Quali benefici ci sono se si lavora di domenica? Risarcimenti per usura, bonus e riposi

Per molti dipendenti, lavorare di domenica è la normalità, ma quali sono i benefici aggiuntivi a cui ha diritto?

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
Quali benefici ci sono se si lavora di d

Quali risarcimenti, stipendio e riposi per chi lavora di domenica?

Se il lavoratore presta la propria attività per più di 6 giorni consecutivi matura innanzitutto il diritto a un compenso aggiuntivo. Ma può scattare anche il risarcimenti per usura nel caso di certificazione di stress.

Il lavoro di domenica è una normalità per alcune categorie. Pensiamo ad esempio alle forze dell'ordine o a tutti i lavoratori dei negozi all'interno dei centri commerciali che, proprio in questa giornata, hanno a che fare con un maggior numero di clienti.

Il punto è che la domenica è considerato il giorno festivo per eccellenza nell'organizzazione del lavoro in Italia. E allo stesso tempo, dopo 6 giorni di lavoro, ogni dipendente ha diritto a un giorno di riposo settimanale di almeno 24 ore consecutive libere. Cerchiamo allora di approfondire le conseguenze pratiche di questi assunti tra:

  • Quali risarcimenti, stipendio e riposi per chi lavora di domenica

  • Legittimità dello spostamento del riposo settimanale del lavoratore

Quali risarcimenti, stipendio e riposi per chi lavora di domenica

Anche se in linea di principio il lavoratore può prestare la propria attività anche la domenica, non più rifiutarsi se ci sono di mezzo il soddisfacimento di interessi importanti della collettività o di esigenze tecniche o i casi di pubblica utilità. Se il lavoratore presta la propria attività per più di 6 giorni consecutivi e dunque anche di domenica, matura innanzitutto il diritto a un compenso aggiuntivo, differente in base al Ccnl di riferimento.

Dopodiché gli spetta un periodo di riposo pari almeno al numero di ore di lavoro e comunque non inferiore a 12 consecutive. Ma può scattare anche il risarcimenti per usura nel caso di certificazione di stress patito dal lavoratore o di lesioni alla salute. Tuttavia è indispensabile promuovere una causa davanti al giudice del lavoro. Spetta quindi a quest'ultimo sancirlo.

Al netto delle numerose particolarità contenute nei vari Contratti collettivi nazionali di lavoro - Terziario e Servizi, Meccanici, Poligrafici e Spettacolo, Turismo, Dirigenti Settore Privato, Edilizia e Legno, Credito ed Assicurazioni, Agricoltura e Allevamento, Chimica, Trasporti, Enti e Istituzioni Private, Marittimi, Enti Pubblici, Tessili, Alimentari - il riposo settimanale al lavoratore può essere goduto in giornata diversa dalla domenica, ma l'importante è che il riposo arrivi ogni 7 giorni ovvero due riposi ogni 14 giorni in caso di necessità. In pratica, il dipendente può lavorare di domenica e godere il riposo settimanale in un'altra giornata della settimana.

Secondo le disposizioni in vigore, il prestatore di lavoro ha diritto a un giorno di riposo ogni settimana, di regola in coincidenza con la domenica. Ha anche diritto a un periodo annuale di ferie retribuito, possibilmente continuativo, nel tempo che l'imprenditore stabilisce, tenuto conto delle esigenze dell'impresa e degli interessi del prestatore di lavoro. La durata di tale periodo è stabilita dalla legge, dagli usi o secondo equità.

Quindi l'imprenditore deve preventivamente comunicare al prestatore di lavoro il periodo stabilito per il godimento delle ferie. Non può essere computato nelle ferie il periodo di preavviso.

Legittimità dello spostamento del riposo settimanale del lavoratore

In riferimento al lavoro nella giornata di domenica, per la Cassazione, la legittimità dello spostamento del riposo settimanale in un giorno diverso dalla domenica, anche con una cadenza variabile per cui detto riposo intervenga oltre il sesto giorno lavorativo, non esclude che al lavoratore sia dovuto, in relazione all'attività lavorativa del settimo giorno consecutivo e nonostante il godimento di un riposo compensativo oltre tale giorno, un compenso, determinabile anche equitativamente, a titolo non di risarcimento ma di indennizzo per la privazione, pur legittima, della pausa destinata al recupero delle energie psicofisiche.

Il diritto a tale prestazione indennitaria - spiegano i giudici - non è escluso dalla circostanza che la disciplina collettiva preveda un particolare trattamento retributivo per la prestazione lavorativa domenicale, salvo che tale trattamento risulti destinato a compensare, oltre la penosità del lavoro festivo, anche l'usura dell'attività lavorativa prestata nel settimo giorno consecutivo.