Quando si può parlare di molestie sul lavoro secondo leggi e CCNL 2021

Atteggiamenti e comportamenti sul posto di lavoro che possono configurarsi come molestie e conseguenze: cosa prevedono leggi in vigore

Quando si può parlare di molestie sul la

Quando si parla si molestie sul lavoro?

Stando a quanto previsto dalle leggi 2021, si parla di molestie sul posto di lavoro quando datore di lavoro o altri superiori o colleghi, assumono atteggiamenti e comportamenti indesiderati, offensivi e lesivi della dignità di lavoratore o lavoratrice.

Le molestie sessuali indicano ogni comportamento a connotazione sessuale che infastidisce fino all’offesa la persona che la subisce. A prescindere dall’intento che ha la persona ‘molestratrice’, ogni atteggiamento che risulti fastidioso, inappropriato di lavoro e indesiderato, anche qualora si tratti di lusinghe, è considerato una molestia, perché le molestie sessuali non sono legate solo ad atti fisici ma possono manifestarsi anche con parole e gesti fino ad arrivare a vere e proprie aggressioni. 

Quali comportamenti e atteggiamenti sono considerati molestie sessuali? E quali sono leggi e regole dei contratti nazionali previste per le molestie sul lavoro?

  • Quando si parla di molestie sul lavoro
  • Molestie sul lavoro cosa fare secondo leggi 2021

Quando si parla di molestie sul lavoro

Si parla generalmente di molestie sul lavoro quando datore di lavoro, collega o altro superiore assume atteggiamenti offensivi, spinti e particolarmente indisponenti nei confronti di una persona. Stando a quanto previsto dal Codice Civile, ogni datore di lavoro dovrebbe garantire sicurezza sul lavoro e tutte le misure necessarie per proteggere non solo l'integrità fisica, ma anche il benessere psicologico di ogni lavoratore. 

Se accade una molestia sul lavoro, tale garanzia non è assicurata. Si parla di molestie sul lavoro, come specificato anche da diversi Ccnl, quando comportamenti indesiderati a sfondo sessuale, espressi in forma fisica, verbale o non verbale, violano la dignità di una lavoratrice o di un lavoratore e creano un clima intimidatorio, ostile, degradante, umiliante o offensivo.

Gli atteggiamenti che possono manifestarsi come molestie sul lavoro possono essere diversi come:

  • commenti indesiderati, e tratti spinti, inerenti la sfera sessuale;
  • osservazioni su caratteristiche sessuali di una persona, per esempio sulla sua fisicità;
  • sguardi o gesti allusivi;
  • contatti, aggressioni fisiche, fino addirittura a violenze sessuali;
  • esibizione di materiale pornografico, come foto o video.

Molestie sul lavoro cosa fare secondo leggi 2021

Le leggi 2021 vietano in maniera chiara, esplicita e perentoria ogni forma di molestie sul posto di lavoro e, quando si verificano, la persona che le subisce può procedere contro il molestatore o la molestatrice ed anche contro il datore di lavoro.

Lavoratrice o lavoratore che decide di agire in giudizio, come facoltà prevista dal Codice Civile, nei confronti di datore di lavoro, altri superiori o colleghi che ne diventano penalmente responsabili, per molestia sul lavoro non può essere, per legge e per quanto previsto dai contratti nazionali, esse: 

  • sanzionato; 
  • demansionato; 
  • licenziato; 
  • trasferito;
  • sottoposto ad altra misura organizzativa avente effetti negativi sulle condizioni di lavoro.

Se il lavoratore o la lavoratrice che denunciano le molestie sul lavoro vengono licenziati, hanno il diritto, secondo quanto stabilito dalle leggi 2021, di essere non solo reintegrati sul posto di lavoro ma anche risarciti per l’eventuale danno subito, sia economico che relativo alla dignità lesa della persona, a meno che la persona che ha sporto denuncia per molestia sul lavoro non abbia mentito e in tal caso rischia la responsabilità penale per calunnia e diffamazione, essendo del tutto infondata la denuncia. 

Precisiamo che la molestia sul lavoro può arrivare a sfociare in reato di violenza privata se la lavoratrice è messa ripetutamente e in maniera continua nella condizione di dover cedere a determinate avances altrimenti rischierebbe di perdere il proprio posto di lavoro. 


 
 

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il