Quando avviene sfruttamento del dipendente da azienda? Tutti i casi 2021 previsti per legge

Il malessere sul lavoro è in aumento nel nostro Paese anche per via dei numerosi casi di sfruttamento da parte del datore di lavoro.

Quando avviene sfruttamento del dipenden

Sfruttamento del dipendente da azienda, quando avviene?

Si parla di sfruttamento del dipendente da parte dell'azienda tutte le volte in cui sono calpestate le norme a tutela degli stessi lavoratori. Ad esempio in caso di ripetuta violazione della normativa relativa all'orario di lavoro, ai periodi di riposo, al riposo settimanale, all'aspettativa obbligatoria, alle ferie.

Tra lavoro e sfruttamento il confine può essere molto sottile. Le conseguenze sono sulle spalle del dipendente, ma in realtà anche il datore - se scoperto - rischia grosso. Succede perché le norme in materia sono molto rigorose. La questione dello sfruttamento di un dipendente dell'azienda trova spazio anche nel Codice penale. Approfondiamo allora i dettagli in materia tra:

  • Sfruttamento del dipendente da azienda, quando avviene

  • Altri casi di sfruttamento del dipendente

Sfruttamento del dipendente da azienda, quando avviene

Avere un lavoro è economicamente necessario, ma è importante anche a livello personale. Perché il lavoro è elemento centrale di autocostruzione, autonomia e realizzazione individuale. Eppure ci sono giorni in cui la vita lavorativa fa venire voglia di sbattere la porta e di andare via prematuramente. Il malessere sul lavoro è in aumento nel nostro Paese anche per via dei numerosi casi di sfruttamento.

Si parla di sfruttamento del dipendente da parte dell'azienda tutte le volte in cui sono calpestate le norme a tutela degli stessi lavoratori. Per il Codice penale si consuma sfruttamento nel caso di ripetuto pagamento delle retribuzioni in modo palesemente difforme dai contratti collettivi nazionali o territoriali stipulati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative a livello nazionale, o comunque sproporzionato rispetto alla quantità e qualità del lavoro prestato.

Ma anche di ripetuta violazione della normativa relativa all'orario di lavoro, ai periodi di riposo, al riposo settimanale, all'aspettativa obbligatoria, alle ferie. Non solo, nella medesima tipologia rientrano pure la sussistenza di violazioni delle norme in materia di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro e la sottoposizione del lavoratore a condizioni di lavoro, a metodi di sorveglianza o a situazioni alloggiative degradanti.

A norma di legge, salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da 500 a 1.000 euro per ciascun lavoratore reclutato, chiunque recluta manodopera allo scopo di destinarla al lavoro presso terzi in condizioni di sfruttamento, approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori.

Ma anche chi utilizza, assume o impiega manodopera, anche mediante l'attività di intermediazione, sottoponendo i lavoratori a condizioni di sfruttamento ed approfittando del loro stato di bisogno. Non solo, ma se i fatti sono commessi mediante violenza o minaccia, si applica la pena della reclusione da cinque a otto anni e la multa da 1.000 a 2.000 euro per ciascun lavoratore assunto.

Altri casi di sfruttamento del dipendente

C'è poi un altro caso di sfruttamento del dipendente, meno visibile ma altrettanto devastante, che si consuma nel mondo del lavoro. I datori tendono sempre più a confondere il confine tra vita privata e professionale, richiedendo una connessione costante, tramite Internet e cellulari.

Affaticamento, mal di testa, dolori di stomaco, dolori articolari: il nostro corpo è il primo a dirci che i limiti sono stati raggiunti. Quindi l'ansia aumenta con l'insorgenza di disturbi del sonno. Quando iniziamo ad avere paura di andare al lavoro è urgente chiedere aiuto. Le persone che crollano di più sono quelle che si credono responsabili di ciò che sta loro accadendo.

I frequenti cambi di dirigenti fanno parte delle nuove modalità di organizzazione del lavoro che sono destabilizzanti. L'arrivo di un nuovo manager implica che dovremo rinunciare ai parametri di riferimento per crearne di nuovi e la via di mezzo non è comoda, a meno che il capo precedente non ci abbia reso la vita impossibile - nel qual caso saremo felici di vederlo sostituito. Un cambiamento può essere vissuto come un'occasione, ma implica che il dipendente abbia fiducia in se stesso e fiducia nella sua gestione.

Alcune persone pensano di fare la cosa giusta evitando a tutti i costi le discussioni, ma è così che le incomprensioni si trasformano in risentimento. Il dialogo è l'unico modo per evitare o uscire da un conflitto. Con gli occhi puntati sul ritmo da tenere, ci dimentichiamo dei rapporti umani.





Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il