Quali sono i controlli fiscali più frequenti per le persone fisiche avviati da Agenzia Entrate

Anche sulle cosiddette persone normali il Fisco aumenta e continua i controlli. Ecco dove, a chi e in quali casi.

Quali sono i controlli fiscali più frequ

Controlli fiscali più frequenti, quali sono quelli del 2022?

L'attenzione dell'Agenzia delle entrate per il 2022 è anche sul reddito di cittadinanza, la soglia di utilizzo del denaro contante e il bonus 110%.

L'attenzione dell'Agenzia delle entrate nei confronti dei contribuenti italiani continua a rimanere costantemente elevata. E in fondo non potrebbe essere diversamente, considerando che l'obiettivo dichiarato del fisco è contrastare l'evasione fiscale, anche da parte delle persone fisiche.

Per raggiungere questo obiettivo utilizza una serie di strumenti e database, ma allo stesso tempo si fa affiancare dagli uomini della Guardia di finanza per tutte le verifiche del caso.

Proviamo allora a fare il punto della situazione su quali sono le azioni che i controlli fiscali più frequenti per le persone fisiche fatte da Agenzia Entrate nel 2022, anche sulla base delle intese stipulate con gli organi di verifica e i Ministeri. Approfondiamo quindi:

  • Controlli fiscali più frequenti, quali sono quelli del 2022

  • Cosa controlla con maggiore attenzione l'Agenzia delle entrate

Controlli fiscali più frequenti, quali sono quelli del 2022

Sebbene il suo futuro resta incerto e si prospetta un tentativo di riforma, il reddito di cittadinanza continua a essere sotto osservazione dell'Agenzia delle entrate. In particolare la verifica del possesso dei requisiti economici per accedere a questo strumento di sostegno alla situazione economica.

I tentativi di raggiro sono sempre più numerosi e a tratti incredibili nella loro varietà. Norme alla mano, il nucleo familiare deve possedere, congiuntamente un Isee in corso di validità inferiore a 9.360 euro, un patrimonio immobiliare non superiore a 30.000 euro, senza considerare la casa di abitazione, un patrimonio mobiliare non superiore a 6.000 euro per i nuclei composti da un solo componente, 8.000 euro per i nuclei composti da due componenti, 10.000 euro per i nuclei composti da tre o più componenti, incrementati di 1.000 euro per ogni figlio a partire dal terzo.

C'è poi un'altra norma che è entrata adesso in vigore ed è la riduzione della soglia di utilizzo del denaro contante. Si tratta di un passaggio centrale, secondo l'Agenzia delle entrate, per il contrasto all'economia sommersa. Attenzione quindi all'utilizzo del denaro contante per cui il limite dei pagamenti è stato ridotto da 2.000 a 1.000 euro, esattamente da 1.999,99 euro a 999,99 euro. Oltre questa soglia, i contribuente dovranno utilizzare sistemi tracciabili, come assegni e carte di credito, bonifici bancari e bancomat.

Secondo quanto previsto dall'accordo tra Ministero dell'Economia e Agenzia delle entrate, l'attività di controllo, proprio in considerazione della perdurante emergenza epidemiologica e della crisi economica che sta coinvolgendo numerose attività commerciali e imprenditoriali, sarà sempre più indirizzata verso i contribuenti a elevata pericolosità fiscale e, in particolare, verso coloro che pongono in essere fenomeni di frode, anche attraverso l'utilizzo indebito di crediti d'imposta e altre agevolazioni, come quelle previste proprio per fronteggiare le conseguenze negative connesse all'emergenza epidemiologica da Covid-19, ad esempio, i contributi a fondo perduto.

Cosa controlla con maggiore attenzione l'Agenzia delle entrate

E va da sé che una misura come la detrazione al 110% per la riqualificazione energetica delle abitazioni continua ad attirare l'attenzione. Il beneficiario può decidere di esercitare l’opzione dello sconto in fattura: l’impresa o le imprese che hanno effettuato i lavori applicano uno sconto fino al 100% del valore della fattura e il cittadino effettua così i lavori senza alcun esborso monetario.

L’impresa si vede in questo modo riconosciuto un credito d’imposta pari al 110% dell’ammontare dello sconto applicato, da utilizzare sempre in quattro quote annuali di pari importo. Ad esempio, se il valore complessivo dei lavori è pari a 10.000 euro e l’impresa decidesse di applicare uno sconto pari al 100% della fattura, si vedrà riconosciuto un credito di 11.000 euro.

Alternativamente, il contribuente può sempre sostenere direttamente il costo dei lavori e decidere poi se utilizzare la detrazione in compensazione per pagare meno tasse o cedere il credito d’imposta a terzi.





Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il