Previsioni tassi interesse e costi su mutui a tasso variabile 2021 prima casa e seconda

Andando alla ricerca delle previsioni dei tassi di interesse sui mutui a tasso variabile 2021 da parte degli esperti del settore immobiliare, c'è chi non ha dubbi.

Previsioni tassi interesse e costi su mu

Mutui a tasso variabile 2021, quali sono le previsioni?

Se prendiamo in considerazione l'Eurirs, parametro di riferimento delle principali banche in Europa, abbiamo la conferma come i tassi siano ai minimi da molti anni. Si prevede quindi che un numero crescente di italiani bloccherà la rata del mutuo a un tasso anche inferiore all'1%. La pandemia ha modificato il tipo e la metratura degli immobili più desiderati e anche le richieste di mutui si avviano a cambiamenti.

Il 2021 inizia con una doppia certezza: a causa dell'emergenza è stato registrato un calo del 20% del mercato delle case. In seconda battuta, senza nuovi shock, la ripresa sarà lenta e costante.

Il tutto si traduce in una previsione sui mutui a tasso variabile per l'acquisto di prima e seconda casa molto chiara: il costo basso della rata dovrebbe spingere le operazioni di acquisto. Analizziamo quindi:

  • Mutui a tasso variabile 2021, previsioni e costi
  • Acquisto prima casa e seconda 2021 secondo gli esperti

Mutui a tasso variabile 2021, previsioni e costi

Il tasso applicato ai mutui dipende dal tasso che la Banca centrale europea pratica nei prestiti di denaro alle banche private.

Finché avrà di fronte una Eurozona che cresce poco e con un tasso di inflazione che non decolla, i tassi centrali attesi sono bassi e di conseguenza anche quelli applicati ai mutui a tasso variabile per la prima e la seconda casa.

Se prendiamo in considerazione l'Eurirs, parametro di riferimento delle principali banche in Europa, abbiamo la conferma come i tassi siano ai minimi da molti anni.

Si prevede quindi che un numero crescente di italiani bloccherà la rata del mutuo a un tasso anche inferiore all'1%. La pandemia ha modificato il tipo e la metratura degli immobili più desiderati e anche le richieste di mutui si avviano a cambiamenti.

Se questa è la situazione attesa, occorre mettere in conto anche un secondo aspetto strettamente collegato: la decisione di accendere mutuo a tasso variabile per cifre più alte ovvero una maggiore quota dell'importo del finanziamento rispetto al valore della prima o della seconda casa.

Gli stessi istituti di credito potrebbero essere più propensi a concedere qualche percentuale in più di mutuo rispetto al prezzo della casa, andando al di là del tetto dell'80%, considerato quasi sempre quello insuperabile.

In considerazione dell'incertezza su come si evolverà la pandemia, sono previsti due scenari alternativi. Quello lieve immagina una rapida implementazione di una soluzione medica che consenta un ulteriore allentamento delle misure di contenimento.

In questo scenario, il Pil reale diminuirebbe del 7,2% per poi riprendersi nel corso dell'anno. Entro la fine del 2021, il Pil reale supererebbe leggermente il livello previsto nelle proiezioni europee con l'inflazione che raggiungerà l'1,8% nel 2022.

Al contrario, il grave scenario con una forte recrudescenza della pandemia implica un ritorno a rigorose misure di contenimento. Queste inciderebbero pesantemente sull'attività economica e causerebbero perdite sostanziali e permanenti all'attività.

Acquisto prima casa e seconda 2021 secondo gli esperti

Andando alla ricerca delle previsioni dei tassi di interesse da parte degli esperti del settore immobiliare e del comparto bancario, c'è chi non ha dubbi. Pensiamo ad esempio agli analisti di Bpm, secondo cui il 2021 sarà ancora caratterizzato da tassi molto bassi considerata l'esigenza di far ripartire l'economia e gli investimenti.

Le incertezze sono piuttosto legate al numero di richieste di mutuo che sono legate all'andamento del mercato immobiliare, tutto da scoprire.

La pandemia ha colpito l'attività economica globale e dell'area dell'euro dall'inizio del 2020. Questo crollo dell'attività senza precedenti riflette l'impatto negativo delle rigorose misure di blocco attuate nella maggior parte dei paesi dell'area dell'euro.

L'impatto è stato successivamente mitigato dal graduale allentamento di queste misure, nonché da cambiamenti comportamentali in risposta alla pandemia. Gli indicatori ad alta frequenza in tempo reale hanno iniziato a rimbalzare ma la linea di base si basa sul presupposto fondamentale di un parziale successo nel contenere la crisi.

Queste misure di contenimento, insieme all'elevata incertezza e al peggioramento delle condizioni del mercato del lavoro, dovrebbero continuare a pesare sulla domanda e sull'offerta. Tuttavia, il sostegno sostanziale delle politiche monetarie, fiscali, dovrebbe mantenere i redditi e limitare le conseguenze economiche anche sul fronte immobiliare.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il