I benefici che restano e quelli cancellati se muore titolare legge 104 nel 2022

In alcuni casi i benefici relativi alle legge 104 rimangono nonostante il titolare muoia. Ecco quali sono quelli che restano o che vengono cancellai in base alle leggi 2022

I benefici che restano e quelli cancella

Se muore titolare legge 104, quali benefici restano?

Nel caso di acquisto di un'auto con le agevolazioni legge 104 e il disabile muore, la facilitazione resta in vigore per gli eredi che mantengono così tutti i benefici.

La legge 104 è tra le più articolate e longeve disposizioni a carattere sociale vigenti in Italia. Lo è anche perché è estremamente dettagliata e disciplina tutti gli aspetti legati alla concessione delle agevolazioni concesse ai beneficiari ovvero a chi soffre di disabilità o ai familiari che li assistono. Approfondiamo meglio i dettagli di questo pacchetto di disposizioni fra:

  • Se muore titolare legge 104, quali benefici restano

  • Norme 2022 sui benefici legge 104 con morte del titolare

Se muore titolare legge 104, quali benefici restano

Nel caso di acquisto di un'auto con le agevolazioni legge 104 e il disabile muore, la facilitazione resta in vigore per gli eredi che mantengono così tutti i benefici. Tranne per il pagamento del bollo auto e le successive detrazioni per le spese di manutenzione.

Stessa cosa per quanto riguarda gli altri acquisti agevolati. Parzialmente differente è il caso in cui le agevolazioni legge 104 sono legate a più soggetti, ad esempio a più figli.

Secondo la normativa vigente bisogna infatti presentare tante domande quanti sono i figli disabili gravi. Se in famiglia ci sono più disabili gravi con più di 3 anni d'età, il genitore lavoratore che dà assistenza può cumulare tanti permessi quanti sono i figli disabili, sempre nel limite massimo di tre giorni per soggetto. Le norme prevedono permessi diversi in base all'età del figlio assistito.

Per i figli fino a 3 anni di età, il genitore ha diritto al prolungamento del congedo parentale con una indennità pari al 30% della retribuzione oppure 3 giorni di permesso al mese frazionabili anche ad ore con un minimo di 30 minuti e multipli di 15 minuti oppure 2 ore di permesso giornaliere retribuite.

Per i figli oltre 3 anni e fino a 12 anni di età, il genitore ha diritto a prolungamento del congedo parentale con una indennità pari al 30% della retribuzione oppure 3 giorni di permesso al mese frazionabili anche a ore con un minimo di 30 minuti e multipli di 15 minuti. Per i figli oltre 12 anni e fino a 18 anni di età, il genitore ha diritto a 3 giorni di permesso al mese frazionabili anche a ore con un minimo di 30 minuti e multipli di 15 minuti.

Norme 2022 sui benefici legge 104 con morte del titolare

Sono decisamente più numerosi i casi in cui alla morte del titolare decadono le agevolazioni. Le disposizioni sulla legge 104 sono precise e prevedono la fruibilità dei permessi e delle agevolazioni solo da parte dei lavoratori dipendenti disabili in situazione di gravità; dei genitori lavoratori dipendenti, anche adottivi o affidatari, di figli disabili in situazione di gravità; di coniuge (anche di fatto), parenti o affini fino al secondo grado di familiari disabili in situazione di gravità.

I permessi possono essere conteggiati su base giornaliera ovvero 3 giorni di permesso mensile retribuito oppure oraria ovvero 2 ore di permesso giornaliero retribuito, indipendentemente e il contratto di lavoro sia tempo pieno o parziale. Al lavoratore viene data la massima libertà di gestione dei permessi ovvero può convertire la fruizione da oraria a giornaliera e viceversa.

Un caso a parte è quello dei familiari di un minore portatore di handicap grave. I genitori di figli disabili con meno di 3 anni beneficiare infatti di tre giorni di permesso mensili o del prolungamento del congedo parentale o di permessi orari retribuiti in base all'orario di lavoro. I genitori di figli disabili fra 3 e 12 anni beneficiano invece di 3 giorni di permesso mensili o del prolungamento del congedo parentale. Infine, i genitori di figli disabili con più di 12 anni di età beneficiano di tre giorni di permesso mensili.

Oltre ai permessi in senso stretto, per coloro che assistono una persona con disabilità grave è previsto un congedo retribuito della durata massima di due anni. Questo periodo va fruito nel corso della carriera lavorativa e può essere frazionato in mesi, settimane o giorni. L'agevolazione può essere goduta con un preciso ordine di priorità: coniuge, genitori, figli, fratelli e sorelle.





Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il