Quando scatta la diffamazione online su Internet su siti web, Facebook, Instagram e altri social?

Alcuni tribunali hanno affermato che le dichiarazioni rese nel contesto di una bacheca Internet o di una chat sono opinioni o iperbole, ma possono essere anche diffamatorie.

Autore: Chiara Compagnucci
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Quando scatta la diffamazione online su

Diffamazione online quanto scatta su siti web, Facebook, Instagram?

Non tutti quelli che consideriamo insulti possano essere considerati frasi diffamatorie, anche se espressi via web o via social media. Come spiegato dalla Corte di Cassazione, è spesso necessario che ci sia una valenza dispregiativa per fare scattare la diffamazione online.

I social media e altre piattaforme online espongono le persone con maggiore facilità al rischio di diffamazione.

I vari Facebook e Instagram sono nati proprio con l'obiettivo di favorire le connessioni e le interazioni tra gli iscritti e, si sa, non sempre i toni del confronto o degli apprezzamenti sono distesi. Un tipico caso di diffamazione comporta la pubblicazione di una falsa dichiarazione su una persona che provoca un qualche tipo di danno, comprese perdite finanziarie o danni alla reputazione del soggetto.

La pubblicazione può avvenire nel senso tradizionale, ad esempio con un articolo di giornale, attraverso una dichiarazione trasmessa in onda, o semplicemente tramite parole pronunciate ascoltate da almeno una terza parte. Ma sempre di più, la diffusione di una dichiarazione potenzialmente diffamatoria assume la forma di qualcosa pubblicato online su siti web, Facebook, Instagram. Approfondiamo in questo articolo i dettagli in materia e quindi:

  • Diffamazione online quanto scatta su siti web, Facebook, Instagram
  • Quando intentare una causa per diffamazione online

Diffamazione online quanto scatta su siti web, Facebook, Instagram

La diffamazione è una dichiarazione di fatto falsa e dannosa per la reputazione di qualcuno e pubblicata per colpa ovvero a seguito di negligenza o dolo. Non basta etichettare un'affermazione come la propria opinione per mettersi al riparo dai rischi della diffamazione.

I tribunali esaminano se le conseguenze per la persona tirata in causa, anche alla luce del contesto dell'affermazione. Alcuni tribunali hanno affermato che le dichiarazioni rese nel contesto di una bacheca Internet o di una chat sono molto probabilmente opinioni o iperbole, ma guardano l'osservazione nel contesto per vedere se si configura il reato di diffamazione. Definire con estrema precisione cos'è diffamazione online e cosa non lo è non è così semplice.

Ecco quindi che è necessario passare in rassegna alcune delle più note decisioni dei giudici per farsi un'idea ovvero per conoscere quei comportamenti che sono a rischio condanna.

A differenza di quanto si possa immaginare, non tutti quelli che consideriamo insulti possano essere considerati frasi diffamatorie, anche se espressi via web o via social media. Come spiegato dalla Corte di Cassazione, è spesso necessario che ci sia una valenza dispregiativa per fare scattare la diffamazione online.

Quando intentare una causa per diffamazione online

Ci pensa il codice penale a precisare in maniera estremamente precisa cos'è la diffamazione e quali sono rischi e sanzioni per chi commette questo reato. Chi, comunicando con più persone, offende l'altrui reputazione, è punito con la reclusione fino a 1 anno o con la multa fino a 1.032 euro. Se l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato, la pena è della reclusione fino a 2 anni ovvero della multa fino a 2.065 euro.

Se l'offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità ovvero in atto pubblico, la pena è della reclusione da 6 mesi a 3 anni o della multa non inferiore a 516 euro. Se l'offesa è recata a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, o ad una sua rappresentanza, o a una Autorità costituita in collegio, le pene sono aumentate. Prima di intentare una causa, è necessario capire chi ha rilasciato la dichiarazione potenzialmente diffamatoria.

È abbastanza facile identificare qualcuno che utilizza un account personale di social media per pubblicare qualcosa di falso e dannoso. Ma molte comunicazioni online possono esistere con un anonimato significativo. C'è molto da considerare prima di intraprendere un'azione legale per una dichiarazione online potenzialmente diffamatoria. Un fattore da tenere a mente è che in molti casi il costo di intentare una causa per diffamazione online potrebbe superare i potenziali danni che si potrebbero recuperare.

Il primo passo migliore potrebbe essere parlare con un avvocato che si occupa di diffamazione online e contenzioso sulla privacy per capire quali sono le tue opzioni e le possibilità di successo.