Quali controlli vengono fatti su bonus 110% e rischi e sanzioni su cessione credito nel 2022

Le maglie per accedere al bonus 110% si fanno più strette e allo stesso tempo l'Agenzia delle entrate intensifica i controlli.

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Quali controlli e sanzioni sul bonus 110% dall'Agenzia delle entrate?

Nell’ambito dell’ordinaria attività di controllo, l’Agenzia delle entrate procede alla verifica documentale della sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione. Qualora sia accertata la mancata integrazione, provvede al recupero dell’importo.

Nonostante le modifiche e qualche nuova incertezza, il bonus 110% continua a rappresentare un punto di riferimento per i contribuenti italiani alle prese con una ristrutturazione edilizia. Per il 2022 è stato infatti confermato il bonus 110% con le asseverazioni di congruità, i visti di conformità, le comunicazioni all'Enea, le polizze di responsabilità dei professionisti.

Occorre fare attenzione ai prezzi che siano nei limiti dei prezzari e alle check list delle società di revisione che vanno valutate prima come fattibili. Il suggerimento, quando c'è di mezzo la cessione del credito, ma anche lo sconto in fattura o la detrazione in sede di dichiarazione dei redditi, è di farsi affiancare da un legale per valutare tutti i contratti anche per la fine lavori entro il 2023 e la crescita dei prezzi. Approfondiamo quindi:

  • Quali controlli e sanzioni sul bonus 110% dall'Agenzia delle entrate

  • Controlli sulle attestazioni da parte dell'Agenzia delle entrate

Quali controlli e sanzioni sul bonus 110% dall'Agenzia delle entrate

Nell’ambito dell’ordinaria attività di controllo sul bonus 110%, l’Agenzia delle entrate procede alla verifica documentale della sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione.

Qualora sia accertata la mancata integrazione, anche parziale, dei requisiti che danno diritto alla detrazione d’imposta, l’Agenzia delle entrate provvede al recupero dell’importo corrispondente all’agevolazione non spettante nei confronti del soggetto che ha esercitato l’opzione, maggiorato degli interessi e delle sanzioni.

Stando a quanto approvato dal governo e confermato dalle Entrate, i tecnici abilitati rilasciano le attestazioni e asseverazioni previa stipula di una polizza di assicurazione della responsabilità civile, con massimale adeguato al numero delle certificazioni rilasciate e agli importi degli interventi oggetto delle attestazioni o asseverazioni e comunque non inferiore all’importo di 500.000 euro, al fine di garantire ai propri clienti e al bilancio dello Stato il risarcimento dei danni eventualmente provocati dall’attività prestata.

Professionisti garanti delle attestazioni di congruità, dei requisiti tecnici del progetto d'intervento e della sua effettiva realizzazione, puniti con la reclusione da due a cinque anni e con la multa da 50 a 100.000 euro, con aumento della pena se il fatto è commesso per conseguire un ingiusto profitto.

Viene anche inserito l'obbligo che, per ogni intervento che comporti attestazioni o asseverazioni, debbano stipulare una polizza di assicurazione della responsabilità civile con massimale pari all'importo dell'intervento. A controllare che le polizze siano da subito adeguate non saranno solo i committenti ma anche le società di revisione, già per le cessioni a loro conferite in esame.

Controlli sulle attestazioni da parte dell'Agenzia delle entrate

Condizione fondamentale per accedere al bonus 110% in caso di interventi di riqualificazione edilizia è la dimostrazione del miglioramento di almeno due classi energetiche. Lo strumento che lo certifica è l’Attestato di prestazione energetica (Ape) rilasciato da un tecnico abilitato nella forma della dichiarazione asseverata.

Come argomentato dall’Enea, per uniformità di applicazione della misura incentivante su tutto il territorio nazionale il criterio di classificazione energetica da usare è quello previsto dal decreto del Ministero dello Sviluppo Economico o quello previsto dalla corrispondente norma regionale a condizione che le regioni dichiarino che si ottengano le stesse classificazioni energetiche.

Il direttore dei lavori e il progettista possono firmare gli Ape utilizzati solo ai fini delle detrazioni fiscali del 110% che non necessitano di deposito nel catasto degli impianti termici. Gli Ape da depositare nel catasto regionale degli attestati di prestazione energetica degli edifici sono quelli di ogni singola unità immobiliare relativi alla situazione dopo i lavori prendendo in considerazione tutti i servizi energetici presenti nello stato finale.





Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il