Prestito non pagato, legge per fare accordo con finanziaria per evitare recupero crediti e pignoramento

La soluzione per i debitori di evitare recupero credito e pignoramento: qual è e cosa prevede. Cosa dice la legge

Prestito non pagato, legge per fare accordo con finanziaria per evitare recupero crediti e pignoramento

Quando si arriva al pignoramento se non si paga un prestito?

Il pignoramento di beni mobili o immobili sopravviene quando un debitore non ripaga il suo prestito per lungo tempo e ignora tutte le procedure precedenti il pignoramento che gli consentirebbero di regolarizzare la sua posizione estinguendo il debito.

 

Quando si chiede un prestito, banche o finanziarie attivano un piano di rimborso della cifra erogata, compresi gli interessi, che solitamente è mensile: in base cioè alla cifra richiesta e percepita, il debitore ogni mese deve pagare la relativa rata. Se ritarda il pagamento di una rata o la salta il problema sostanzialmente non ci crea perché prima di attivare una procedura di recupero crediti, sia per banche che per finanziarie, è previsto il mancato pagamento di diverse rate.

Nel caso in cui non si abbia più la possibilità di ripagare regolarmente il prestito per evitare recupero crediti e pignoramento si può ricorrere ad una legge che permette di trovare un accordo con la finanziaria.

Prestito non pagato: quando scattano recupero credito e pignoramento

Il pignoramento per un prestito non pagato non scatta subito se non si paga ma è il passo finale di una lunga procedura che dura molto tempo: se, infatti, il debitore salta più rate, prima viene contattato tramite call center per il recupero crediti, se continua a non pagare allora il giudice emette un decreto ingiuntivo, con cui intima al debitore di pagare entro 40 giorni e se ciò non accade allora si procede con l'atto di precetto, che da al debitore ulteriori dieci giorni di tempo per saldare il pagamento dovuto.

Se anche dopo questo tempo il debitore continua a non pagare allora parte il procedimento di esecuzione forzata, che dà avvio al pignoramento che viene recapitato direttamente al debitore dall’ufficiale giudiziario. Il pignoramento può colpire beni immobili, case, terreni o altri immobili, e beni mobili, da stipendio e pensione, a conti correnti, ecc.

Prestito non pagato: come fare accordo per evitare recupero crediti e pignoramento

Chi non riesce più a pagare il proprio prestito e vuole evitare recupero credito e successivo pignoramento può fare ricorso alla legge cosiddetta salvasuicidi o sul sovraindebitamento. Si tratta di una possibilità di cui possono beneficiare coloro che hanno richiesto un prestito per credito al consumo e non chi ha un’attività imprenditoriale.

Questa legge permette, in un certo senso, di rateizzare nuovamente il debito su richiesta al tribunale, da parte del debitore stesso, di un nuovo piano di pagamento che consideri il forte stato di crisi in cui è caduto lo stesso debitore. E’ chiaro che questa situazione di difficoltà economica debba essere comprovata da relativi documenti ufficiali.

Se i documenti attestano l’effettivo stato di crisi economica del debitore e il tribunale accetta la richiesta, il giudice approva un pagamento a saldo e stralcio minimo, solitamente compreso tra il 10 e il 50%, che può essere approvato anche se il creditore fosse contrario nel caso in cui il giudice ritenga il debitore meritevole di tale opportunità di pagamento.

Servendosi della legge sul sovraindebitamento, il debitore ha anche la possibilità di accordarsi privatamente con la finanziaria per il piano di saldo e stralcio, sempre previa dimostrazione delle condizioni economiche critiche in cui versa e che rendono impossibile il pagamento del prestito richiesto.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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