Qual è lo stipendio medio per età che si prende in Italia secondo ultime analisi 2022

Con l'avanzare della carriera l'evoluzione dei guadagni diverge tra laureati e poco qualificati: per questi ultimi l'aumento si ferma intorno ai 54 anni.

Qual è lo stipendio medio per età che si

Stipendio medio per età: qual è in Italia?

Secondo i dati Eurostat e Inps, i più ricchi in Italia sono gli over 50 mentre chi guadagna di meno sono le donne under 30. I lavoratori uomini tra i 55 e i 59 anni guadagnano 31.923 euro.

Sono diversi parametri i che intervengono nell'evoluzione dei guadagni del lavoratore: età, genere, titolo di studio in particolare. Sì, perché gli stipendi aumentano con l'età. Almeno in via teorica, l'anzianità paga in quanto il lavoratore ha acquisito nuove competenze e un patrimonio di conoscenza che difficilmente un neo assunto o un dipendente che lavora da pochi anni è in grado di avere.

Vogliamo allora capire qual è lo stipendio medio per età che si prende in Italia secondo ultime analisi 2022. Non c'è dubbio che gli ultimi anni non siano stati quelli favorevoli in termini di crescita economica e di conseguenza, al di là dell'età, le gratificazioni economiche sono inferiori rispetto a quanto avveniva alcuni anni fa. Vediamo quindi meglio:

  • Stipendio medio per età: qual è in Italia

  • Divario di guadagni aumenta con l'età

Stipendio medio per età: qual è in Italia

Le differenze di retribuzione tra i dipendenti possono essere spiegate in gran parte dalle loro caratteristiche individuali. Tra questi, l'età ha un forte impatto perché è correlata all'esperienza professionale, fattore che generalmente migliora la produttività, soprattutto all'inizio del ciclo di vita, e che consente al dipendente di negoziare un salario più elevato.

Attraverso le scale salariali, il datore di lavoro può programmare aumenti in base all'anzianità, che riflettono anche l'accumulo di capitale umano specifico dell'azienda e la volontà di trattenere i propri dipendenti per evitare costi di assunzione. Il salario medio, infatti, aumenta con l'età, a ritmo sostenuto tra i più giovani e poi sempre meno rapidamente, effetto più marcato tra gli uomini.

Secondo i dati Eurostat e Inps, i più ricchi in Italia sono gli over 50 mentre chi guadagna di meno sono le donne under 30. I lavoratori uomini tra i 55 e i 59 anni guadagnano 31.923 euro. I redditi si riducono a poco più di 30.000 euro tra i 60 e i 64 anni e a 22.514 euro per gli over 65. I giovani guadagnano meno dei 50enni: 11.456 euro lordi se maschi e 8.063 se femmine tra i 20 e i 24 anni.

I guadagni aumenti a 16.968 e 13.414 euro nella fascia d'età tra 25 e 29 anni, rispettivamente per uomini e donne, e a 21.159 e 15.981 fra i 30 e i 34enni. La differenza tra i generi si riflette nei 5.000 euro di divario dello stipendio e aumenta fino a 7.400 nella fascia tra 55 e 59 anni. Scendendo nel dettaglio dei comparti lavorativi, lo stipendio medio è invece il seguente:

  • servizi finanziari e creditizi: 43.277 euro

  • farmaceutica e biotecnologie: 39.294 euro

  • ingegneria: 38.222 euro

  • attività petrolifere e di gas naturali: 38.093 euro

  • servizi di utenze domestiche: 32.162 euro

  • industria di processo: 31.109 euro

  • industria manifatturiera: 30.290 euro

  • commercio e marketing: 28.555 euro

  • settore terziario: 27.983 euro

  • immobiliare ed edilizia: 26.494 euro

  • agricoltura: 23.795 euro

Come cambia il rapporto con lo stipendio dopo i 40 anni? Oltre questa età, quando si è raggiunta una certa soglia di maturità, si cerca, e questo è del tutto normale, di valorizzare questa esperienza per raccogliere i frutti di quanto è stato fatto prima e, questa volta, di più ad ogni costo. Questa considerazione può essere lo stipendio, ma non solo. Si può anche cercare un cambiamento nelle tue condizioni di lavoro.

Divario di guadagni aumenta con l'età

Il divario retributivo secondo il diploma aumenta con l'età. Per gli uomini, da 100 a 300 euro all'inizio della carriera, fino a 1.000 euro a 50 anni. Rimane più basso tra le donne, ancora più numerose le laureate. Intervengono però i contesti economici, molto diversi tra loro: dopo la crisi, gli stipendi di partenza dei laureati maschi sono un po' più bassi ma vengono recuperati nel corso della loro carriera.

Con l'avanzare della carriera l'evoluzione dei guadagni diverge tra laureati e poco qualificati: per questi ultimi l'aumento si ferma intorno ai 54 anni e poi la retribuzione tende a diminuire, in particolare se non hanno una formazione dall'età di 50, mentre l'aumento di stipendio sale a 62 anni per i laureati. D'altro canto, però, il forte aumento del numero di laureati ha per loro un relativo effetto ribassista.

Con l'avanzare della carriera L'evoluzione del reddito varia tra laureati e persone poco qualificate: in queste ultime l'aumento si ferma intorno ai 54 anni.





Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il