Quali sono i lavori usuranti riconosciuti? Elenco completo

Il panorama dei lavori usuranti è vasto e variegato. Occupazioni che, per lo stress insito nelle stesse operazioni da compiere, accelerano il deterioramento delle condizioni di salute dei lavoratori

Quali sono i lavori usuranti riconosciuti? Elenco completo

Cos’è un lavoro usurante?

Con questa espressione vengono indicate quelle mansioni lavorative che incidono in maniera particolare sullo status psico-fisico del lavoratore, sottoponendolo a uno stress che ne riduce la capacità lavorativa sul lungo periodo. Per queste ragioni, giustificano la cessazione anticipata dell’attività lavorativa.

Quali sono i lavori usuranti

È il momento allora di capire quali sono i lavori usuranti. Innanzitutto bisogna sapere che questa categoria non comprende i lavori pesanti. Per essere considerati tali i lavori devono essere svolti per almeno sette degli ultimi dieci anni di attività oppure per metà del periodo lavorativo svolto. L’elenco aggiornato dei lavoratori che rientrano nella categoria dei lavori usuranti sono:
addetti alla linea catena che svolgono l’attività in imprese soggette a specifiche voci tariffarie Inail in mansioni caratterizzate dalla ripetizione costante delle stesse;

  1. quelli che svolgono lavori molto logoranti;
  2. i lavoratori che prestano la loro attività per almeno tre ore nell’intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino per periodi di lavoro pari all’intero anno;
  3. i lavoratori adibiti a turni di notte per almeno sei ore ogni giorno e per un minimo di sessantaquattro giorni all’anno;
  4. gli autisti di mezzi che trasportano un minimo di nove passeggeri e che sono impiegati come mezzi di trasporto pubblico e trasporto collettivo.

Lavori usuranti chi può presentare la domanda

Stando così le cose i lavoratori che svolgono lavori usuranti possono regolarmente avere diritto alla pensione una volta maturati i requisiti necessari e poi si può presentare la domanda. Requisiti che si ottengono sommando tra loro gli anni di contributi versati, che devono essere almeno trentacinque anni, e l’età del lavoratore. Per i lavori usuranti non si applicano gli adeguamenti alla speranza di vita fino allo scatto previsto nel 2025. Vediamo quali sono i casi in cui si può presentare la domanda:

  • la somma tra età anagrafica ed anni di contributi versati deve raggiungere il totale di 97,6;
  • per quel che riguarda i lavoratori che svolgono mansioni notturne per almeno sei ore a notte e per un range che va dai settantadue ai settantasette giorni all’anno, devono raggiungere quota 98, oppure quota 99,6 con minimo sessantatré anni e sette mesi di età;
  • gli addetti impegnati che svolgono mansioni notturne per almeno sei ore a notte e per un numero di giorni all’anno da sessantaquattro a settantuno, possono accedere alla pensione con quota 99,6 oppure a quota 100,6.

Chi ha intenzione andare in pensione deve sapere che l’apposita richiesta, per l’anno 2017, deve presentare la domanda entro il primo marzo se il dipendente matura i requisiti necessari nello stesso 2017. Scadenza che si proroga invece entro il primo maggio se invece i requisiti per la pensione verranno raggiunti nel 2018. Proprio a partire da quest’anno questo dualismo verrà superato e il termine per la presentazione della domanda sarà entro il primo maggio per quelli che matureranno i requisiti nel 2019 e di anno in anno resterà questo lo schema.

Autore: Luigi Mannini
pubblicato il