Quali rischi corro se sullo stesso conto corrente personale-partita iva ricevo soldi non per lavoro

L'attenzione delle partite Iva va sempre mantenuta alta rispetto ai controlli perché il fisco italiano non fa sconti. Ecco cosa bisogna sapere sul passaggio di denaro.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
Quali rischi corro se sullo stesso conto

Quali sono i rischi se sullo stesso conto corrente personale-partita iva ricevo soldi non per lavoro?

Il rischio concreto che si corre se sullo stesso conto corrente tra personale e partita Iva si ricevono soldi non per lavoro è dunque quello di far scattare un'attività di verifica dell'Agenzia delle entrate con tanto di onere della prova ovvero di dimostrare la provenienza del denaro ricevuto e le ragioni delle transazione.

Verrebbe da dire che con il fisco non si scherza perché i controlli dell'Agenzia delle entrate, anche sui conti correnti, sono sempre dietro l'angolo. E si sa, spetta al contribuente dimostrare che il proprio comportamento fiscale sia stato corretto e privo di anomalie e non al controllore la completa fondatezza della sua attività.

Non ci resta allora che entrare nei dettagli delle disposizioni per comprendere quali possano davvero essere i rischi concreti a cui vanno incontro i lavoratori autonomi e i professionisti e come fare per mettersi preventivamente al riparo da possibili contestazioni. Esaminiamo meglio in questo articolo:

  • Rischi derivanti dalla confusione tra conto corrente personale e conto corrente per lavoro

  • Perché scegliere un conto corrente separato per i guadagni da partita Iva

Rischi derivanti dalla confusione tra conto corrente personale e conto corrente per lavoro

Sebbene non ci sia alcun obbligo per le partite Iva di aprire un conto corrente separato in cui fare confluire i proventi dell'attività professionale, è comunque importante il mantenimento della massima chiarezza. Non solo in relazione alla gestione dei conti personali, ma anche e soprattutto agli occhi dell'Agenzia delle entrate.

Non dimentichiamo infatti, come abbiamo spiegato in premessa, che il fisco italiano quando effettua i controlli e rileva una presunta anomalia chiede spiegazioni al contribuente che in questo caso è un professionista o un lavoratore autonomo con partita Iva. E spetta proprio al controllato far notare, con documenti e prove alla mano, che tutto si è svolto nella massima trasparenza.

Tradotto in termini pratici, anche se non c'è alcun obbligo di mantenere attivi due conti correnti, è comunque consigliabile ai fine della gestione dei controlli. In caso contrario ovvero senza la disponibilità di un conto dedicato, è comunque utile registrare tutti i movimenti di denaro con i necessari giustificati.

Provando a fare un esempio concreto, nel caso in cui si ricevono soldi, ad esempio per via della vendita di un oggetto di collezionismo attraverso una piattaforma online, è pressoché necessario che il bonifico ricevuto sia accompagnato da una causale dettaglio che spieghi qual è stato il motivo del passaggio di denaro.

Il rischio concreto che si corre se sullo stesso conto corrente tra personale e partita Iva si ricevono soldi non per lavoro è dunque quello di far scattare un'attività di verifica dell'Agenzia delle entrate con tanto di onere della prova ovvero di dimostrare la provenienza del denaro ricevuto e le ragioni delle transazione. L'attenzione va sempre mantenuta alta rispetto ai controlli sulle attività economiche e il denaro ricevuto perché il fisco italiano non fa sconti.

Perché scegliere un conto corrente separato per i guadagni da partita Iva

Scegliere un conto corrente separato significa per la gestione della contabilità lavorativa presenta comunque una serie di facilitazioni e di benefici da non trascurare. Ad esempio in caso di verifica fiscale da parte dell'Agenzia delle entrate, la rappresentazione di una situazione chiara e da poter controllare senza fare confusione con altre voci non direttamente legati alla partita Iva non può che aiutare, ridurre il rischio di errori e rendere più semplice la difesa della propria posizione.

Allo stesso tempo, l'apertura di un conto corrente dedicato permette una gestione accurata delle finanze ovvero un rigoroso controllo di ogni somma somma in entrata o in uscita. E che dire dell'opportunità di monitorare con costanza e senza disguidi l'andamento finanziario del proprio business.

Da segnalare poi la separazione tra le spese relative all'attività professionale e quelle personali e familiari con l'azzeramento di ogni tipo di equivoco. Ma soprattutto, in un contesto di questo tipo, il rischio di ricevere sanzioni per movimenti non giustificati è realmente minimo.