Quali motivi sono validi per cambiare mansione ad un dipendente secondo leggi e CCNL 2021

Il lavoratore deve essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto o a quelle corrispondenti all'inquadramento superiore che abbia successivamente acquisito.

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Cambiare mansione a un dipendente, quali sono i motivi validi?

Il cambio di mansioni è ammesso in caso di modifica degli assetti organizzativi aziendali, se è previsto dal Ccnl di categoria, in caso di sostituzione di un lavoratore temporaneamente assente, per momentanea vacanza della posizione o per esigenze impreviste ed eccezionali.

Sebbene le norme sul lavoro siano estremamente rigorose, sarebbe sbagliato credere che siano immutate ovvero che non permettano cambiamenti nel contesto di una relazione di lavoro. Pensiamo ad esempio al cambiamento delle mansioni assegnate a un dipendente e messe nero su bianco sul contratto di lavoro.

Secondo le disposizioni vigente ci sono infatti alcuni casi in cui l'azienda può modificare la situazione. Ma per farlo non può di certo affidarsi al caso ovvero al capriccio di un momento, ma deve piuttosto seguire un iter ben preciso. Vediamo quindi:

  • Cambiare mansione a un dipendente, quali sono i motivi validi
  • Leggi e Ccnl 2021 sul cambiamento mansioni per i lavoratori

Cambiare mansione a un dipendente, quali sono i motivi validi

La risposta è certamente affermativa: il datore di lavoro conserva il potere di cambiare mansioni a un dipendente. Ma lo può fare solo nel rispetto delle leggi in vigore e del Contratto collettivo nazionale di lavoro applicato. Le situazioni possibili sono tre.

La prima è quella più semplice poiché è sempre ammessa ed è il cambiamento di mansioni allo stesso livello e alla medesima categoria di inquadramento del dipendente. La seconda è quella più complessa ed il demansionamento che si verifica quando il lavoratore è chiamato allo svolgimento di mansioni di livello inferiore. Questo spostamento è vietato a meno che non ci siano di mezzo il cambiamento degli assetti organizzativi aziendali o se è previsto dal Ccnl di categoria.

Il cambiamento di mansioni verso l'alto è ammesso nell'ambito di una promozione oppure in caso di sostituzione di un lavoratore temporaneamente assente, per momentanea vacanza della posizione o per esigenze impreviste ed eccezionali. Al dipendente spetta comunque un surplus in busta paga corrispondente al nuovo inquadramento

Da segnalare che il lavoratore adibito a mansioni che non corrispondono alla qualifica può chiedere giudizialmente la riconduzione della prestazione nell'ambito della qualifica di appartenenza, ma non può rifiutarsi senza avallo giudiziario di eseguire la prestazione richiesta, essendo tenuto a osservare le disposizioni per l'esecuzione del lavoro impartite dall'imprenditore.

Di conseguenza è legittimo il licenziamento disciplinare al lavoratore che si è assentato dal lavoro in reazione all'assegnazione di mansioni inferiori alla qualifica rivestita.

Leggi e Ccnl 2021 sul cambiamento mansioni per i lavoratori

Disposizioni alla mano, il lavoratore deve essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto o a quelle corrispondenti all'inquadramento superiore che abbia successivamente acquisito ovvero a mansioni riconducibili allo stesso livello e categoria legale di inquadramento delle ultime svolte.

E ancora: in caso di modifica degli assetti organizzativi aziendali che incide sulla posizione del lavoratore, lo stesso può essere assegnato a mansioni appartenenti al livello di inquadramento inferiore purché rientranti nella stessa categoria legale. Il mutamento di mansioni è accompagnato, se necessario, dall'obbligo formativo, il cui mancato adempimento non determina la nullità dell'atto di assegnazione delle nuove mansioni.

Dopodiché viene testualmente precisato che ulteriori ipotesi di assegnazione di mansioni appartenenti al livello di inquadramento inferiore, purché rientranti nella medesima categoria, possono essere previste dai contratti collettivi nazionali di lavoro.

In ogni caso, il cambiamento di mansioni deve essere comunicato per iscritto, a pena di nullità, e il lavoratore ha diritto alla conservazione del livello di inquadramento e del trattamento retributivo, tranne per gli elementi retributivi collegati a particolari modalità di svolgimento della precedente prestazione lavorativa.

Sempre la medesima norma prevede che nel caso di assegnazione a mansioni superiori il lavoratore ha diritto al trattamento corrispondente all'attività svolta e l'assegnazione diviene definitiva, salvo diversa volontà del lavoratore, ove la medesima non abbia avuto luogo per ragioni sostitutive di altro lavoratore in servizio, dopo il periodo fissato dai contratti collettivi o, in mancanza, dopo sei mesi continuativi.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il