Quando si può mandare via di casa un figlio. I casi e i motivi validi

Quali sono le condizioni per cui i genitori possono decidere di mandar via di casa un figlio maggiorenne: cosa prevedono leggi in vigore nel 2022

Quando si può mandare via di casa un fig

Quando si può mandare via di casa un figlio?

Secondo quanto previsto dalle leggi 2022, si può mandare via di casa un figlio al sussistere di determinate e specifiche condizioni. In particolare, i casi in cui è possibile mandare via di casa un figlio se il figlio non lavora per sua libera scelta, vale a dire se non ha voglia di far nulla, se il figlio non studia e, allo stesso tempo, non fa nulla per trovarsi un lavoro, e se il figlio è violento nei confronti dei genitori.
 

Quando si può mandare via di casa un figlio? Le leggi italiane sul mantenimento dei figli sono decisamente chiare e precise e prevedono innanzitutto l’obbligo per i genitori di mantenere, educare e istruire i propri figli, nonchè di assisterli moralmente, nel rispetto delle loro capacità, inclinazioni naturali e aspirazioni. 

E’ il Codice Civile a stabilire ciò che un genitore è tenuto sempre a fare nei confronti dei propri figli e a precisare che un figlio, fino alla maggiore età, non può lasciare la casa dei genitori o, nel caso di genitori separati, del genitore che esercita su di lui la responsabilità genitoriale. Vediamo, però, quali sono i casi in cui si può mandar via di casa un figlio e se è possibile farlo.

  • Mandare via di casa un figlio quali sono i casi in cui è possibile 
  • Dovere di tenere figli a casa e mantenimento da parte dei genitori leggi in vigore

Mandare via di casa un figlio quali sono i casi in cui è possibile secondo leggi in vigore

La legge permette di mandar via di casa un figlio, purchè si tratti però di un figlio maggiorenne. I minorenni non possono abbandonare né essere costretti ad abbandonare la loro dimora.

Se, stando a quanto previsto dalle leggi in vigore, il dovere di mantenimento dei figli da parte dei genitori cessa nel momento i figli diventano economicamente indipendenti o quando non vogliono nè lavorare e né studiare, si può mandare via di casa un figlio al sussistere di determinate e specifiche condizioni.

In particolare, i casi in cui è possibile mandare via di casa un figlio sono i seguenti:

  • se il figlio non lavora per sua libera scelta, vale a dire se non ha voglia di far nulla;
  • se il figlio non studia e, allo stesso tempo, non fa nulla per trovarsi un lavoro;
  • se il figlio è violento nei confronti dei genitori.

In quest’ultimo caso, per poter mandar via di casa un figlio, bisogna rivolgersi al giudice di competenza per ottenere l’ordine di allontanamento da casa. 

I casi appena riportati sono quelli per cui, secondo la legge, non sussiste alcun dovere per i genitori di mantenere il figlio a casa né alcun diritto per il figlio di continuare a vivere a casa dei genitori.

Precisiamo, comunque, che in ogni caso, se un genitore vuol mandare via di casa il figlio non può farlo all’improvviso ma deve dare al figlio stesso il tempo di trovare una nuova abitazione in cui stabilirsi. 

Dovere di tenere figli a casa e mantenimento da parte dei genitori leggi in vigore

Secondo le leggi 2022, i genitori devono tenere i figli a casa e riconoscere loro il mantenimento per permettere loro di condurre una vita sempre dignitosa indipendentemente dall’età e fino a quando non trovano un lavoro tale da avere la possibilità di vivere in totale indipendenza e autonomia economica.

La Corte di Cassazione ha, infatti, precisato che il mantenimento ai figli spetta anche quando trovano lavoro ma la retribuzione percepita non permette loro di avere una indipendenza economica tanto da riuscire a mantenersi in una casa propria. Avere un figlio a casa e riconoscergli il mantenimento spetta a genitori anche quando il figlio maggiorenne decide di smettere di lavorare per torna a studiare e fino al termine del percorso formativo e al raggiungimento dell’indipendenza economica che gli permetta di vivere in piena autonomia.

Questo obbligo di mantenere figlio e casa e mantenerlo è stato ribadito dalla Cassazione anche nel caso in cui il figlio che lavorava torna a vivere a casa e studiare basandosi sul principio secondo cui i genitori hanno il dovere di assecondare, per quanto possibile, le inclinazioni naturali e le aspirazioni del figlio, per permettergli di raggiungere i suoi obiettivi.


 





Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il