Quali sono i secondi lavori che si possono fare durante cassa integrazione

Possono beneficiare della cassa integrazione ordinaria i lavoratori appartenenti alle categorie degli operai, impiegati e quadri, assunti a tempo indeterminato o a termine.

Quali sono i secondi lavori che si posso

Cassa integrazione, quali secondi lavori si possono fare?

Per tutta la durata della cassa integrazione il lavoratore può svolgere un secondo impiego, ma non tutti. Innanzitutto non deve essere in concorrenza con l'attività per cui si è in cassa integrazione. Nonostante la sospensione del lavoro, che può essere anche parziale, il dovere di fedeltà deve essere ancora rispettato. Attenzione però ai limiti di reddito.

Mai come in questo periodo il ricorso alla cassa integrazione da parte delle aziende italiane è costante e continuo. Per via di grandi e piccole crisi c'è bisogno della mano dello Stato per sostenere il reddito di lavoratori occupati in impresa in difficoltà.

La cassa integrazione è lo strumento principale che, in base alla difficoltà aziendale di tipo congiunturale, strutturale o irreversibile, può assumere una forma diversa. La cassa integrazione ordinaria scatta quando la difficoltà aziendale è congiunturale mentre la cassa integrazione straordinaria è prevista quando la crisi è strutturale.

Per alcuni punti di vista, come sui secondi lavori che si possono fare durante cassa integrazione, la normativa è piuttosto elastica. La possibilità di un doppio lavoro è ammessa, ma solo a determinate condizioni. Ricordiamo che possono beneficiare della cassa integrazione ordinaria i lavoratori appartenenti alle categorie degli operai, impiegati e quadri, assunti a tempo indeterminato o a termine.

Via libera alla cassa integrazione straordinaria per gli operai, gli impiegati, gli intermedi e i quadri con un'anzianità di servizio di almeno 90 giorni alla data della richiesta. Hanno inoltre diritto i soci lavoratori di cooperative di produzione e lavoro con rapporto di lavoro dipendente.

Nella prima situazione le cause sono situazioni temporanee di mercato, ragioni aziendali dovute a eventi transitori e non imputabili al datore di lavoro o ai lavoratori, eventi oggettivamente non evitabili che risultano imprevedibili ed estranei al normale rischio di impresa.

Nel secondo crisi aziendale, processi di ristrutturazione, riorganizzazione o riconversione aziendale, procedure concorsuali o cessazione dell'attività. Vediamo quindi

  • Cassa integrazione, quali secondi lavori si possono fare
  • Compatibilità tra lavoro e cassa integrazione

Cassa integrazione, quali secondi lavori si possono fare

Accedere alla cassa integrazione significa per il lavoratore percepire l'80% dello stipendio. Per tutta la durata della misura di sostegno al reddito può svolgere un secondo lavoro, ma non tutti. Innanzitutto non deve essere in concorrenza con l'attività per cui si è in cassa integrazione.

Nonostante la sospensione del lavoro, che può essere anche parziale, il dovere di fedeltà deve essere ancora rispettato.

Le prestazioni di lavoro accessorio possono essere rese nel limite massimo di 3.000 euro per anno solare. Infine, altro aspetto a cui prestare attenzione, l'orario di lavoro non deve coincidere con quello della cassa integrazione.

Compatibilità tra lavoro e cassa integrazione

La cassa integrazione è compatibile con il lavoro subordinato con l'obbligo di comunicazione preventiva all'Inps di svolgimento di attività lavorativa, pena la decadenza dal diritto al beneficio. In via generale reddito e beneficio non sono cumulabili. In questo caso il diritto all'integrazione viene sospeso ma non si decade in maniera definitiva dalla sospensione dell'integrazione del reddito.

La cumulabilità del beneficio con reddito da lavoro è comunque un elemento variabile, ma il totale non deve superare l'entità del trattamento di cassa integrazione. Più nel dettaglio, il cumulo è parziale se il reddito è inferiore all'importo dell'integrazione e al beneficiario è dovuta una quota di integrazione a concorrenza del totale della stessa.

Il cumulo è totale se l'integrazione è relativa a un lavoro sospeso a tempo parziale e reddito da lavoro a tempo parziale non sovrapponile. Negli altri casi scatta l'incumulabilità.

Nel caso di lavoro accessorio, la comunicazione preventiva non va resa per le attività di lavoro occasionale accessorio inferiori ai 3.000 euro, al netto dei contributi previdenziali. La cumulabilità può essere totale e in questo caso le prestazioni da lavoro accessorio sino ad un massimo di 3.000 euro netti per anno solare sono tutte cumulabili.

Oppure parziale: oltre il tetto dei 3.000 euro netti si applica la disciplina ordinaria sulla compatibilità e cumulabilità e scatta anche l'obbligo di comunicazione preventiva all'Inps.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il