Quali sono i gravi motivi per cui si può richiedere un permesso al lavoro. Lista 2021 aggiornata

L'assenza può anche essere richiesto nel caso di decesso del coniuge, anche legalmente separato, di un parente entro il secondo grado, a che se non convivente.

Quali sono i gravi motivi per cui si può

Permessi al lavoro, quando si possono richiedere per gravi motivi?

I gravi motivi per cui si può richiedere un permesso al lavoro sono numerosi, tra cui le situazioni che comportano un impegno particolare del dipendente o della propria famiglia nella cura e nell'assistenza e la presenza di una patologia che colpisce un familiare. Le tre grandi aree dei gravi motivi sono salute, familiari e personali.

Spetta ai dipendenti il diritto di chiedere un permesso per assentarsi dal lavoro. La lista della possibilità concesse nel 2021 è molto lunga e comprende anche i cosiddetti gravi motivi. Si tratta di una definizione che può apparire poco chiara, ma che in realtà è perfettamente regolamentata dalle normative in vigore. A

l netto di possibili particolarità contenute nei Contratti collettivi nazionali di lavoro (terziario e servizi, edilizia e legno, alimentari, credito e assicurazioni, tessili, trasporti, meccanici, agricoltura e allevamento, enti e istituzioni private, chimica, poligrafici e spettacolo, marittimi, enti pubblici), si tratta di disposizioni che si applicano per tutti i dipendenti. Approfondiamo quindi i dettagli:

  • Permessi al lavoro, quando si possono richiedere per gravi motivi
  • Trattamento permesso al lavoro per gravi motivi

Permessi al lavoro, quando si possono richiedere per gravi motivi

I gravi motivi per cui si può richiedere un permesso al lavoro sono 4. Innanzitutto le necessità familiari derivanti dal decesso di uno dei componenti tra il coniuge, i figli (legittimi, naturali e adottivi), i genitori, generi e nuore, suoceri e nuore, fratelli germani e unilaterali.

In seconda battuta le situazioni che comportano un impegno particolare del dipendente o della propria famiglia nella cura e nell'assistenza. Dopodiché la normativa in vigore riconosce anche le situazioni di grave disagio personale, ad esclusione della malattia, nelle quali incorra il dipendente. E infine il lungo delle patologie in cui si può incorrere (a esclusione del richiedente).

Si tratta delle patologie dell’infanzia e dell'età evolutiva per le quali il programma terapeutico e riabilitativo richiede il coinvolgimento dei genitori del soggetto che esercita la potestà e di quelle acute e croniche che determinano temporanea o permanente riduzione o perdita dell'autonomia personale, incluse le affezioni croniche di natura congenita, reumatica. Stessa cosa per neoplasia, infettiva, dismetabolica, post-traumatica, neuromuscolare, psichiatrica, derivante da dipendenze, a carattere evolutivo o soggette a riacutizzazioni periodiche.

Sono considerati gravi anche i motivi legati a patologie acute o croniche che richiedono assistenza continuativa o frequenti monitoraggi clinici ematochimici e strumentali e patologie acute o croniche che richiedono la partecipazione attiva del familiare nel trattamento sanitario.

Da segnalare che l'assenza può anche essere richiesta nel caso di decesso del coniuge, anche legalmente separato, di un parente entro il secondo grado, a che se non convivente, o di un componente della famiglia anagrafica, per cui non è possibile richiedere il permesso retribuito per lutto previsto dal contratti di lavoro.

Trattamento permesso al lavoro per gravi motivi

Le tre grandi aree per cui è possibile chiedere e ottenere un permesso per gravi motivi sono salute, familiari e personali. I vari contratti di lavoro assicurano sempre il contraddittorio tra dipendente e datore di lavoro nell'ottica di tenere conto delle rispettive esigenze ovvero quello di assentarsi per una emergenza da una parte e di assicurare il prosieguo dell'organizzazione del lavoro dell'altro.

Ai permessi si affianca il congedo per gravi motivi familiari come necessità derivanti da decesso, di cura e assistenza, grave disagio personale, patologie acute, croniche o gravi. Il trattamento per il dipendente prevede la conservazione del posto di lavoro, la mancata retribuzione, il divieto di svolgimento di altro lavoro durante il congedo.

Limitazioni a parte, i periodi di assenza possono essere conteggiati ai fini della pensione mediante riscatto o con versamenti di contributi volontari. La richiesta va formulata in forma scritta ed entro 10 giorni il datore è tenuto a rispondere.

Se l'esito è negativo, la domanda può essere riesaminata su richiesta del lavoratore nei 20 giorni seguenti. Nel caso di rapporti di lavoro a tempo determinato il datore può negare il congedo proprio per via della breve durata del rapporto di lavoro.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il