Quando la Guardia di Finanza può spiare cellulari, computer e telefoni secondo leggi 2021. Tutti i casi

Quando si parla di cellulari e computer è inevitabile che il primo importante pensiero vada alla privacy. Tutte le informazioni contenute sono infatti strettamente personali.

Quando la Guardia di Finanza può spiare

Cellulari, computer e telefoni, quando la Guardia di finanza può spiarli?

A meno che non ci sia una situazione d'urgenza, la Guardia di finanza non può costringere un cittadino a farsi consegnare il device per visionare il contenuto. Per farlo deve prima procedere al sequestro preventivo che, a sua volta, ha bisogno del provvedimento di un giudice per l'esecuzione.

Sono lontanissimi i tempi in cui il cellulare veniva utilizzato esclusivamente per fare le telefonate o, al massimo, per inviare un messaggio di testo. Sono così lontani che per le nuove generazioni è impossibile immaginarlo. Lo smartphone racchiude oggi tutte le funzionalità di un computer, e anche oltre, e permette di aver sempre con sé le informazioni personali. Perché di questo si tratta, ben oltre le foto.

E tra le novità dell'ultimo decennio c'è anche la diffusione dei tablet ovvero delle tavolette multifunzione che si collocano a metà strada tra uno smartphone e un PC.

Ci domandiamo allora se e quando la Guardia di finanza può curiosare al loro interno per la ricerca di informazioni. Approfondiamo i dettagli in questo articolo:

  • Cellulari, computer e telefoni, quando la Guardia di finanza può spiarli
  • Leggi 2021 sul sequestro di cellulari, computer e telefoni, tutti i casi

Cellulari, computer e telefoni, quando la Guardia di finanza può spiarli

Quando si parla di cellulari e computer è inevitabile che il primo importante pensiero vada alla privacy. Tutte le informazioni contenute sono infatti strettamente personali, dalle foto ai messaggi inviati, dalla cronologia delle pagine visitate sul web all'uso delle app scaricate.

In pratica, senza l'autorizzazione del proprietario, è vietata la consultazione da parte di terzi. Questo stesso principio si applica anche alle forze dell'ordine e alla Guardia di finanza. Non possono costringere un cittadino a farsi consegnare il device per visionare il contenuto. Per farlo devono prima procedere al sequestro preventivo che, a sua volta, ha bisogno del provvedimento di un giudice per l'esecuzione.

Alla base di questa decisione ci sono generalmente ragioni di pubblica sicurezza. Tuttavia la realtà è spesso ben diversa e gli uomini delle Fiamme gialle si trovano costretti a intervenire nell'immediatezza dell'azione. In buona sostanza, affinché un'operazione vada in porto non c'è il tempo materiale di attendere il provvedimento del giudici. In questa circostanza la Guardia di finanza può procedere d'ufficio. Entro 48 ore deve però comunicare il sequestro al pubblico ministero per la convalida.

Nel caso di opposizione, ad esempio se rifiuta di consegnare lo smartphone o non rivela la password per sbloccarlo, il cittadino rischia l'accusa di resistenza a pubblico ufficiale, punita con la reclusione da 6 mesi a 5 anni.

Leggi 2021 sul sequestro di cellulari, computer e telefoni, tutti i casi

Il principale articolo del Codice di procedura penale da conoscere è il 321. Qui viene stabilito un principio importante: quando sussiste il pericolo che la libera disponibilità di una cosa pertinente al reato - inclusi cellulari, computer e telefoni - possa aggravare o protrarre le conseguenze ovvero agevolare la commissione di altri reati, a richiesta del pubblico ministero il giudice competente a pronunciarsi nel merito ne dispone il sequestro con decreto motivato.

Prima dell'esercizio dell'azione penale provvede il giudice per le indagini preliminari. Il secondo comma va oltre sancendo che il giudice può altresì disporre il sequestro delle cose di cui è consentita la confisca.

Dopodiché questo aspetto normativo è stato allargato prevedendo che nel corso del procedimento penale, il giudice dispone il sequestro dei beni di cui è consentita la confisca. La disposizione successiva mette invece nero su bianco che il sequestro è immediatamente revocato a richiesta del pubblico ministero o dell'interessato quando risultano mancanti, anche per fatti sopravvenuti, le condizioni di applicabilità.

Nel corso delle indagini preliminari provvede il pubblico ministero con decreto motivato da notificare a coloro che hanno diritto di proporre impugnazione. In caso di richiesta di revoca dell'interessato, il pubblico ministero, se ritiene che essa vada anche in parte respinta, la trasmette al giudice, cui presenta richieste specifiche e gli elementi sui quali fonda le sue valutazioni. La richiesta deve essere trasmessa non oltre il giorno successivo a quello del deposito nella segreteria.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il