Quando e come bruciare sterpaglie, rami e potature nel rispetto case vicine e confinanti

Momenti, tempi e modi specifici per bruciare sterpaglie, rami e potature nel rispetto di case vicine: cosa prevedono leggi in vigore nel 2022

Quando e come bruciare sterpaglie, rami

Come si possono bruciare sterpaglie, rami e potature nel rispetto case vicine e confinanti per leggi 2022?

Le leggi 2022 in vigore prevedono la possibilità di bruciare sterpagli, rami e potature per ripulire i propri giardini ma solo ed esclusivamente rispettando norme specifiche relative a tempi, modi e momenti nel rispetto di case vicine e confinanti, per evitare di creare fastidi e problemi a causa delle pulizie del giardino dei vicini.
 
 

Quando e come si possono bruciare sterpaglie, rami e potature nel rispetto case vicine e confinanti per leggi 2022? Togliere, pulire e briciare sterpaglie, rami e potature nel rispetto di case vicine e confinante prevede leggi specifiche da seguire esattamente come quelle che regolano piantagioni di alberi, siepi, piante e altre recinzioni tra due case confinanti, sia per le distanze da rispettare e sia per le altezze ma non solo. Vediamo di seguito quali sono le leggi previste per bruciare sterpaglie, rami e potature nel rispetto di due case vicine.

  • Quando e come bruciare sterpaglie, rami e potature case vicine
  • Bruciare sterpaglie, rami e potature nel rispetto case confinanti quando è reato

Quando e come bruciare sterpaglie, rami e potature case vicine

Le leggi 2022 in vigore prevedono tempi e momenti specifici e determinati per bruciare sterpaglie e rami e per potature nel rispetto di case vicine e confinanti, per evitare di creare fastidi e problemi a causa delle pulizie del giardino dei vicini.

Bruciare sterpaglie e rami è il modo migliore per ripulire il proprio giardino e la propria proprietà dalla sporcizia creata da potature e per bruciare le sterpaglie e i rami basta accendere un fuoco e controllarlo, in modo da evitare che le fiamme raggiungano altezze elevate, avendo cura di avere sempre accanto dell’acqua in quantità sufficiente nel caso di eventuali problemi.

In particolare, stando a quanto stabilito dalle leggi attuali, è permesso e possibile bruciare sterpaglie e rami di alberi, siepi solo nei periodi non a rischio incendi, vale a dire fino al 30 giugno in generale, ma ogni regione, come anche ogni Comune, può stabilire tempi e orari specifici in cui bruciare le sterpaglie.

Generalmente, però, possiamo dire che si possono bruciare sterpaglie, rami e potature, nelle zone di campagna e nelle zone isolate, dalle 8 alle 16, in due periodi dell'anno che sono dal gennaio gennaio al 15 giugno e dal primo ottobre al 31 dicembre (regola questa sempre generale e modificabile a livello locale). Tali regole valgono sia per contadini che hanno terre e terreni da pulire e sia per proprietari di case singole come villette.

Per legge, non è, infatti, mai possibile decidere in piena libertà e autonomia di bruciare rami, sterpaglie o fare potature quando si vuole nel giardino stesso della propria casa. Se, infatti, per potare gli alberi bisogna accertarsi di non creare fastidi e sporcizia al giardino del vicino, bruciare sterpaglie e rami potrebbe dar fastidio per l’immissione dei fumi che si creerebbero per l’incendio, anche se molto piccolo, nonché essere molto pericoloso. 

Bruciare sterpaglie, rami e potature nel rispetto case confinanti quando è reato

Bruciare, infatti, sterpaglie e rami secchi di alberi in prossimità di case vicine e confinanti rappresenta, inoltre, un illecito civile e se fumo o calore superano la normale tollerabilità, diventando insopportabili per il vicino, quest’ultimo può richiedere un risarcimento del danno e se il vicino brucia sterpaglie e rami, dando vita ad un incendio, si possono chiamare polizia o carabinieri e sporgere denuncia. 

Si configura, inoltre, reato di incendio, come previsto dal Codice Penale, se, punito con la reclusione da tre a sette anni se dall’incendio deriva pericolo per la incolumità pubblica, cosa che può accadere non solo incendiando boschi, giardini o terreni dello Stato o di altri soggetti, ma anche i propri.





Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il