Quando si ha diritto all'indennità di accompagnamento con invalidità. Lista casi 2021

Quando si ha diritto all'indennità di accompagnamento con invalidità. Lista casi 2021

Quando si ha diritto all'indennità di ac

Indennità di accompagnamento con invalidità, quando si ha diritto?

Condizione essenziale per ricevere l'indennità di accompagnamento è l'invalidità totale, senza tenere conto né dell'età né del reddito. Spetta anche alle persone affette da epilessia, a chi subisce attacchi quotidiani e a chi è alle prese con crisi di assenza. Ma anche ai bambini minorenni, incapaci di camminare senza l'aiuto di una persona e bisognosi di assistenza continua, ai ciechi civili assoluti, per i quali l'importo dell'indennità è maggiorato, a chi è affetto dal morbo di Alzheimer e dalla sindrome di Down.

C'è anche l'indennità di accompagnamento con invalidità tra gli strumenti di sostegno al reddito di cui è possibile fruire. A differenza di altri opzioni previste dall'ordinamento italiano, l'accesso non è legato all'età del richiedente né alla situazione economica personale.

Il solo requisito che viene richiesto è la condizione di salute tale da rendersi necessario un supporto materiale. L'invalidità rientra a pieno titolo purché sia accompagnata dall'impossibilità di deambulare senza l'aiuto permanente di un accompagnatore o di compiere gli atti quotidiani della vita con la necessità di un'assistenza continua.

Si tratta di lavarsi, prendere le medicine, bere, vestirsi, mangiare, soddisfare i bisogni essenziali. Se queste sono le condizioni, ecco che l'invalidità riconosciuta deve essere massima ovvero al 100%, permanente e totale. L'autocertificazione dello stato di necessità non è condizione sufficiente per accedere alla cifra mensile che di anno in anno viene ricalcolata.

Allo stesso tempo non basta il certificato del medico curante o eventuali documenti in proprio possesso. O, meglio, occorre tutto questo materiale da presentare a una specifica commissioni medica incaricata di effettuare la visita finale.

Un'altra caratteristica dell'indennità di accompagnamento da segnalare subito è la sua incompatibilità con il lavoro, sia esso dipendente o autonomo. Ma naturalmente se le condizioni fisiche e mentali lo permettono.

Ma è incompatibile con il ricovero gratuito in strutture per lunga degenza con pagamento delle retta a carico dello Stato e con prestazioni simili concesse per cause di servizio, lavoro o guerra. Vediamo meglio la questione tra

  • Indennità di accompagnamento con invalidità, quando si ha diritto: i casi
  • Invalidità con indennità di accompagnamento, quando non spetta

Indennità di accompagnamento con invalidità, quando si ha diritto: i casi

Condizione essenziale per ricevere l'indennità di accompagnamento è l'invalidità totale, senza tenere conto né dell'età né del reddito. Spetta anche alle persone affette da epilessia, a chi subisce attacchi quotidiani e a chi è alle prese con crisi di assenza.

Ma anche ai bambini minorenni, incapaci di camminare senza l'aiuto di una persona e bisognosi di assistenza continua, ai ciechi civili assoluti, per i quali l'importo dell'indennità è maggiorato, a chi è affetto dal morbo di Alzheimer e dalla sindrome di Down.

La normativa richiede anche la cittadinanza italiana e la residenza in Italia. I cittadini dell'Unione europea e loro familiari che sono residenti in Italia ne hanno diritto in caso di svolgimento di un lavoro dipendente o autonomo in uno degli stati dell'Unione.

Via libera anche ai cittadini extracomunitari con carta di soggiorno valida per almeno 1 anno e ai minori con carta di soggiorno. Semaforo verde all'indennità di accompagnamento con invalidità anche per gli over 65, purché il richiedente manifesti difficoltà allo svolgimento dei compiti e delle funzioni dell'età o sia impossibilitato alla deambulazione autonoma e non possa fruire di autosufficienza.

Quando non spetta invalidità con indennità di accompagnamento

Semaforo rosso alla ricezione dell'indennità di accompagnamento se in contemporanea il richiedente percepisce indennità per causa di guerra, di lavoro o di servizio. Il doppio beneficiario conserva la facoltà di scelta del sussidio più conveniente, anche dal punto di vista economico.

Nessuna indennità di accompagnamento per chi è ricoverato gratis in un istituto con retta a totale carico dello Stato, ma spetta invece durante i periodi di ricovero per terapie. A tal proposito, i destinatari devono ogni anno presentare una dichiarazione di responsabilità con cui autocertificano se sono ricoverati a titolo gratuito in istituti a lungodegenza o in cliniche per la riabilitazione con retta a totale carico di enti pubblici.

Il modulo da compilare è comunque prestampato da parte dell'Inps. Lo stesso istituto di previdenza lo invia al domicilio facilitando così la procedura. Se la dichiarazione non viene consegnata, scattano i controlli dell'Inps.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
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