Quando il rifiuto di una eredità è nullo e non si può fare? Tutti i casi 2021 previsti per legge

Chiamato all'eredità in possesso dei beni ereditari e non fa inventario entro tre mesi dall’apertura della successione e non solo: quando rifiuto eredità è nullo

Quando il rifiuto di una eredità è nullo

Quali sono i casi in cui il rifiuto di una eredità è nullo e non si può fare?

Secondo quanto previsto dalla legge in vigore, il rifiuto di una eredità è nullo e non si può fare quando il soggetto chiamato all'eredità è in possesso dei beni ereditari e non ha fatto l'inventario entro tre mesi dal giorno di apertura della successione, quando il chiamato all’eredità nel possesso dei beni ereditari non dichiara di rinunciare all’eredità entro 40 giorni dall’esecuzione dell’inventario e quando il chiamato all’eredità ha sottratto o nascosto beni spettanti all’eredità stessa. 
 

Quando il rifiuto di una eredità è nullo e non si può fare? Il rifiuto di una eredità è l’atto con cui il chiamato alla stessa dichiara di non volere accettare l’eredità in questione e si tratta di un diritto che deve essere esercitato tramite dichiarazione scritta dinanzi ad un notaio o presso la cancelleria del tribunale.

Secondo la legge in vigore, se l’eredità non viene accettata da nessuno degli eredi, deve essere nominato un curatore con il compito di gestire e amministrare il patrimonio del defunto, saldando anche eventuali debiti presenti. Il curatore viene nominato tramite decreto del tribunale del luogo in cui viene aperta la dichiarazione di successione d’ufficio o su istanza di parte. Vediamo ora in quali casi 2021 il rifiuto di una eredità è nullo e non si può fare.

  • Quando il rifiuto di una eredità è nullo e non si può fare
  • Cosa succede quando si rifiuta una eredità


Quando il rifiuto di una eredità è nullo e non si può fare

Pur avendo la possibilità gli eredi entro dieci anni dalla presentazione della dichiarazione di successione di decidere se accettare o rifiutare una eredità, è bene sapere che vi sono dei casi in cui, per legge, il rifiuto di una eredità è nullo e non si può fare.

In particolare, secondo quanto previsto dalla legge in vigore, il rifiuto di una eredità è nullo e non si può fare nei seguenti casi:

  • quando il soggetto chiamato all'eredità è in possesso dei beni ereditari e non ha fatto l'inventario entro tre mesi dal giorno di apertura della successione;
  • quando il chiamato all’eredità nel possesso dei beni ereditari non dichiara di rinunciare all’eredità entro 40 giorni dall’esecuzione dell’inventario e viene pertanto considerato erede puro e semplice;
  • quando il chiamato all’eredità ha sottratto o nascosto beni spettanti all’eredità stessa. 

Anche in quest’ultimo caso, il rifiuto dell’eredità è nullo e non ha effetto in quanto per la legge il chiamato è erede puro e semplice.

Cosa succede quando si rifiuta una eredità

Se si decide di rifiutare una eredità, stando alle leggi attuali, si perde la qualità di erede e chi rinuncia all’eredità è considerato come se non vi fosse mai stato chiamato. Perché il rifiuto dell’eredità sia valido e non sia considerato nullo è bene sapere che bisogna seguire una apposita procedura per rinunciarvi. 

In particolare, per rifiutare una eredità bisogna innanzitutto scrivere apposita dichiarazione per l’atto di rinuncia da presentare al tribunale di competenza. Per l’atto di rinuncia all’eredità bisogna presentare i seguenti documenti:

  • carta d’identità e codice fiscale dei dichiaranti;
  • codice fiscale del soggetto defunto;
  • copia conforme dell’autorizzazione del giudice tutelare, in presenza di sono minori, tutelati o amministrati;
  • copia conforme del testamento, se presente;
  • originale certificato di morte.

Nel momento in cui si effettua la dichiarazione di rinuncia all’eredità devono essere presenti, per legge, i dichiaranti ed entrambi i genitori del minore che deve rinunciare all’eredità e la dichiarazione resa viene poi registrata dal cancelliere o dal notaio presso il registro delle successioni.

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il