Quali rischi vi sono nell'affitto stanza senza contratto

I rischi che si corrono se si affitta una stanza senza contratto e sanzioni previste: tutto quello che c’è da sapere e chiarimenti

Quali rischi vi sono nell'affitto stanza senza contratto

Quali sono i rischi se si affitta una stanza senza contratto?

I rischi di affittare una stanza senza regolare contratto sussistono sia per proprietario di casa sia per inquilino che possono essere accusati di evsaione fiscale, non pagamento imposta di registro e imposta sui redditi per gli affitto percepiti, e di dover pagare sanzioni anche pesanti fino alla regolarizzazione delle loro posizioni in termini fiscali.

Decidere di affittare una stanza senza contratto può prevedere rischi e conseguenze, sia per il proprietario di casa sia per l’eventuale inquilino. Si tratta di rischi legati all’evasione fiscale, perché senza regolare contratto di affitto si evadono delle tasse, dall’imposta di registro che deve essere pagata all’atto di registrazione del contratto, rischio che interesserebbe sia conduttore che inquilino, all’imposta sui canoni, che sia Irpef o cedolare secca. Vediamo, dunque, cosa accade se si affitta una stanza senza regolare contratto e quali sanzioni si rischiano.

Rischi possibili in caso di affitto stanza senza contratto

Sono diversi i rischi che si possono correre se si ‘scopre’ l’affitto di una stanza senza regolare contratto e sono rischi cui vanno incontro sia conduttore che locatore. Si tratta, infatti, di una decisione che, innanzitutto, da un punto di vista fiscale rappresenta una vera e proprio evasione fiscale, considerando che non registrando un contratto non si paga né l’imposta di registrazione né l’imposta sul reddito per gli affitti percepiti.

Nel primo caso, rispondono dell’evasione fiscale sia conduttore che locatore ed entrambe possono ricevere la cartella esattoriale di Agenzia Entrate Riscossione con sanzioni e interessi di mora da pagare, mentre dell’evasione per l’imposta sul reddito risponde solo il locatore.

Tuttavia, considerando che senza un regolare contratto l’affitto della stanza si basa unicamente su un accordo verbale che intercorre tra locatore e conduttore, l’inquilino può fare qualsiasi cosa senza che il proprietario possa recriminare nulla. In caso di mancata registrazione del contratto, infatti:

  1. l’inquilino può non pagare i canoni regolarmente o saltarli e, a meno di richiami e solleciti, il proprietario non ha facoltà legale di sfrattare l’inquilino;
  2. il conduttore può lasciare l’immobile senza rispettare i termini di legge e senza preavviso;
  3. il contratto verbale è nullo per le parti e potrebbe capitare che ognuno voglia gestirlo come vuole, l’inquilino pagare meno, il proprietario decidere di volere nuovamente libera la stanza.

E’ possibile sfrattare l’inquilino senza contratto?

Come appena anticipato sopra, in caso di mancata registrazione di un contratto di affitto, sia di una casa sia di una stanza, il proprietario dell’immobile non ha alcuna facoltà legale di procedere allo sfratto perché si tratta di una procedura che dovrebbe essere avviata da un giudice.

Ma in assenza di legare e regolare contratto di affitto, il proprietario non può presentare al giudice la richiesta di sfratto di un inquilino che tale non risulta agli occhi della legge.


Se, dunque, il contratto di affitto non è regolare e regolarmente registrato e se l’inquilino non paga l’affitto, il locatore non può né chiedere un decreto ingiuntivo contro l’inquilino moroso, né avviare lo sfratto o la procedura di recupero dei canoni non versati.
L’unica cosa che il proprietario di casa potrebbe fare sarebbe quella di avviare un’azione legale per occupazione abusiva di immobile chiedendo un compenso per il tempo in cui l’inquilino ha sfruttato la stanza in maniera del tutto gratuita.

Sanzioni previste per affitto stanza senza contratto regolare

Affittare una stanza senza regolare contratto, così come vale per una casa, rappresenta dunque un’evasione fiscale per mancato pagamento dell’imposta di registro e mancato pagamento dell’imposta sui redditi e in tal caso è prevista una sanzione che è pari:

  1. al 60% al 120% dell’imposta evasa in caso di omessa indicazione dell’affitto in dichiarazione dei redditi;
  2. dal 90% al 180% se si dichiara un importo di affitto inferiore a quello effettivamente riscosso;

Si possono comunque evitare con il ravvedimento operoso, ovvero la registrazione in ritardo del contratto di affitto e relativo versamento di imposta di registro e sui redditi derivanti dal canone percepito.

Il consiglio è quello di evitare affitti in nero e piuttosto scegliere forme di affitto alternative, come l’affitto breve, sempre considerando poi che anche per stanze così come per case in affitto sono previste detrazioni fiscali. Inoltre, con un regolare contratto ci si può permettere di sapere prima se il posto è molto rumoroso, chi sono vicini, cosa rientra nel canone di affitto per evitare di avere problemi anche con le spese relative alle forniture, cose che senza contratto non si potrebbero fare.

Entrando più nel dettaglio:

  1. se il ravvedimento avviene con 30 giorni di ritardo, considerando l'importo minimo della sanzione di 20 euro, la sanzione è pari al 6%;
  2. se il ravvedimento avviene  con 90 giorni di ritardo, la sanzione è pari al 12%;
  3. se il ravvedimento avviene con un anno di ritardo, la sanzione è 15%;
  4. se il ravvedimento avviene oltre un anno e prima dei 2 anni di ritardo, la sanzione è pari al 17,14%;
  5. se il ravvedimento avviene oltre i due anni di ritardo, la sanzione è pari al 20%;   
  6. se il contribuente regolarizza la sua posizione e salda i dovuti pagamenti dopo la constatazione della violazione, la sanzione è pari al 24%.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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