Previsioni Borsa Italiana e azioni 2021 gestori, analisti ed esperti

Questo sarà un anno transitorio per le azioni di Borsa Italiana che inizierà a rispondere alla domanda se la ripresa sarà legata ai programmi di stimolo al rilancio delle aziende.

Previsioni Borsa Italiana e azioni 2021

Borsa Italiana e azioni 2021, quali previsioni?

I prezzi delle azioni del prossimo anno rifletteranno le condizioni economiche che si ritiene possano essere nella seconda metà del 2021 e nel 2022. Lo scenario delineato è di un'impennata della spesa dei consumatori che si riversa nelle casse aziendali e di un simile scatenamento degli investimenti, frenato dalle misure di controllo del virus.

Che anno sarà per la Borsa italiana? Quali sono le previsioni più accreditate sull'andamento delle azioni? Cosa ne pensano gestori, analisti ed esperti? Mai come nel 2021 a dominare è l'incertezza per via degli ultimi 12 mesi caratterizzati da una improvvisa quanto imprevedibile emergenza economica-sanitaria.

Le conseguenze si sono abbattute su più livelli, compreso quello degli investimenti in azioni. Approfondiamo allora la situazione e vediamo:

  • Borsa Italiana e azioni 2021, le previsioni
  • Il 2021 in Borsa secondo gestori, analisti ed esperti

Borsa Italiana e azioni 2021, le previsioni

Questo sarà un anno transitorio per le azioni di Borsa Italiana che inizierà a rispondere alla domanda se l'attuale ripresa sarà legata dal denaro dei programmi di stimolo economico o piuttosto al rilancio delle aziende.

Non è necessario essere esperti per capire la causa immediata del calo e del successivo recupero dello scorso anno. Comprende il danno economico causato dalle misure per controllare la pandemia.

La natura sconosciuta del virus e le restrizioni sono stati avvertiti come una minaccia per una depressione economica semipermanente o addirittura per la fine dell'economia dei consumi come l'abbiamo conosciuta. La ripresa è iniziata una volta che queste previsioni più apocalittiche si sono rivelate infondate.

I prezzi delle azioni del prossimo anno rifletteranno le condizioni economiche che si ritiene possano essere nella seconda metà del 2021 e nel 2022.

Lo scenario delineato è di un'impennata della spesa dei consumatori che si riversa nelle casse aziendali e di un simile scatenamento degli investimenti, frenato dalle misure di controllo del virus.

Il 2021 in Borsa secondo gestori, analisti ed esperti

Per Manuel Pozzi di M&G (tra le principali società di gestione del risparmio internazionali, costituita tramite la fusione delle attività assicurative e di gestione del risparmio di Prudential plc in Uk e in Europa con M&G, asset manager internazionale controllato dalla società), intercettatto dal quotidiano economico-finanziario Il Sole 24 Ore, sul mercato italiano c'è un mix di aziende industriali e dei beni di consumo.

Il suo consiglio è di diversificare su infrastrutture e settori ciclici, che abbiano valutazioni ragionevoli per beneficiare dei tassi bassi. Secondo Paolo Paschetta di Pictet A.M. (società del gruppo Pictet fondato a Ginevra e uno dei principali gestori indipendenti con un patrimonio di 532 miliardi di euro), è preferibile puntare sulla spinta verde dell'Europea, visto che la filiera in Italia è estremamente folta e valida.

Per Andrea Cuturi di Anthilia Capital Partners (realtà imprenditoriale indipendente dedicata all'asset management per conto di privati e istituzioni) il mercato azionario italiano è ostaggio di questioni ancora da risolvere, una su tutte il Monte Paschi, ma anche le aggregazioni innescate dalla operazione Intesa-Ubi.

A suo sire, le forti limitazioni legate alla patrimonializzazione, alla mancata possibilità di distribuire dividendi del riacquisto azioni peseranno sul settore.

Idee chiare per Alessandro Solina di Eurizon (società di gestione del gruppo Intesa Sanpaolo, ai vertici del panorama del risparmio gestito italiano con una quota di mercato del 14,6%): buone prospettive per le mid-small cap che sono state dimenticate durante la pandemia e sono esposte a temi come gli investimenti sostenibili o al rilancio economico.

Secondo Giorgio Bortolozzo di Arca Fondi Sgr (società nata in seguito all'unione di 12 banche Popolari azioniste alle quali, nel corso degli anni, si sono aggiunti come soggetti collocatori numerosi altri istituti di credito e società finanziarie) delinea, le erogazioni di fondi da parte dell'Unione europea saranno utili non solo per l'uscita dalla crisi. Ma anche per incanalare investimenti in settori strategici e chiudere un gap importante che si era aperto negli ultimi anni tra il nostro paese e il resto dell'Unione. In questo contesto - a detta del manager - il segmento delle piccole e medie aziende italiane, le cosiddette multinazionali tascabili, dovrebbe essere avvantaggiato.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il