Quando si può fare denuncia per falsa partita iva fatta aprire per nascondere lavoro dipendente. I casi

Quali sono casi e criteri per denunciare una falsa partita Iva che nasconde un lavoro dipendente: cosa c’è da sapere e chiarimenti

Quando si può fare denuncia per falsa pa

Quando si può fare denuncia per falsa partita iva fatta aprire per nascondere lavoro dipendente?

Per denunciare una falsa partita iva fatta aprire per nascondere lavoro dipendente bisogna che sussistano una serie di criteri, temporale, organizzativo e di fatturato, che permettono di riconoscere il collaboratore con partita Iva come un dipendente dell’imprenditore, prevedendo in tali casi sanzioni e recupero dei premi e contributi previdenziali non versati.

Quando si può fare la denuncia per falsa partita Iva aperta per nascondere lavoro dipendente? E quali sono le sanzioni previste per l’apertura di false partite Iva? Il fenomeno delle false partite Iva, pur se arginato da recenti normative, continua ad essere piuttosto dilagante pensate soprattutto per evitare di pagare le tasse, sconfinando nella vera e propria evasione fiscale.

Sono diversi i casi per cui si aprono false partite Iva. Vediamo in questo articolo quando si può fare la denuncia per una falsa partita Iva fatta aprire per nascondere lavoro dipendente.

  • Quando si apre falsa partita iva per nascondere lavoro dipendente
  • Quando denunciare falsa partita iva per nascondere lavoro dipendente

Quando si apre falsa partita iva per nascondere lavoro dipendente

Ci sono diversi casi in cui i datori di lavoro fanno aprire ai propri dipendenti partite Iva false utili a loro però per nascondere la natura del lavoro dipendente. Non è, infatti, un segreto che la principale voce di spesa per imprese e aziende sono i costi da lavoro dipendente che comprendono:

  • stipendio mensile;
  • imposte;
  • contributi previdenziali;
  • costi assicurativi;
  • quota del Tfr;
  • malattia e ferie pagate;
  • tredicesima e in alcuni casi quattordicesima.

Se, però, un lavoratore, pur se dipendente, apre la partita Iva rientrando così nella categorie dei lavoratori autonomi e non dipendenti, i costi a carico del datore di lavoro si riducono notevolmente considerando che nel caso di partita Iva il datore di lavoro deve pagare solo l’importo dello stipendio indicato in fattura mentre tasse e voci contributive sono tutte a carico del lavoratore.

Nulla, dunque, di più conveniente per un datore di lavoro che intende ‘risparmiare’ sui costi per i lavoratori ma, allo stesso tempo, contare sullo svolgimento dell’attività del proprio lavoratore come fosse dipendente, vale a dire secondo orari e modalità di lavoro ordinarie per un lavoratore dipendente.

Quando denunciare falsa partita iva per nascondere lavoro dipendente

Spesso la collaborazione tra impresa e lavoratore diventa costante, nascondendo il lavoro subordinato dietro l’apertura di una falsa partita Iva sempre più spesso fatta aprire dal datore di lavoro. La falsa partita Iva che nasconde il lavoro subordinato è illegale, può essere denunciata e se scoperta prevede sanzioni, sia per il datore di lavoro sia per il lavoratore.

Se i rapporti di lavoro dipendente sono mascherati da lavoro autonomo con partita Iva è possibile fare la denuncia per falsa partita Iva quando sussistono determinati criteri per la presunzione di lavoro subordinato che sono, in particolare:

  • criterio temporale, per cui la collaborazione con lo stesso committente deve avere una durata complessiva di 8 mesi annui per 2 anni consecutivi;
  • criterio organizzativo, se il collaboratore dispone o meno  di una postazione fissa di lavoro presso una delle sedi del committente;
  • criterio del fatturato, se il corrispettivo derivante dalla collaborazione costituisce più dell’80% dei corrispettivi annui complessivamente percepiti dal collaboratore in un periodo di tempo di 2 anni solari consecutivi (precisiamo che tale criterio si basa su una percentuale e non su una cifra fissa).

Di quelli appena riportati, sono sufficienti solo due criteri per accertare la falsa partita Iva e trasformare il collaboratore in un dipendente. Se il lavoratore stesso procede con la denuncia e gli organi ispettivi riscontrano una presunzione di lavoro subordinato, in assenza di prova contraria, che deve essere fornita dal datore di lavoro, ne deriva un illecito amministrativo, fiscale e contributivo per cui il soggetto committente è soggetto a sanzioni e il lavoratore autonomo viene considerato un lavoratore dipendente a tempo indeterminato.

Il Jobs Act ha introdotto la possibilità per i datori di lavoro di eliminare l’illecito amministrativo, contributivo e fiscale se assumono con regolare contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato i lavoratori autonomi titolari di partita Iva con cui hanno avuto collaborazioni.
 

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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