Quali sono i liberi professionisti (partite iva) che guadagnano di più nel 2022

Il reddito medio d'impresa o di lavoro autonomo è pari a 38.340 euro ovvero 37.500 euro per le persone fisiche. Ma chi ha guadagnato di più?

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Liberi professionisti con partita Iva, chi guadagna di più nel 2022?

I dati parlano chiaro e riferiscono che notai, commercialisti e consulenti sono le libere professione con le più elevate possibilità di guadagno.

Alla ricerca delle libere professioni più remunerative. Aprire una partita Iva nel 2022 significa andare incontro all'incertezza dei guadagni. Nessuno stipendio fisso, insomma, con tutti i vantaggi e i rischi che comporta.

Quando si parla di libere professioni, la lista è molto lunga in quanto comprende pure agente di commercio, agrotecnico, architetto, assistente sanitario, avvocato, biologo, chimico, consulente del lavoro, estetista, farmacista, fisioterapista, geologo, geometra, giornalista, guida turistica, ingegnere, logopedista, odontoiatria, ottico, pediatria, podologo, psichiatra, psicologo, psicoterapeuta, restauratore, veterinario. Ma potremmo aggiungere anche le attività autonome di falegnami, elettricisti o idraulici. Approfondiamo quindi:

  • Liberi professionisti con partita Iva, chi guadagna di più nel 2022

  • Tra imprenditori, lavoratori autonomi e agricoltori

Liberi professionisti con partita Iva, chi guadagna di più nel 2022

I dati parlano chiaro e riferiscono che notai, commercialisti e consulenti sono le libere professioni con le più elevate possibilità di guadagno. Entrando ancora più nel dettaglio dei dati ufficiali del Ministero dell'Economia, i notai dichiarano un reddito medio di 91.200 euro.

A ruota, commercialisti e consulenti del lavoro si assestano su un reddito dichiarato di 70.600 euro. A seguire ci sono i professionisti del settore sanitario con una media dei reddito di circa 70.000 euro. Ecco quindi architetti e ingegneri che si fermano in media a 45.000 euro. Da segnalare altri tre dati interessanti ovvero quelli dei professionisti del settore manifatturiero con 43.320 euro di reddito medio, dei servizi con 33.130 euro e del commercio con 28.140 euro.

Allargando lo sguardo per avere una visione più ampia del mondo delle libere professioni, secondo i dati più recenti del Ministero dell'Economia, il reddito medio d'impresa o di lavoro autonomo è pari a 38.340 euro ovvero 37.500 euro per le persone fisiche, 45.650 euro per le società di persone e 34.670 euro per le società di capitali ed enti. Rispetto all'attività economica per macrosettori, il reddito medio dichiarato più elevato si registra nel settore dei professionisti con un aumento rispetto all'anno precedente.

Per arrivare a queste conclusioni, il Mef ha tenuto conto degli Isa ovvero degli Indicatori sintetici di affidabilità che hanno preso il posto degli studi di settore. Al raggiungimento di un Isa pari almeno a 8, su una scala da 1 a 10, è previsto per tutti i contribuenti un regime premiale crescente. Il numero di contribuenti con un Isa almeno pari a 8 - fa presente il dicastero di via XX Settembre - si attesta a 1.049.803.

Per quanto riguarda il macrosettore economico, poco più della metà dei soggetti nelle attività professionali ha raggiunto la soglia del regime premiale. Considerando solo i soggetti con accesso al regime premiale, i ricavi e i compensi medi dichiarati sono pari a 340.150 euro con reddito medio dichiarato pari a 64.607 euro.

Tra imprenditori, lavoratori autonomi e agricoltori

Come rilevato dal Ministero dell'Economia, le persone fisiche titolari di partita Iva che hanno presentato dichiarazione sono soprattutto imprenditori, lavoratori autonomi e agricoltori mentre i contribuenti in regime fiscale di vantaggio e regime forfettario rappresentano ormai quasi la metà dei titolari di partita Iva.

Per quanto riguarda i contribuenti aderenti al regime forfettario, il reddito imponibile è pari a circa 20 miliardi di euro per un valore medio di 13.895 euro mentre l'imposta sostitutiva del 15% o 5% per i primi cinque anni di attività è stata pari a 2,5 miliardi di euro per un valore medio di 1.733 euro. L'imposta sostitutiva comprende l'Irpef, le addizionali regionali e comunali, l'Irap e non prevede l'applicazione dell'Iva.

Vale la pena ricordare che la diffusione della pandemia ha determinato una correzione di rotta dell'indirizzo politico, imponendo a Governo e Parlamento interventi urgenti di sostegno per lavoratori, famiglie ed imprese. Questi provvedimenti economici hanno coinvolto anche i liberi professionisti, su cui la pandemia ha inciso in modo rilevante, sebbene con modalità differenziate a seconda della professione.





Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il