Quali contratti di lavoro possono essere ripetuti ma senza mai nessun obbligo assunzione per leggi 2021

La durata del contratto a tempo determinato è quella che compare nel contratto. Ma il termine deve essere obbligatoriamente messo per iscritto.

Quali contratti di lavoro possono essere

Contratti ripetuti senza obbligo di assunzione, quali sono?

Nel caso del contratto di lavoro a chiamata non è previsto un tetto di rinnovi, ma sol se il lavoratore non viene impiegato per più di 400 ore.

Quando si parla di contratti di lavoro si fa riferimento a un ampio spettro di possibilità che va al di là della classica distinzione tra contratto a tempo determinato e contratto a tempo indeterminato. Tra alti e bassi, sono rimaste le tutele per i dipendenti con l'obiettivo di conservare un rapporto equilibrato con i datori.

Pensiamo ad esempio al caso del ripetuto rinnovo di un contratto, che senz'altro è una buona notizia, senza mai approdare all'assunzione definitiva. Ed è proprio questo il punto che vogliamo approfondire in questo articolo.

Fino a che punto il datore di lavoro può conservare nel tempo tale status quo. Qual è il momento in cui scatta l'obbligo di assunzione. Detto in altri modo, ci sono forme contrattuali rinnovabili all'infinito? Approfondiamo meglio:

  • Contratti ripetuti senza obbligo di assunzione, quali sono

  • Situazione contrattuale nel lavoro in Italia

Contratti ripetuti senza obbligo di assunzione, quali sono

Quando si parla di contratto di lavoro si fa riferimento a una rete di diritti e di doveri che riguardano sia il datore di lavoro e sia il lavoratore.

Ecco perché tutti i dettagli in materia devono essere messi su bianco. In particolare, le informazioni che non devono mai mancare sono la retribuzione e i benefici economici; i dati del lavoratore; i termini e le condizioni del rapporto lavorativo; la sede dell'azienda e il luogo di lavoro dove il dipendente dovrà recarsi per svolgere il suo impiego; il tipo di lavoro che dovrà essere svolto, stabilendo esattamente cosa ci si aspetta dal dipendente.

La durata del contratto a tempo determinato è quella che compare nel contratto. Ma con due importanti precisazioni. In prima battuta, l'apposizione del termine deve essere obbligatoriamente messa per iscritto. In caso contrario non ha alcun valore legale. Dopodiché occorre considerare una particolarità in quanto questa norma non trova applicazione nei rapporti di lavoro fino a 12 giorni.

Per quanto riguarda le tempistiche, la durata massima del contratto a tempo determinato è di 12 mesi, con possibilità di estensione a 24 solo nei casi tassativamente elencati dalla legge, e in particolare per esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili, dell'attività ordinaria, per necessità di sostituzione di altri lavoratori; per il bisogno di soddisfare esigenze temporanee e oggettive estranee all'attività ordinaria.

Fra datore e dipendente può quindi essere sottoscritto un altro contratto a tempo determinato della durata massima di 12 mesi dopodiché si trasforma in contratto a tempo indeterminato.

Diverso è quindi il caso del contratto di lavoro a chiamata perché non è previsto per definizione il rinnovo, ma come al solito attenzione ai dettagli. In pratica il datore di lavoro ricorre a questa formula tutte le volte che ne ha bisogno.

Il tutto ricordando che, al netto delle eccezioni previste per le attività svolte nei settori del turismo, dei pubblici esercizi e dello spettacolo, il datore di lavoro può utilizzare il contratto di lavoro a chiamata per ogni dipendente fino a un massimo di 400 giornate nell'arco di 3 anni. Oltre questa soglia, il contratto a chiamata si trasforma in un rapporto di lavoro dipendente a tempo pieno e indeterminato.

Situazione contrattuale nel lavoro in Italia

Dando uno sguardo più ampio alla situazione contrattuale nel mondo del lavoro in Italia, la prima importante distinzione da fare è tra contratti full time e part time.

In questo secondo caso, la possibilità è triplice fra part time verticale in cui il dipendente lavora in giorni specifici in full time; part time orizzontale in cui il dipendente lavora un numero di ore uguali tutti i giorni della settimana; part time misto che è una combinazione delle due tipologie precedenti, con alcuni giorni a tempo pieno e altri con orario ridotto.

Dopodiché le tipologie di contratti del lavoro per il dipendente nel settore pubblico o privato sono contratto a tempo indeterminato o determinato, contratto di apprendistato o di lavoro intermittente, contratto di somministrazione.





Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il