Quali sono le 10 alternative al licenziamento possibili nel 2022. Lista aggiornata

Come mantenere dipendenti a lavoro ed evitare il licenziamento secondo procedure attuali: quali sono, per chi e cosa prevedono norme in vigore

Quali sono le 10 alternative al licenzia

Quali sono le alternative al licenziamento possibili nel 2022?

Sono diverse le alternative al licenziamento possibili nel 2022, da trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a part time e ricorso al lavoro agile a dimissioni e risoluzione consensuale del rapporto, a ricorso a isopensione, contratto di espansione, fondi di solidarietà bilaterale, cessione del contratto, procedura di conciliazione in Ispettorato, trasferimento di sede e mutamento di mansioni. 
 

Quali sono le 10 alternative al licenziamento possibili nel 2022? La crisi economica perdurante, nonostante deboli segnali di ripresa a tratti, la pandemia a causa della diffusione del Covid-19, le incertezze e volatilità del mercato, non hanno certo favorito il settore occupazionale negli ultimi anni. Al contrario: tante attività hanno chiuso, tante altre sono state e sono in sofferenza e vittime della crisi sono sempre i lavoratori.

Per evitare, però, che la situazione, già fin troppo difficile, diventasse tragica, il governo, Conte prima e Draghi poi, ha messo in campo una serie di misure di sostegno per aziende, datori di lavoro e lavoratori in difficoltà e per evitare i licenziamenti. Vediamo allora qual è la lista aggiornata delle misure alternative possibili al licenziamento attualmente disponibili.

  • Quali sono le alternative al licenziamento nel 2022
  • Passaggio a part time, lavoro agile e risoluzione consensuale al posto del licenziamento
  • Isopensione, contratto di espansione, accesso a fondi bilaterali come alternative al licenziamento
  • Come evitare licenziamento con conciliazione, trasferimento di sede e mutamento mansioni
  • Evitare licenziamento nel 2022 con cessione del contratto di lavoro cosa prevede


Quali sono le alternative al licenziamento nel 2022

Stando a quanto previsto dalle norme attualmente in vigore, sono diverse le alternative al licenziamento nel 2022, per evitare che lavoratori, anche in età più avanzata, restino senza lavoro, garantendo loro comunque sostegni o scivoli di accompagnamento alla pensione.

In particolare, tra le alternative al licenziamento possibili nel 2022 ci sono:

  • passaggio da rapporto di lavoro da tempo pieno a part time;
  • ricorso al lavoro agile;
  • risoluzione consensuale del rapporto di lavoro;
  • isopensione;
  • ricorso al contratto di espansione;
  • accesso ai Fondi di solidarietà bilaterale;
  • procedura di conciliazione in Ispettorato;
  • trasferimento di sede;
  • mutamento di mansioni;
  • cessione del contratto di lavoro.

Passaggio a part time, lavoro agile e risoluzione consensuale al posto del licenziamento

Tra le prime alternative al licenziamento dal lavoro possibili nel 2022 ci sono soluzioni come passaggio da rapporto di lavoro da tempo pieno a part time, che viene concordato tra datore di lavoro e lavoratore in base ad esigenze e organizzazioni lavorative, così come il ricorso al lavoro agile.

Altra soluzione è quella di ricorso alla risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, con successiva possibilità per il lavoratore di richiedere l’indennità di disoccupazione Naspi che, come sappiamo, si chiede nei casi di disoccupazione involontaria, come il licenziamento, ma anche per dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale del rapporto di lavoro;

Isopensione, contratto di espansione, accesso a fondi bilaterali come alternative al licenziamento

Altre importanti alternative al licenziamento possibili nel 2022, già in vigore come misure, e usate soprattutto dalle aziende private, sono l’isopensione, sistema che permette di andare in pensione prima fino a 7 anni a impiegati di aziende con almeno 15 dipendenti e che funziona come scivolo di accompagnamento, che viene versato dall’azienda a seguito di accordi sindacali e che prevede anche il versamento dei contributi per la pensione, alla pensione di vecchiaia finale, che si matura, come noto, a 67 anni di età e con almeno 20 anni di contributi.

Insieme all'isopensione c’è il contratto di espansione, misura a cui si può ricorrere solo se al lavoratore interessato mancano al massimo 5 anni al raggiungimento della pensione di vecchiaia, se lo stesso lavoratore ha maturato il requisito contributivo richiesto per andare in pensione e se l’azienda predispone un nuovo piano di assunzioni a tempo indeterminato e definisce eventuali piani di riduzione di orario di lavoro fino al 30% per sostenere nuove assunzioni.

Il ricorso al contratto di espansione prevede per l’erogazione ai lavoratori di una indennità pari al trattamento pensionistico lordo maturato al momento della cessazione del rapporto lavorativo con contestuale versamento dei contributi previdenziali utili ai fini di maturazione e calcolo della pensione finale fino al raggiungimento dei normali requisiti richiesti per andare in pensione

Ci sono, infine, i Fondi di solidarietà bilaterale di sostegno al reddito pensati per agevolare l’esodo di lavoratori a cui mancano cinque anni per maturare i requisiti previsti per andare in pensione di vecchiaia o in pensione anticipata.

Come evitare licenziamento con conciliazione, trasferimento di sede e mutamento mansioni

I lavoratori regolarmente assunti che vogliano evitare il licenziamento, previa decisione e accordo con il datore di lavoro, possono mantenere il posto di lavoro accettando, però, un trasferimento di sede o un cambio di mansioni e ruoli, a seconda delle esigenze lavorative e delle necessità vigenti, nonché ricorrere alla procedura di conciliazione in Ispettorato del Lavoro.

In quest’ultimo caso, l’obiettivo, rivolgendosi all’Ispettorato del Lavoro, è cercare una soluzione conciliativa tra le parti, datore di lavoro e lavoratore, che consenta di chiudere la questione senza particolati e importanti problemi. 


Evitare licenziamento nel 2022 con cessione del contratto di lavoro cosa prevede

C’è poi la cessione del contratto di lavoro per evitare il licenziamento nel 2022: si tratta della possibilità per un lavoratore di essere ceduto ad un nuovo datore di lavoro dal proprio, mantenendo invariate le condizioni retributive, contrattuali e di anzianità maturate nel precedente rapporto di lavoro.

Perché la cessione del contratto di lavoro possa avvenire, deve essere firmato un accordo formale per stabilire che a partire da una determinata data il rapporto di lavoro proseguirà immutato con il nuovo datore di lavoro.

Dunque, con la cessione del contratto di lavoro non si conclude il precedente contratto di lavoro per instaurarne un altro con il nuovo datore di lavoro ma resta lo stesso contratto di lavoro.

Gli altri requisiti da soddisfare perché possa avvenire la cessione del contratto di lavoro sono i seguenti:

  • il lavoratore ceduto deve essere d’accordo con la ‘cessione’;
  • deve esserci corrispettività delle prestazioni, presente nel contratto di lavoro;
  • inesecuzione delle prestazioni. 


 





Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il