Qual è il contratto di affitto più conveniente per pagare meno tasse nel 2021 per un proprietario di casa?

Da cedolare secca a contratto di comodato d’uso gratuito di una casa: qual è il contratto di affitto più conveniente per un proprietario di casa

Qual è il contratto di affitto più conve

Qual è il contratto di affitto più conveniente per un proprietario di casa?

Sono diverse le forme di contratto di affitto casa tra cui è possibile sceglie quando si decide di affittare una casa di cui si è proprietari tra affitto a canone libero, affitto a canone concordato, affitto breve, cedolare secca e il contratto di affitto più conveniente per un proprietario di casa è certamente quello della cedolare secca anche se conviene anche il contratto di comodato d’uso gratuito di casa.
 

Quando si decide di affittare casa si può scegliere tra diverse forme contrattuali, tra contratto a canone libero, a canone concordato o con cedolare secca. Tutto dipende dal tipo di contratto che si deve fare, esigenze eventuali di inquilini e proprietari nonchè dalla convenienza di una tipologia di contratto piuttosto che un'altra. Vediamo allora qual è il contratto di affitto più conveniente e che permette di pagare meno tasse ad un proprietario di casa.

  • Qual è il contratto di affitto più conveniente per un proprietario di casa
  • Affittare casa e pagare meno tasse con comodato d’uso gratuito

Qual è il contratto di affitto più conveniente per un proprietario di casa

Tra le forme di contratto di affitto più conveniente per un proprietario di casa tra affitto a canone concordato, affitto a canone libero, cedolare secca, c’è certamente quella della cedolare secca. Si tratta di una forma contrattuale conveniente non solo per il proprietario di casa, che paga meno tasse, ma anche per l’inquilino della casa in affitto che, al contrario di quanto avviene con gli altri contratti di affitto, una volta decisa una somma di canone di locazione da pagare pagherà per sempre quella senza rischi di aumenti per rivalutazioni e adeguamenti.

La cedolare secca come forma di contratto di affitto comprende in un’unica imposta tutte le tasse da pagare e viene calcolata sull’importo complessivo dei canoni di affitto percepiti e in misura fissa e indipendente dagli altri redditi percepiti del proprietario. 

Se, infatti, generalmente le aliquote Irpef sono progressive aumentando all’aumentare dei redditi e partendo da un’aliquote del 23%, la cedolare secca prevede un’aliquota fissa al 21% del canone annuo di locazione e al 10% per i contratti di affitto a canone concordato per immobili che si trovano nelle grandi città ad alta densità abitativa, come Milano, Roma, Firenze, ecc.

Altri vantaggi per il proprietario di casa che stipula un contratto di affitto con cedolare secca sono uno sconto del 25% sull’Imu in alcuni Comuni ed esenzione totale dal pagamento delle imposte di registro e di bollo che si pagano inizialmente, al momento della registrazione del contratto di locazione, ed anche in seguito, in caso di proroga o di risoluzione anticipata.

Affittare casa e pagare meno tasse con comodato d’uso gratuito

Una soluzione decisamente conveniente per affittare una casa per proprietario di casa è la forma del contratto di comodato d’uso gratuito. Il contratto di comodato d’uso gratuito prevede che il proprietario di una casa ceda il bene ad un’altra persona, a tempo determinato o indeterminato, senza però richiedere alcun corrispettivo mensile, come avviene per i tradizionali contratti di affitto.

Ciò significa che il proprietario di casa non aggiunge ulteriori redditi ai fini Irpef ai suoi eventuali percepiti e non paga più tasse e ‘affida’ il suo immobile ad una terza persona che se ne prende cura.

Il contratto di comodato d’uso gratuito non prevede ulteriori tasse a carico del proprietario di casa se non il pagamento dell’Imu che è sempre a carico dei proprietari dei diversi immobili, mentre la Tari sui rifiuti deve essere sempre pagata da chi usufruisce del comodato e stesso discorso vale per il pagamento di bollette, consumi, eventuali spese condominiali.

Conveniente il contratto di comodato d’uso gratuito di casa anche per gli sconti previsti sulle imposte per la registrazione all’Agenzia delle Entrate del contratto stesso. Il contratto di comodato d’uso gratuito di una casa per essere valido deve essere, infatti, registrato entro 20 giorni dalla stipula presso l’Agenzia delle Entrate e prevede il pagamento dell’imposta di registro nella misura fissa di 200 euro, invece che in misura proporzionale come previsto per i contratti di locazione.

A tale somma si devono aggiungere 16 euro di imposta di bollo se il contratto è contenuto in 4 facciate e non più di 100 righe.

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il