Quale è il contratto migliore di affitto casa per un inquilino nel 2021

Contratto a canone concordato 3+2 migliore contratto di locazione per inquilini: quali sono i vantaggi previsti e chiarimenti

Quale è il contratto migliore di affitto

Qual è il miglior contratto di affitto di casa per un inquilino?

Secondo le norme in vigore, il contratto migliore di affitto casa per un inquilino nel 2021 è quello a canone concordato che risulta vantaggioso per gli inquilini sia da un punto di vista fiscale che da un punto di vista economico, perché prevede importi di canone di locazione più bassi rispetto a quelli fissati per altre forme di contratto di affitto.
 

Qual è il migliore contratto di affitto di casa per un inquilino? Sono diverse le forme di contratto di affitto di casa che si possono stipulare al momento di una locazione, da contratto a canone libero, a contratto di canone concordato, a cedolare secca, a contratto transitorio ma che si può fare solo nel caso di affitti brevi. Vediamo di seguito qual è il contratto di affitto che risulta più vantaggioso per un inquilino.

  • Migliore contratto di affitto casa per inquilino a canone concordato
  • Contratto di affitto casa altre forme possibili per inquilini

Migliore contratto di affitto casa per inquilino a canone concordato

Stando a quanto previsto dalle norme in vigore, il migliore contratto di affitto di casa per un inquilino sembrerebbe essere quello a canone concordato 3+2, della durata di tre anni rinnovabili automaticamente per altri due. 

Si tratta, infatti, di una forma contrattuale di locazione conveniente sia da un punto di vista fiscale per le diverse agevolazioni previste per gli inquilini sia per gli importi dei canoni di locazione, perché quelli per contratti a canone concordato sono più bassi rispetto a quelli previsti per i contratti di affitto a canone libero.

Il motivo per cui il prezzo degli affitti a canone concordato è più basso rispetto a quello che si può pagare con altre tipologie di contratti di affitto è che il costo degli affitti a canone concordato non vengono stabiliti dai proprietari di casa ma da Comuni e associazioni per inquilini e proprietari sulla base di criteri specifici che sono tipologia di immobile e ubicazione dell’immobile nelle diverse zone della città, se centrale o periferico. 

Il contratto di affitto casa canone concordato è più conveniente anche a livello fiscale, perchè prevede agevolazioni fiscali per l’inquilino ma anche per i proprietari delle case in affitto. Stipulando un contratto di affitto a canone concordato l'inquilino può, infatti, godere delle seguenti detrazioni: 

  • 495,80 euro se il reddito complessivo non supera la soglia dei 15.493,71 euro;
  • 247,90 euro se il reddito complessivo supera i 15.493,71 euro ma risulta inferiore a 30.987,41 euro.

Contratto di affitto casa altre forme possibili per inquilini

Se, in generale, il contratto di affitto a canone concordato risulta il migliore per inquilini di case in affitto, è bene sapere che vi sono altre forme contrattuali per cui si può optare per fare un contratto di locazione. Stiamo parlando del contratto di affitto a canone libero e del contratto di affitto transitorio.

Il contratto di affitto a canone libero, 4+4, ha una durata di quattro anni rinnovabili per altri quattro anni, l’importo da corrispondere a titolo di affitto viene deciso dal proprietario di casa o da proprietario e inquilino in accordo. Il contratto di affitto di casa a canone libero deve essere in forma scritta, a pena di nullità, ha, come detto, la durata di quattro anni e si rinnova automaticamente per ulteriori quattro anni e la seconda scadenza è dopo 8 anni dalla stipula del contratto.

Dopo la prima scadenza, il rinnovo degli ulteriori quattro anni avviene in automatico a meno che non si verifichi una delle seguenti situazioni:

  • quando l’inquilino da disdetta del contratto di affitto almeno sei mesi prima della scadenza, per cui il rinnovo non avviene, o il proprietario di casa decide di non rinnovare la locazione, per esempio se vi si deve trasferire lui stesso o deve mettere in vendita la casa;
  • quando il conduttore si avvale del diritto di recesso nel caso di gravi motivi, ma anche in tal caso è previsto un termine di preavviso di almeno 6 mesi, a meno che le parti non abbiano deciso in accordo un altro termine al momento della stipula del contratto. 

 
Altra forma di contratto di affitto di casa per cui si può optare, ma solo in specifiche circostanze, è il contratto di affitto transitorio. Si tratta di una forma contrattuale valida solo per locazioni di brevi durata, entro massimo 18 mesi, che si può scegliere, dunque, soprattutto per affitti per motivi di studio, mobilità a lavoro, ricerca, formazione, apprendistato. 

I 18 mesi previsti per un contratto transitorio sono rinnovabili al perdurare della causa transitoria.
 
 

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il