Quali attività si possono fare quando si è malattia dal lavoro? E quali sono vietate per legge?

Essendo la materia dello svolgimento delle attività di un lavoratore in malattia particolarmente delicata e con molti aspetti sfumati, ci ha pensato la Cassazione a fare chiarezza.

Quali attività si possono fare quando si

Quali attività il lavoratore può fare in malattia dal lavoro?

La Corte di Cassazione si è pronunciata sui casi delle attività ammesse in caso di malattia, come l'assenza dal domicilio per riprendere parzialmente l'attività quotidiana non lavorativa, in conformità con le prescrizioni del medico curante.

L'assenza dal lavoro per malattia presuppone l'impossibilità di svolgere i compiti assegnati. Di conseguenza anche esercitare un secondo lavoro non sembra affatto compatibile con lo stato di malattia. Ma se questo è il principio generale, alcune importanti sentenze della Corte di Cassazione hanno allargato i confini di cosa si può e di cosa non si può fare durante la mattia dal lavoro.

Esaminiamo in questo articolo quali attività sono ammesse e quali sono vietate, ma senza mai perdere di vista l'obbligo di farsi trovare nel domicilio indicato nel caso di visita medica. Al netto di alcune eccezione, lavoratori pubblici e privati devono rispettare gli orari di possibile visita del medico fiscale. Approfondiamo quindi tutti i dettagli:

  • Quali attività sono vietate quando si è malattia dal lavoro
  • Malattia dal lavoro, quali attività si possono fare

Quali attività sono vietate quando si è malattia dal lavoro

Essendo la materia dello svolgimento delle attività di un lavoratore in malattia particolarmente delicata, anche con riferimento alla privacy da rispettare, e con molti aspetti sfumati, ci ha pensato la Corte di Cassazione a stabilire, caso per caso, cosa non è ammesso.

Il concetto chiave che ha ispirato le decisioni è l'idoneità a pregiudicare o ritardare la guarigione. Nessun via libera all'attività di istruttore di una palestra con collaborazione attiva nella gestione dei corsi in quanto non è assimilabile a un semplice svago compatibile con la sindrome depressiva.

Semaforo rosso anche per lo svolgimento di pratica sportiva: può aggravare le condizioni fisiche del lavoratore. Per motivi di salute il datore di lavoro aveva assegnato il dipendente a mansioni ridotte e diverse da quelle precedenti.

La Corte di Cassazione si è espressa sfavorevolmente anche rispetto alla direzione delle operazioni di parcheggio in area privata di sosta, con coordinamento del personale addetto e riscossione dei pagamenti da parte dei clienti, durante i lunghi periodi di assenza per malattia e per infortunio in itinere, senza l'adozione delle prescrizioni mediche (collare cervicale) e per numerose ore consecutive.

Non ammessi la guida di una moto di grossa cilindrata, recarsi in spiaggia e prestazione di una seconda attività lavorativa.

Stessa cosa per sistematica presenza in un negozio, tale da pregiudicare la pronta guarigione, anche per lo svolgimento di attività non saltuarie né prive di incidenza funzionale: sistemazione della merce negli scaffali, vigilanza sulla merce esposta, assistenza ai clienti dell'esercizio commerciale.

In questa circostanza, la malattia è stata certificata non solo come depressione maggiore, ma anche come cervicobrachialgia da ernia discale; l'attività è in contrasto con la patologia osteoarticolare (riparazione di elettrodomestici) e con la depressione.

L'attività di sorveglianza antitaccheggio comporta una costante focalizzazione dell'attenzione e contatti con persone sconosciute.

La Corte di Cassazione non ha ammesso anche la partecipazione a battute di caccia all'estero, con invio di certificato medico al datore di lavoro, prolungando il soggiorno all'estero per più giorni, talvolta immediatamente precedenti la festività. A detta dei giudici, viaggi e attività venatorie sono gravemente stressanti per il fisico e in grado di impedire la guarigione.

Malattia dal lavoro, quali attività si possono fare

Al pari delle attività vietate e degi obblighi per il lavoratore in malattia, la stessa Corte di Cassazione si è pronunciata anche sui casi delle attività ammesse in caso di malattia, come l'assenza dal domicilio per riprendere parzialmente l'attività quotidiana non lavorativa, in conformità con le prescrizioni del medico curante.

Un'altra situazione particolare in cui si è pronunciata è stata quella della serata dell'ultimo giorno di malattia con attività svolta per 2 ore nel ristorante-pizzeria della moglie per preparazione di pizze e relativa cottura in forno, consegna di pizze da asporto e incasso dei relativi pagamenti.

Secondo gli Ermellini, il fatto contestato risultava compatibile con la malattia e non aveva comportato un aggravamento della patologia nè alcun ritardo nella ripresa del lavoro.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il