C'è davvero tanta differenza di stipendio tra operaio e dirigente in Italia? Ecco i dati

La questione della retribuzione in Italia continua a essere una fonte di discussione. Ecco come cambiano gli stipendi dal dirigente all'operaio.

C'è davvero tanta differenza di stipendi

Stipendi in Italia, qual è la differenza tra dirigente e operaio?

Al netto delle numerose e inevitabili differenze, lo stipendio medio di un dirigente in Italia è di 4.167 euro mentre quello di un operaio è di 1.364 euro.

Non c'è dubbio che quando si pensa alla posizione retributiva di un dirigente d'azienda e la si confronta con quella di un operaio, il riferimento va immediatamente alla notevole differenza. D'altronde non può che essere così, considerando la diversità di mansioni assegnate così come il grado di responsabilità a cui devono fare fronte. Possiamo però fare un passo in più per comprendere realmente in che modo cambiano le buste paga.

Non si tratta naturalmente di un giudizio di valore, ma semplicemente di fornire alcuni dati utili per capire in che modo si muove il mercato italiano del lavoro. Alla base della nostra esposizioni ci sono report ufficiali ovvero analisi indirizzate esplicitamente per il raggiungimento di questo scopo. Vediamo quindi in questo articolo:

  • Stipendi in Italia, qual è la differenza tra dirigente e operaio

  • Come valutare la retribuzione dei lavoratori in azienda

Stipendi in Italia, qual è la differenza tra dirigente e operaio

Come rilevato dall'Istat, la retribuzione media annua cresce all'aumentare del titolo di studio del lavoratore, in tutti i settori di attività economica, per uomini e donne.

Tra i lavoratori con livello di istruzione terziaria, la retribuzione media annua più alta viene percepita nel comparto dell'Industria in senso stretto mentre la più bassa si rileva tra i lavoratori con livello di istruzione primaria nel comparto Totale Servizi.

Al suo interno sono i Servizi di mercato a registrare i divari retributivi più marcati per livello di istruzione. Rispetto a un lavoratore che possiede al più l'istruzione primaria, quello che ha una istruzione secondaria percepisce di più e il divario sale se ha conseguito una laurea.

Considerando anche il genere, la retribuzione media annua più bassa è quella delle donne con livello di istruzione primaria, la più alta è quella degli uomini con livello di istruzione terziaria.

A parità di livello di istruzione, i dipendenti uomini hanno retribuzioni medie annue sempre superiori alle donne.

Il divario raddoppia per l'istruzione terziaria. Le retribuzioni annue crescono all'aumentare dell'età del lavoratore, in misura maggiore per i dipendenti uomini. Rispetto ai lavoratori più giovani, la retribuzione per gli over 50 è superiore di oltre la metà.

Al netto delle numerose e inevitabili differenze, sulla base di quanto riportato dal JP Salary Outlook ovvero lo studio del portale JobPricing in collaborazione con Infojobs, lo stipendio medio di un dirigente in Italia è di 4.167 euro mentre quello di un operaio è di 1.364 euro.

Come valutare la retribuzione dei lavoratori in azienda

Fattore essenziale di attrattività per le aziende, i dipartimenti risorse umane parlano molto spesso agli assunti di pacchetti retributivi.

È quindi importante capire come parlare la stessa lingua del reclutatore. Lo stipendio è composto da una retribuzione fissa, una retribuzione variabile, a volte bonus eccezionali e benefit in natura. La retribuzione fissa corrisponde a una somma costante di denaro versata ogni mese dell'anno sul conto corrente bancario del dirigente in cambio del lavoro svolto per un datore di lavoro.

I contributi previdenziali ma anche l'imposta sul reddito - si parla di ritenuta alla fonte - sono stati detratti dalla retribuzione lorda per determinare la retribuzione netta che viene corrisposta al lavoratore dipendente. Non tutti i dirigenti hanno una parte variabile nel loro stipendio. La retribuzione variabile non viene necessariamente pagata mensilmente.

Comprende i bonus (il bonus per il raggiungimento di obiettivi, ad esempio) ei bonus fissati con il datore di lavoro, ma anche le somme corrisposte per il risparmio dei dipendenti, come la partecipazione agli utili. Auto aziendale, telefono, computer portatile o prestazioni sociali, i recruiter non esitano a evidenziare i vantaggi offerti in azienda che integrano la retribuzione. Se lo stipendio in sé è abbastanza difficile da discutere, queste componenti sono in gran parte negoziabili.





Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il