familiari, amici e parenti e comprese le donazioni.

Consideriamo il caso che un familiare, un parente o un amico ci chieda il prestito di denaro contante per una sua personale esigenza. Possiamo consegnarlo tranquillamente nelle sue mani oppure si tratta di una operazione illegale? Esistono limiti da non valicare?

Precisiamo subito che il riferimento non va alla restituzione o meno della somma prestata e quindi al rischio insolvibilità, ma alla liceità di questa procedura. L'indirizzo generale è infatti di limitare i movimenti di contanti, come dimostrato dalla normativa in vigore e dalle previsioni di stretta ulteriore per i prossimi anni. Vediamo quindi nei dettagli:

  • Si può prestare denaro in contante oppure no
  • Stretta sull'uso del denaro contante oltre i prestiti

Si può prestare denaro in contante oppure no

Il prestito di denaro contante tra soggetti diversi è legato alle norme sull'utilizzo di denaro liquido. Nel 2021 è infatti in vigore il limite di 2.000 euro per i pagamenti in contanti, destinato a essere dimezzato nel 2022. Ebbene, questa soglia è applicata per tutti i tipi di trasferimenti di denaro, inclusi i prestiti tra familiari, amici e parenti e comprese le donazioni.

Le disposizioni parlano chiaro: sono vietati i trasferimenti di denaro contante o di titoli al portatore effettuati a qualsiasi titolo. Provando a fare qualche esempio concreto, un genitore non può dare al figlio una somma in contanti di 3.000 euro per le spese universitarie comportamento non regolare così come un contribuente non può consegnare 4.000 euro a un familiare con la promessa o meno di restituzione e indipendentemente dall'uso.

L'operazione è illegale e soggetta a essere punita. Attenzione quindi alle sanzioni: dall'1% al 40% dell'importo trasferito e dal 5% al 40% dell'importo trasferito se gli importi superano il limiti di 50.000 euro. La sanzione può essere applicata non solo a chi ha effettuato il trasferimento ma anche a chi ha ricevuto la somma in contante.

Abbiamo fatto riferimento al concetto di soggetti diversi. Secondo il Ministero dell'Economia rientrano in questa definizione la ditta individuale ed una società, nelle quali le figure del titolare e del rappresentante legale coincidono, il legale rappresentante della società e il socio, la società controllata e la società controllante, il socio e la società di cui questi fa parte, due società aventi lo stesso amministratore, due società.

Non va quindi confuso il limite all'utilizzo del contante con quello del prelievo bancario. In questo secondo caso non ci sono soglie da rispettare. Ciascun cittadino può prelevare al bancomat o allo sportello qualsiasi importo sulla base dei massimali applicati dal proprio istituto di credito, ma senza tenere conto delle soglie per l'utilizzo del contante.

In pratica, l'obbligo sull'utilizzo del denaro contante anche in relazione ai prezzi è legato al trasferimento di denaro tra persone diverse all'interno di una transazione. Nel caso di prelievo bancario il denaro resta infatti nella disponibilità della stessa persona. Gli importi maggiori di 1.999.99 euro non possono essere utilizzati per acquisti commerciali e vige l'obbligo di utilizzare strumenti di pagamento tracciabili.

Stretta sull'uso del denaro contante oltre i prestiti

La stretta sull'uso del denaro contante non riguarda solo i prestiti poiché la nuova norma in vigore fino al 31 dicembre 2021 coinvolge anche pagamenti di fatture, finanziamenti all'interno di una società e distribuzione di utili ai soci.

Di fatto una transazione a rate e in contanti è possibile solo se l'importo di ciascuna rata è inferiore a 2.000 euro e se a rateizzazione è prevista dal contratto sottoscritto dalle parti dal quale deve risultare la cifra complessivo da pagare e l'indicazione delle rate e delle scadenze.

Vale la pena ricordare che se c'è un aspetto che non è invece cambiato è quello degli assegni vaglia postali e depositi al portatore: resta valida la soglia di 1.000 euro dal quale assegni bancari e postali e assegni circolari e vaglia postali devono contenere l'indicazione del nome o della ragione sociale del beneficiario e la clausola di non trasferibilità. Anche per i libretti bancari e postali al portatore il limite è di 999,99 euro.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il