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In quali casi e quando si può aumentare affitto di una casa se l'inflazione sale?

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Dato il crescente aumento dell’inflazione, è legittimo interrogarsi sull'opportunità di adeguare l'affitto per mantenere un reddito equo. È essenziale sapere che la possibilità di aggiustare il canone mensile è garantita per legge, con una particolare attenzione alla protezione degli inquilini da rialzi inaspettati.
Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
e aggiornato con informazioni attualizzate il
In quali casi e quando si può aumentare affitto di una casa se l'inflazione sale

Come aumentare il canone affitto casa basandosi su aumento inflazione?

Per aumentare il canone affitto casa basandosi su aumento inflazione è necessario un passo indietro. Occorre cioè averlo previsto preventivamente.

Solitamente, il locatore non ha il diritto di richiedere un aumento del canone di locazione all'affittuario per l'intera durata del contratto. Tale richiesta sarebbe considerata illegittima. L'unico scenario in cui il proprietario può legalmente richiedere un aumento del canone di locazione durante il corso del contratto è per adeguarlo all'inflazione secondo gli indici Istat. Tale adeguamento non è obbligatorio per legge, ma solo se inserito tramite apposita clausola, durante la stipula del contratto.

Aumento del canone di affitto in base all'inflazione, normativa e condizioni

Secondo la legge italiana, il canone di locazione può essere oggetto di revisione solo in conformità a quanto stipulato nel contratto. La maggior parte dei contratti di locazione in Italia prevede clausole di indicizzazione automatica del canone legate all'indice ISTAT, che misura l'inflazione. Questa predisposizione permette un adeguamento del canone proporzionale all'aumento del costo della vita.

Solitamente, tali clausole stabiliscono che l'aumento può avvenire annualmente e non può superare la percentuale di crescita dell’indice ISTAT. Ciò consente una certa prevedibilità e protezione sia per inquilini che per proprietari, evitando aumenti arbitrari. Da tener presente che tutti i contratti di locazione possono prevedere l’adeguamento del canone all’inflazione tranne quelli in regime della cosiddetta cedolare secca.

Come funziona l’aumento del canone di locazione per la rivalutazione Istat

L'adeguamento del canone all'inflazione è l'unico aumento dell'affitto consentito per legge durante il corso del contratto. Si tratta di un aggiornamento in base al costo della vita, utilizzando i dati sull'inflazione forniti dall'Istat. L'aggiustamento viene calcolato applicando il 100% dell'indice Istat nei contratti a canone libero (quelli di durata di 4 anni più altri 4 di rinnovo automatico), mentre nei contratti a canone concordato (quelli di durata di 3 anni più altri 2 di rinnovo automatico) la percentuale di rivalutazione è del 75%.

L'aumento dell'affitto non è obbligatorio né automatico. Per essere richiesto, deve essere presente una clausola specifica nel contratto di locazione registrato. Il ricalcolo del canone va effettuato annualmente ed entra in vigore dal mese successivo alla scadenza del contratto di locazione.

Bisogna tener presente inoltre che l’aumento degli affitti dipende molto anche dalla città in cui l'immobile è situato. L’inflazione, infatti, riguarda l'aumento del costo della vita e c'è grande differenza, per esempio, tra una città come Milano e Roma e un piccolo comune.