Quali sono diritti sul lavoro e agevolazioni generali 2022 se si ha avuto un infarto

I fattori di rischio sono problemi di salute o abitudini di vita che possono portare a malattie cardiache. Ma quali sono i diritti per il lavoratore.

Quali sono diritti sul lavoro e agevolaz

Con l'infarto quali sono i diritti per il lavoratore?

Nel caso di infarto si ha diritto alle agevolazioni legate all'invalidità. Bisogna però fare riferimento alla classificazione dello scompenso secondo la New York Heart Association. Le classi sono quattro.

L'infarto si verifica quando l'afflusso di sangue a una parte del cuore viene interrotto da un'arteria coronaria bloccata. Private di ossigeno, le cellule in questa parte del muscolo cardiaco muoiono gradualmente fino a quando l'apporto non viene ripristinato. L'entità del danno varia a seconda della durata dell'interruzione: il danno cardiaco può essere lieve, grave o irreversibile. In alcuni casi, l'infarto può essere fatale.

I fattori di rischio sono problemi di salute o abitudini di vita che possono portare a malattie cardiache. La malattia coronarica, o malattia coronarica, è la forma più comune. Ma quali sono i diritti sul lavoro e le agevolazioni generali riconosciute nel 2022 se si ha avuto un infarto? Approfondiamo quindi:

  • Con l'infarto quali sono i diritti per il lavoratore

  • Agevolazioni nel caso di riconoscimento dell'infarto

Con l'infarto quali sono i diritti per il lavoratore

In generale, un infarto si verifica quando il flusso sanguigno in una o più arterie coronarie viene interrotto.

L'ostruzione impedisce all'ossigeno di raggiungere alcune parti del cuore. La causa principale dell'interruzione del flusso sanguigno è il restringimento e l'indurimento delle arterie o l'aterosclerosi. Si pensa erroneamente che un infarto e un arresto cardiaco siano la stessa cosa. Un infarto può portare all'arresto cardiaco, ma sono due problemi di salute molto diversi.

Nel caso di infarto si ha diritto alle agevolazioni legate all'invalidità. Bisogna però fare riferimento alla classificazione dello scompenso secondo la New York Heart Association. Le classi sono quattro con la prima che non prevede alcuna limitazione ovvero l'attività fisica abituale non provoca astenia, dispnea o palpitazioni. Il grado di invalidità riconosciuto è quindi il più basso tra quelli possibili per questa categoria ovvero tra il 21 e il 30%.

Diverso è il caso della seconda classe per cui scatta la limitazione, seppur modesta, dell'attività fisica. Il grado di invalidità è in questo caso compreso tra il 41 e il 50%.

Situazione più critica nella terza classe per via della grave limitazione dell'attività fisica: benessere a riposo, ma attività fisiche di entità inferiore a quelle abituali provocano sintomi. Il grado di invalidità è tra il 71 e l'80%.

La quarta classe riconosce l'incapacità a svolgere qualsiasi attività senza disturbi ovvero sintomi di scompenso sono presenti anche a riposo con aumento dei disturbi ad ogni minima attività. Il grado di invalidità è il massimo: al 100%.

Da segnalare l'esistenza della Carta dei diritti dei cardiopatici, stilata dalla Onlus Co.Na.Cuore (Comitato Nazionale Associazioni del Cuore), che raccoglie istanze e richieste per i soggetti affetti da cardiopatia: dalla necessità di interventi più veloci da parte del 118 in caso di emergenza, al diritto alle cure senza preoccupazioni di carattere socio-economico; dal bisogno di formare i cittadini su come comportarsi per soccorrere un passante che ha avuto un infarto al diritto ad un controllo periodico intenso del paziente, alla riabilitazione e a un regime fiscale agevolato.

Agevolazioni nel caso di riconoscimento dell'infarto

Con invalidità al 100% spetta anche l'esenzione dal pagamento del ticket su cure termali, esami diagnostici, farmaci e prestazioni specialistiche, la fornitura gratuita di protesi da parte del servizio sanitario nazionale, la pensione di inabilità per chi ha un'età tra i 18 e i 65 anni e reddito fino a 15.154,24 euro, l'indennità di accompagnamento che non è legata né all'età e né al reddito, la possibilità di dedurre dal reddito le spese sostenute per l'assistenza specifica e la fruizione di contributi regionali e aiuti tecnici ed informatici per l'eliminazione delle barriere architettoniche, la cancellazione del pagamento delle tasse universitarie e la ricezione dell'indennità di frequenza per i minori.

Tra il 66 e il 100% si ha diritto anche alla cancellazione parziale del pagamento del ticket per diagnostica strumentale, esami ematochimici e visite specialistiche, alla concessione gratuita di ausili e protesi previsti dal nomenclatore nazionale, al congedo straordinario per cure se previsto dal Contratto collettivo nazionale di lavoro, al 2 mesi di contributi per ogni anno di lavoro fino a un massimo di 5 anni.

Nella classe superiore al 33% e inferiore al 66% sono previsti anche la concessione gratuita di ausili e protesi previsti dal nomenclatore nazionale, l'iscrizione alle liste di collocamento mirato, il congedo straordinario per cure.





Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il