Quando l'azienda deve dare obbligatoriamente una sedia ergonomica ad un dipendente secondo leggi 2021

Il datore di lavoro deve assicurare un ambiente ergonomico per la tutela della saluta del lavoratore.

Quando l'azienda deve dare obbligatoriam

Sedia ergonomica, quando l'azienda deve obbligatoriamente fornirla?

Le prime norme di riferimento in materia sono quelle relative al recepimento delle norme UNI EN 1022:2018 e UNI EN 1335-2:2018 relative ai requisiti di stabilità e di sicurezza delle sedie in ufficio. Un caso particolare è quello del videoterminalista che deve essere munito di apposita sedia ergonomica con apposito dispositivo di regolazione dello schienale.

Trascorrere molte ore davanti al computer o comunque seduto su una serie non è di certo salutare. E lo è ancora di meno se questa abitudine viene ripetuto giorno dopo giorno e settimana dopo settimana.

Tuttavia per evitare complicazioni ovvero per attenuare conseguenze negative per il fisico del lavoratore, la sedia ergonomica rappresenta una prima parziale soluzione. E lo è tal punto che anche le norme sul lavoro in vigore in Italia nel 2021 prevedono disposizioni specifiche in favore dei dipendenti. In pratica, anche le sedie negli uffici devono rispettare le regole in materie.

O meglio, lo deve fare il datore di lavoro che deve assicurare un ambiente ergonomico per la tutela della saluta del lavoratore:

  • Sedia ergonomica, quando l'azienda deve obbligatoriamente fornirla
  • Il caso della sedia ergonomica per i videoterminalisti nel 2021

Sedia ergonomica, quando l'azienda deve obbligatoriamente fornirla

Le prime norme di riferimento in materia sono quelle relative al recepimento delle norme UNI EN 1022:2018 e UNI EN 1335-2:2018 relative ai requisiti di stabilità e di sicurezza delle sedie in ufficio. Il datore di lavoro deve non solo prevenire i rischi per la vista e per gli occhi e i problemi legati alla postura e all'affaticamento fisico o mentale. Ma anche le condizioni ergonomiche e di igiene ambientale.

Più precisamente, in tutti i casi il sedile di lavoro deve essere stabile e permettere al lavoratore di muoversi liberamente e in una posizione comoda. Deve quindi avere un'altezza regolabile in maniera indipendente dallo schienale con dimensioni della seduta adeguate alle caratteristiche antropometriche del lavoratore.

Quindi lo schienale deve fornire un supporto alla regione dorso-lombare dell'utente con altezza e inclinazione regolabile. Non solo, ma lo schienale e la seduta devono avere i bordi smussati e i materiali devono presentare un livello di permeabilità che non comprometta il comfort del lavoratore. Infine, il sedile deve essere dotato di un meccanismo girevole per facilitare i cambi di posizione e deve poter essere spostato con facilità.

Il caso della sedia ergonomica per i videoterminalisti nel 2021

Le regole parlano estremamente chiaro: il dipendente videoterminalista deve essere munito di apposita sedia ergonomica con dispositivo di regolazione dello schienale e del sedile in relazione a una postura che evita il sovraccarico ad esempio alle vertebre lombari.

Per videoterminalista si intende il lavoratore che utilizza un’attrezzatura munita di videoterminale in modo sistematico o abituale, per venti ore settimanali, dedotte le previste interruzioni. Il videoterminale è uno schermo alfanumerico o grafico a prescindere dal tipo di procedimento di visualizzazione utilizzato.

Le norme sui videoterminalisti prevedono tutele molto ampie, a iniziare dall'illuminazione generale e specifica da garantire e dal contrasto appropriato tra lo schermo e l'ambiente circostante, tenuto conto delle caratteristiche del lavoro e delle esigenze visive del lavoratore.

Tutte le radiazioni, tranne per la parte visibile dello spettro elettromagnetico, devono essere ridotte a livelli trascurabili dal punto di vista della tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori. E ancora: riflessi sullo schermo, eccessivi contrasti di luminanza e abbagliamenti dell’operatore devono essere evitati disponendo la postazione di lavoro in funzione dell’ubicazione delle fonti di luce naturale e artificiale.

Dopodiché il posto di lavoro deve essere ben dimensionato e allestito in modo che vi sia spazio sufficiente per permettere cambiamenti di posizione e movimenti operativi.

Allo stesso tempo le disposizioni in materia sui veideoterminalisti stabiliscono che le finestre devono essere munite di un opportuno dispositivo di copertura regolabile per attenuare la luce diurna che illumina il posto di lavoro, Quindi il rumore emesso dalle attrezzature presenti nel posto di lavoro non deve perturbare l’attenzione e la comunicazione verbale. Infine, le condizioni microclimatiche non devono essere causa di discomfort per i lavoratori.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il