Quali sono le cartelle e multe cancellate nel Decreto Sostegno 2021 Governo Draghi. Periodo e tipologia

Allargando lo sguardo sul decreto Sostegni del governo Draghi scopriamo la sospensione dei termini dei versamenti derivanti da cartelle emesse dagli agenti della riscossione.

Quali sono le cartelle e multe cancellat

Decreto Sostegni 2021, multe e cartelle cancellate: quali sono?

Possono beneficiare di questo maxi provvedimento i contribuenti alle prese con sanzioni mai pagate per violazione del Codice della strada, per il mancato versamento del bollo auto o per non aver corrisposte la Tari, la Tasi o l'Imu.

Non è stato affatto semplice arrivare alla versione ufficiale del provvedimento di condono fiscale del governo Draghi. Prevede l'azzeramento di tutte le vecchie cartelle esattoriale con un valore massimo di 5.000 euro ed esclusivamente nel periodo tra il 2000 e il 2010.

Sono oltre 61 milioni gli atti di cui si sbarazza l'Agenzia delle entrate su un totale di 130 milioni in attesa di essere riscosse. Vediamo allora nel dettagli quali sono le novità introdotte in questo provvedimento:

  • Decreto Sostegni 2021, multe e cartelle cancellate: quali sono
  • Stop alle cartelle di pagamento con il decreto Sostegni

Decreto Sostegni 2021, multe e cartelle cancellate: quali sono

L'impatto del provvedimento del governo Draghi è evidenti perché prevede la cancellazione delle cartelle esattoriali emesse tra il 2000 e il 2010 che rientrino nel limite dei 5.000 euro.

Basta poco per scoprire che in ballo ci sono oltre 610 milioni di pratiche ovvero il 56% delle pratiche conservate nell'archivio dell'Agenzia delle entrate per un valore complessivo di un miliardo di euro mai riscosso dal fisco italiano. Il condono trova quindi spazio nel decreto Sostegni che in termini pratici prende il posto del decreto Ristori 5 che non è mai entrato ufficialmente in vigore per via della caduta del precedente governo Conte.

Ci sono varie ragioni per cui questo provvedimento è destinato a lasciare il segno e fa segnare una differenza di rilievo rispetto a quanto adottato fino a questo momento. Si tiene conto delle condizioni patrimoniali ed economiche del contribuente per la cancellazione dei debiti.

Detto in altri termini, conta che la cartella esattoriale no sfori il limite di 5.000 euro, ma il limite di reddito del contribuente deve essere di 30.000 euro. Non diventa quindi difficile scoprire che possono beneficiare di questo maxi provvedimento i contribuenti alle prese con sanzioni mai pagate per violazione del Codice della strada, per il mancato versamento del bollo auto o per non aver corrisposte la Tari, la Tasi o l'Imu.

Si avvantaggerebbe anche chi non ha versato il tributo per la concessione dello spazio pubblico. Dal punto di vista procedurale, il contribuente non deve presentare alcuna domanda poiché la cancellazione della cartella esattoriale che risponde ai requisiti richiesti è automatica.

E che dire della possibilità ottenere rimborsi per i debiti già saldati che si riferiscono a cartelle esattoriali che rientrano nei parametri previsti per il saldo e stralcio?

Questa opzione è concessa solo se il pagamento è stato effettuato dopo l'entrata in vigore del decreto Sostegno e solo ai contribuenti privi di pendenze a proprio carico.

Il saldo e stralcio è pensato per aiutare le famiglie con Isee inferiore ai 20.000 euro a cui è concesso il pagamento di una quota compresa tra il 16% ed il 35% dell'importo totale dovuto all'Agenzia delle entrate, senza interessi o sanzioni.

Stop alle cartelle di pagamento con il decreto Sostegni

Allargando lo sguardo sul decreto Sostegni del governo Draghi scopriamo la sospensione dei termini dei versamenti derivanti da cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione con scadenza nel periodo dall'8 marzo 2020 al 30 aprile 2021, così come per quelli relativi alle cartelle di pagamento notificate nello stesso periodo.

I pagamenti sospesi devono essere effettuati in una sola soluzione entro 60 giorni dal termine del 30 aprile ovvero entro giugno 2021.

Ecco quindi il congelamento delle rate di rottamazione e saldo e stralcio da corrispondere nel 2020 e il 28 febbraio, il 31 marzo, il 31 maggio e il 31 luglio 2021. Decreto alla mano, il pagamento va effettuato entro il 31 luglio 2021, rispetto alle rate in scadenza nel 2020, il 30 novembre 2021 rispetto alle rate in scadenza il 28 febbraio, il 31 marzo, il 31 maggio e il 31 luglio 2021.

Allo stesso tempo sono annullati i debiti di importo residuo risultanti dalle cartelle affidate agli agenti della riscossione dal primo gennaio 2000 al 31 dicembre 2015. Infine, fino al 30 aprile 2021 sono sospesi i pignoramenti di stipendi e pensioni.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il