Quando si può fare autocertificazione nel 2021. Tutti i casi previsti

Quando si può fare autocertificazione nel 2021. Tutti i casi previsti

Quando si può fare autocertificazione ne

Quando si può fare autocertificazione nel 2021?

Stando a quanto previsto dalla legge, è possibile presentare un’autocertificazione per sostituire i certificati rilasciati dalle pubbliche amministrazioni che attestano stati e qualità personali quando richiesti dai diversi uffici della Pubblica Amministrazione o da gestori di servizi pubblici, come le autocertificazioni per stato di famiglia, residenza, qualità di studente o lavoratore, stato di disoccupazione, ecc.

L’autocertificazione è un documento che sostituisce i certificati rilasciati dalle pubbliche amministrazioni che attestano stati e qualità personali da presentare se e quando richiesti dai diversi uffici della Pubblica Amministrazione o da gestori di servizi pubblici.

L’autocertificazione permette, pertanto, al cittadino di scrivere una dichiarazione che riporti esattamente quanto il certificato attesterebbe e, infatti, le autocertificazioni sono note anche come dichiarazioni sostitutive di certificazioni. Vediamo allora quando si può fare l'autocertificazione nel 2021.

  • Tutti i casi in cui si può fare autocertificazione
  • Quando non si può fare autocertificazione

Tutti i casi in cui si può fare autocertificazione

I casi 2021 in cui è possibile fare un'autocertificazione al posto del certificato originale sono quelli in cui è possibile sostituire con la stessa autocertificazione i documenti che attestano i seguenti stati e qualità personali:

  • data e luogo di nascita;
  • residenza e cittadinanza;
  • stato di celibe, coniugato, vedovo o stato libero;
  • stato di famiglia;
  • godimento dei diritti civili e politici;
  • titoli di studio, esami sostenuti;
  • esistenza in vita;
  • nascita del figlio, decesso del coniuge, dell’ascendente o discendente;
  • possesso e numero del codice fiscale, della partita IVA e di qualsiasi altro dato presente nell’archivio dell’anagrafe tributaria;
  • qualità di lavoratore;
  • stato di disoccupazione;
  • qualità di pensionato e categoria di pensione;
  • iscrizione in albi, in elenchi tenuti da pubbliche amministrazioni e appartenenza a ordini professionali;
  • qualifica professionale posseduta, titolo di specializzazione, di abilitazione, di formazione, di aggiornamento e di qualificazione tecnica;
  • situazione reddituale o economica;
  • assolvimento di specifici obblighi contributivi con l’indicazione dell’ammontare corrisposto;
  • qualità di studente;
  • qualità di legale rappresentante di persone fisiche o giuridiche, di tutore, di curatore e simili;
  • iscrizione presso associazioni o formazioni sociali di qualsiasi tipo;
  • tutte le situazioni relative all’adempimento di obblighi militari, ivi comprese quelle attestate nel foglio matricolare dello stato di servizio;
  • di non aver riportato condanne penali e di non essere destinatario di provvedimenti che riguardano l’applicazione di misure di prevenzione, di decisioni civili e di provvedimenti amministrativi iscritti nel casellario giudiziale ai sensi della vigente normativa e di non essere a conoscenza di essere sottoposto a procedimenti penali;
  • tutti i dati a diretta conoscenza dell’interessato contenuti nei registri dello stato civile;
  • di non trovarsi in stato di liquidazione o di fallimento e di non aver presentato domanda di concordato.

Quando non si può fare autocertificazione

Esistono poi anche i casi in cui non è possibile, per legge, presentare autocertificazioni ma serve necessariamente presentare i certificati originali e si tratta, in particolare, di certificati:

  • medici e sanitari;
  • veterinari;
  • di origine;
  • di conformità CE;
  • di marchi e di brevetti.

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il