La pensione può anche essere bloccata dall'INPS. Ecco tutti i casi

Quando una pensione può essere bloccata? In diversi casi nel 2022 c'è questa possibilità ma non per tutti e non in egual misura: cosa prevedono leggi in vigore e chiarimenti

La pensione può anche essere bloccata da

Quando può essere bloccata la pensione?

Stando a quanto previsto dalle leggi 2022, una pensione non può mai essere bloccata, soprattutto quando si parla di pensione ordinaria di vecchiaia o anticipata. Tuttavia, ci sono casi in cui la pensione può essere bloccata solo in parte, per effetto di un pignoramento per esempio, o di revisione degli importi dovuti ma in riferimento a prestazioni come pensioni di invalidità o pensioni di reversibilità. 
 

Quando può essere bloccata la pensione? La pensione è un diritto che ogni lavoratore matura nel corso degli anni di lavoro e che, tramite versamento di contributi previdenziali nell’arco dell’intera vita lavorativa, permette di ricevere al termine della vita lavorativa un trattamento mensile che sostituisce lo stipendio, calcolato secondo regole e sistemi diversi, a seconda del tempo di maturazione dell’anzianità contributiva di ogni singolo lavoratore, montante contributivo accumulato, e altri fattori.

Essendo l’assegno di pensione finale un diritto che ogni lavoratore matura, deve poterne sempre godere. Vediamo allora se è possibile e in quali casi bloccare la pensione.

  • Pensione può essere bloccata o no
  • Bloccare pensione con pignoramento assegno

Pensione può essere bloccata o no

Secondo quanto previsto dalle leggi 2022 in vigore, essendo la pensione un diritto riconosciuto a tutti i lavoratori a fine carriera lavorativa, non può mai essere bloccata. 

Esistono, tuttavia, casi in cui la stessa pensione può essere in parte bloccata o rivista, fino alla sua revoca, ma soprattutto in riferimento a determinate tipologie di prestazioni pensionistiche assistenziali.

Bloccare pensione con pignoramento assegno

Uno dei casi, forse il più frequente, in cui una pensione può essere bloccata, ma relativamente, è quello del pignoramento della stessa. Secondo le leggi in vigore, è possibile pignorare le pensioni nei casi di specifici debiti da saldare da parte del pensionato ed entro limiti specifici. 

Secondo quanto stabilito dall’Agenzia delle Entrate, i limiti di pignoramento previsti per una pensione sono di:

  • un decimo per pensioni inferiori a 2.500 euro;
  • un settimo per pensioni superiori a 2.500 euro ma inferiori a 5.000 euro;
  • un quinto per pensioni di importo maggiore ai 5.000 euro.

E’, dunque, possibile bloccare parte della pensione pignorandone uno specifico importo per il saldo di debiti contratti dal pensionato e mai ripagati ma, per legge, deve essere sempre garantito al pensionato il cosiddetto minimo vitale. Si tratta della somma di pensione che deve essere sempre garantita al pensionato per permettergli di vivere. Secondo quanto previsto dalle norme in vigore, il minimo vitale è pari a una volta e mezzo l’assegno sociale, importo che viene aggiornato ogni anno.

Bloccare pensione revisione e revoca pensione di invalidità

Altro caso in cui potremmo parlare di blocco della pensione è quello che riguarda revisione o revoca completa della pensione di invalidità. Sappiamo, infatti, che per ricevere la pensione di invalidità bisogna soddisfare specifici requisiti sia relativi alla percentuale di invalidità riconosciuta da una stessa Commissione Inps e sia relativi alla situazione reddituale del richiedente la prestazione.

L'Inps ha specificato che in assenza di dati reddituali dei beneficiari di prestazioni assistenziali come la pensione di invalidità, il pagamento dell'importo viene prima sospeso e poi revocato se i cittadini interessati non forniscono celermente o comunque entro i tempi richiesti i dati necessari.

Pensione di reversibilità quando può essere bloccata

Altro caso in cui una pensione può essere bloccata è quello della pensione di reversibilità. La pensione di reversibilità che spetta ai familiari superstiti di un assicurato deceduto viene, infatti, corrisposta in percentuali differenti a seconda del legame familiare con il deceduto e che sono del:

  • 100% della pensione per il coniuge con due o più figli o per sette o più sorelle o fratelli;
  • 90% della pensione per sei fratelli o sorelle;
  • 80% della pensione per il coniuge con un figlio o due figli;
  • 75% della pensione per cinque sorelle o fratelli;
  • 70% della pensione per un figlio;
  • 60% della pensione per il coniuge senza figli o per quattro fratelli o sorelle;
  • 45% della pensione per tre fratelli o sorelle;
  • 30% della pensione per entrambi i genitori o per due sorelle o fratelli.

Il cambiamento di situazioni economiche e reddituali del familiare superstite beneficiario della pensione di reversibilità portano ad una revisione della prestazione stessa e quando infatti i limiti di reddito stabilito dall’Inps, la pensione di reversibilità originariamente calcolata ed erogata viene bloccata e ridotta nelle seguenti misure:

  • del 25%, per redditi superiori a 3 volte il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti;
  • del 40%, per redditi superiori a 4 volte il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti;
  • del 50% per redditi superiori a 5 volte il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti.

Precisiamo che al pari di una pensione ordinaria di vecchiaia o anticipata, anche la pensione di reversibilità può essere bloccata in parte per pignoramento

Sono, infatti, impignorabili per legge solo i sussidi di grazia o di sostentamento che vengono corrisposti a persone considerate povere e i sussidi dovuti per maternità, malattie o funerali da casse di assicurazione, da enti di assistenza o da istituti di beneficenza.


 





Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il