Qual è la migliore forma di divorzio 2021 in base ai diversi casi possibili?

Quale migliore tipologia di divorzio scegliere in base a costi, tempi, e altri fattori: quali forme di divorzio sono possibili e chiarimenti

Qual è la migliore forma di divorzio 202

Qual è la migliore forma di divorzio 2021?

La forma di divorzio migliore per cui optare quando si decide di lasciarsi dipende sostanzialmente dai diversi casi di divorzio e dalle condizioni della coppia che si ritrova a dover affrontare il divorzio, nonché dalla presenza, o meno, di figli. Solo valutando caso per caso si può scegliere quale procedura di divorzio sia meglio scegliere.

Qual è la migliore forma di divorzio nel 2021? Divorziare oggi prevede la possibilità di optare per una serie di forme di divorzio, anche molto economiche, a seconda del caso previsto. Le tipologie di divorzio oggi disponibili non possono valere sempre e per tutti, dipende da casi e condizioni della coppia che decide di divorziare.

Precisiamo, inoltre, che è possibile ricorrere ormai anche alla forma di divorzio breve che permette di sciogliere il vincolo matrimoniale in sei mesi anzicchè in tre anni come precedentemente previsto. Se, infatti, ci si separa in maniera consensuale, il divorzio arriva dopo sei mesi invece che tre anni come precedentemente previsto, che diventano 12 nel caso di divorzio giudiziale. Vediamo allora di seguito come scegliere per quale tipologia di divorzio optare quando si decide di lasciarsi.

  • Migliore forma di divorzio per costi
  • Quale forma di divorzio scegliere per coppie con figli
  • Quale procedura di divorzio scegliere senza accordo tra coniugi

Migliore forma di divorzio per costi

Partendo dal caso in cui una coppia abbia trovato accordo su tutte le questioni relative al divorzio, vale a dire assegnazione della casa coniugale, assegno di mantenimento, separazione dei beni, ecc, e non siano nati figli dalla coppia, la migliore procedura di divorzio per cui optare è certamente quella in Comune.

In questo caso, non serve assistenza legale obbligatoria e basta che i coniugi si presentino dinanzi al sindaco in Comune per sciogliere il loro vincolo matrimoniale. Costo totale della procedura per il divorzio in Comune: appena 16 euro. Decisamente molto meno delle migliaia di euro generalmente richieste per divorzio con mediazione o addirittura in Tribunale. I tempi del divorzio in Comune sono anche molto stretti.

Precisiamo che non si può procedere al divorzio in Comune se dalla coppia sono nati figli. 

Quale forma di divorzio scegliere per coppie con figli

Se dalla coppia sono nati figli e non ci si può rivolgere in Comune per divorziare, come migliore forma di divorzio, nel caso di divorzio consensuale, si può scegliere la negoziazione assistita come migliore forma di divorzio: si tratta di una procedura di divorzio che prevede la presenza di avvocati che, però, può essere lo stesso per entrambe i coniugi e che si può scegliere se il divorzio è consensuale. 

La negoziazione assistita avviene raggiungendo, come primo step, l’accordo di divorzio tra i coniugi. Dopodicchè gli avvocati redigono un verbale di divorzio e certificano la conformità dell’accordo alle norme in vigore. 

Per la negoziazione assistita, i costi rispetto alla procedura di divorzio in Comune salgono, e sono, in media compresi tra i 1.500 e i 3.000 euro, che sono i costi previsti per la parcella degli avvocati. 

Non sono, però, previsti altri costi per il divorzio con la negoziazione assistita come bolli, tasse, contributo unificato, pagamento di imposta di registro o altro tassa.

Quale procedura di divorzio scegliere senza accordo tra coniugi

In mancanza di accordo nella coppia, sia in presenza di figli che in assenza di figli, l’unica forma di divorzio per cui si può optare è quella in Tribunale. Si tratta del cosiddetto divorzio giudiziale, che implica costi e tempi decisamente molto più lunghi rispetto alle due forme di divorzio precedenti.

Il divorzio giudiziale è la procedura di divorzio che prevede la causa in Tribunale, viene chiesto da un solo coniuge, senza accordo dell'altro coniuge, e la causa prende avvio proprio quando l’avvocato che ha deciso di intentare causa deposita il ricorso in Tribunale.

I coniugi, almeno in dell’udienza presidenziale, tenuta dal presidente del tribunale che è un giudice, devono recarsi personalmente in Tribunale e se non si presenta il ricorrente, cioè il coniuge che ha presentato ricorso per avvio della causa, il giudizio si estingue, cioè cessa immediatamente, mentre se non si presenta il convenuto, cioè il coniuge chiamato in tribunale, il giudizio va avanti senza di lui.

Il giudizio termina con una sentenza che il convenuto contumace o assente deve, per legge, rispettare.
 


 

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il