Quando e come può avvenire controllo Agenzia Entrate su rata del mutuo. Motivi per cui scatta

L'attenzione dell'Agenzia delle entrate non è tanto sulla capacità di sostenere la spesa, quanto piuttosto sulla corrispondenza tra la rata del mutuo e il reddito del contribuente.

Quando e come può avvenire controllo Age

L'Agenzia delle entrate controlla la rata del mutuo?

Sì, con il Redditometro. Si tratta di quello strumento che valuta la capacità di spesa del contribuente in relazione alle sue entrate. In linea di massima se viene registrata una discrepanza superiore al 20% ecco che scattano le verifiche approfondite. Non solo le rate del mutuo, ma anche i canoni di locazione, i canoni di leasing immobiliare, le spese per le utenze, quelle condominiali e i costi sostenuti per la manutenzione generale.

Non importa che il mutuo sia a tasso fisso o variabile, ma l'Agenzia delle entrate conserva la facoltà di effettuare i controlli. Lo ha ribadito una recente sentenza della Corte di Cassazione che vedremo nel dettaglio.

Ma c'è anche il Redditometro a includere le spese per l'abitazione (rate di mutuo, ma anche canoni di locazione, canoni di leasing immobiliare, spese utenze, condominiali e di manutenzione) tra le voci di spesa da osservare da vicino. Ecco dunque che l'occhio del fisco resta vigile anche nei confronti di chi è diventato proprietario di una casa, sia essa la prima o la seconda.

Per chiedere un mutuo occorre rivolgersi a una banca ed esibire tutti documenti che consentono di valutare il proprio reddito e la garanzia dei successivi pagamenti. L'attenzione dell'Agenzia delle entrate è però spostata su un altro versante.

Non tanto sulla capacità di sostenere la spesa, quanto piuttosto sulla corrispondenza tra la rata del mutuo e il reddito del contribuente. Anche la durata del mutuo è un elemento chiave perché incide sul tasso di interesse applicato, sul costo complessivo del finanziamento e sull'importo della rata da pagare e di conseguenza sulla complessiva sostenibilità del finanziamento.

La maggior parte del mutui, siano essi a tasso fisso o variabile, prevedono quindi il pagamento di rate con periodicità mensile. Se questo è il quadro normativo generale, facciamo adesso un passo in più e vediamo

  • Rate del mutuo e controllo dell'Agenzia delle entrate
  • Motivi per cui scattano i controlli del fisco

Rate del mutuo e controllo dell'Agenzia delle entrate

C'è il Redditometro tra le ragioni che fanno scattare il controllo dell'Agenzia delle entrate sulle rate del mutuo. Si tratta di quello strumento che valuta la capacità di spesa del contribuente in relazione alle sue entrate. In linea di massima se viene registrata una discrepanza superiore al 20% ecco che scattano le verifiche approfondite.

Se ne deduce che i controlli vengano avviati se il mutuo acceso non è compatibile con il reddito del contribuente nell'ambito del suo tenore di vita.

A sostegno di questa posizione c'è anche una recentissima ordinanza della Corte di Cassazione che ha condiviso la posizione del ricorrente (l'Agenzia delle entrate) secondo cui costituisce fatto notorio in quanto acquisito alle conoscenze comuni della collettività, che l'erogazione dei mutui per l'acquisto di abitazioni viene concessa sempre in misura inferiore al valore periziato dell'immobile e che, solo in casi eccezionali particolari agevolazioni ovvero ulteriori garanzie, possono indurre alcuni istituti di credito a finanziare fino al 100% del valore dell'immobile.

Dal punto di vista pratico, nella maggior parte dei casi, l'erogazione della somma concessa a mutuo avviene insieme alla stipula del contratto. La banca consegna al mutuatario uno o più assegni circolari, di importo corrispondente alla somma concessa a mutuo, dopo la firma dell'atto notarile, oppure dispone un bonifico sul conto del mutuatario.

Motivi per cui scattano i controlli del fisco

Come abbiamo anticipato, l'Agenzia delle entrate osserva controlla le spese per l'abitazione attraverso il Redditometro. Non solo le rate del mutuo, ma anche i canoni di locazione, i canoni di leasing immobiliare, le spese per le utenze, quelle condominiali e i costi sostenuti per la manutenzione generale.

I controlli si estendono anche su altre voci di spesa: consumi in genere, combustibili ed energia, mobili, elettrodomestici e servizi per la casa, sanità, trasporti, comunicazione, istruzione, tempo libero, investimenti e altri beni e servizi.

In questa ultima e articolata categoria rientrano assicurazioni danni, infortuni e malattia, contributi previdenziali obbligatori, barbiere, parrucchiere ed istituti di bellezza, centri benessere, argenteria, gioielleria, bigiotteria e orologi, borse, valigie, onorari liberi professionisti, alberghi, pensioni e viaggi organizzati, pasti e consumazioni fuori casa, assegni periodici corrisposti al coniuge.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
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