Quali sono i lavori più pericolosi in Italia e quali diritti e indennità hanno chi li fa

Lunga la lista dei lavori pericolosi e rischiosi a cui spettano però specifici diritti e indennità: quali sono secondo norme in vigore

Quali sono i lavori più pericolosi in It

Quali sono i lavori più pericolosi in Italia e quali diritti?

Decisamente lunga la lista dei lavori pericolosi che si fanno in Italia e che comprende soprattutto coloro che prestano l’attività lavorativi in determinati settori, come quello di agricoltore, magazziniere, muratore, meccanico, autista, cavatore. Stando a quanto evidenziato dagli ultimi dati, i lavori certamente più pericolosi sono quelli legati alle professioni dell’agricoltore e del bracciante. Particolarmente pericoloso anche il lavoro del cavatore, professione che prevede ritmi serrati e diversi rischi. Seguono poi tra i lavori più pericolosi in Italia quelli legati al comparto edile, ai lavori nel gruppo Autostrade, all’autotrasportatore, e soprattutto se si trasportano container e cisterne Adr, cioè merci pericolose. 
 

Quali sono i lavori più pericolosi in Italia e quali diritti e indennità hanno chi li fa? In Italia continuano ad essere sempre troppi i morti sul lavoro e ci sono professioni e lavori certamente più rischiosi di altri. Vediamo allora di seguito quali sono i lavori più pericolosi nel nostro Paese.

  • Lavori più pericolosi in Italia quali sono
  • Diritti e indennità spettanti a chi fa lavori pericolosi

Lavori più pericolosi in Italia quali sono

Decisamente lunga la lista dei lavori pericolosi che si fanno in Italia e che comprende soprattutto coloro che prestano l’attività lavorativi in determinati settori, come quello di agricoltore, magazziniere, muratore, meccanico, autista, cavatore.

Stando a quanto evidenziato dagli ultimi dati, i lavori certamente più pericolosi sono quelli legati alle professioni dell’agricoltore e del bracciante. Particolarmente pericoloso anche il lavoro del cavatore, professione che prevede ritmi serrati e diversi rischi. Seguono poi tra i lavori più pericolosi in Italia quelli legati al comparto edile, ai lavori nel gruppo Autostrade, all’autotrasportatore, e soprattutto se si trasportano container e cisterne Adr, cioè merci pericolose. 

Esposto a rischi e pericoli anche il lavoro di impiegato che, pur lavorando in ufficio, è esposto ad una notevole quantità di stress nonché ai rischi di sviluppare colesterolo, problemi cardiaci e simili legati alla sedentarietà e al dover trascorrere molte ore seduto.

Volendo stilare una lista dei lavori più pericolosi in Italia, sono i seguenti:

  • muratore;
  • autista e autotrasportatore;
  • coltivatore diretto;
  • bracciante;
  • manovale edile;
  • meccanico manutentore;
  • impiegato amministrativo;
  • magazziniere;
  • addetto alle attività operative nei servizi;
  • operaio nelle fonderie;
  • addetto alla lavorazione dell’alluminio;
  • spazzacamino;
  • pittore che lavora con solventi organici;
  • calzolaio.

Sono questi i lavori che registrano il maggior numero di incidenti mortali ogni anno, a partire dal settore dell’agricoltura, con il 37% dei casi di incidenti mortali, di cui 6 casi su dieci a causa di trattori che si ribaltano, a quello dell’edilizia con il 23% dei casi di incidenti mortali, tra muratori che cadono dai ponteggi e lavoratori che vengono colpiti da oggetti o frane.

Diritti e indennità spettanti a chi fa lavori pericolosi

Stando a quanto previsto dalle norme in vigore, ai lavoratori che svolgono lavori pericolosi legati a particolari professioni e settori sono riconosciuti diversi diritti e indennità.

La maggior parte dei contratti di lavoro per dipendenti che svolgono i lavori appena citati prevede, infatti, riconoscimeento di:

  • indennità di rischio, che spetta per prestazioni di lavoro che comportano continua e diretta esposizione a rischi pregiudizievoli per la salute e l’integrità personale del lavoratore, indipendentemente dalla categoria o dal profilo professionale di appartenenza;
  • possibilità di maternità anticipata a rischio, se si è impiegate in determinati settori e mansioni che possono causare rischi per futura mamma e nascituro;
  • indennità di disagio, che spetta per compensare l’esercizio di attività svolte in condizioni particolarmente disagiate, per esempio braccianti costretti a lavorare per lungo tempo al sole o lavoratori esposti a situazioni di disagio connesse a prestazioni rese con frequenti spostamenti sul territorio per verifiche, controlli, sopralluoghi;
  • indennità per lavoratori in alta montagna (del settore edile);
  • indennità in caso di morte;
  • indennità di trasferta;
  • trattamento in caso di infortunio o di malattia professionale.


 





Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il