Quando si può presentare un ricorso contro una banca. Tutti i casi 2020 previsti

Mettersi contro una banca non è una procedura da affrontare a cuore leggero perché ci si mette contro a colosso. Diventa quindi fondamentale la conoscenza dei propri diritti.

Quando si può presentare un ricorso cont

Conti correnti, mutui, prestiti personali: su tutte le questioni che riguardano il rapporto con la clientela è possibile presentare ricorso contro la banca. E grazie ai nuovi strumenti messi a disposizione, i tempi sono adesso ridotti.

Pensiamo all'Arbitro bancario finanziario con cui affrontare e risolvere le controversie tra le parti. Nulla di differente rispetto alla procedura tradizionale se non che si tratta di uno organo autonomo e imparziale alle cui spalle c'è la Banca d'Italia.

Dal punto di vista procedurale non solo è una strada semplice (è possibile proporre il ricorso in piena autonomia senza alcuna assistenza legale), ma anche economica. Il punto è anche un altro perché, al di là delle modalità per fare ricorso, le occasioni per risparmiatori e correntisti sono potenzialmente numerose.

E mettersi contro un istituto di credito non è mai una procedura da affrontare a cuore leggero perché di fatto ci si mette contro a un vero e proprio colosso. Diventa quindi fondamentale la conoscenza dei propri diritti e quindi quali sono i casi in cui è possibile fare sentire la propria voce.

Pensiamo ad esempio alle alle modifiche dei contratti all'insaputa del cliente o molto semplicemente alle spese aggiuntive al conto corrente. Vediamo quindi in questo articolo

  • Ricorso contro una banca, quando si può presentare
  • I casi previsti per fare ricorso contro una banca

 

Ricorso contro una banca, quando si può presentare

Viaggiano di pari passo le possibilità di presentare un ricorso contro una banca e il rispetto dei diritti di consumatori.

Sia nella fase di apertura di un conto corrente e sia nella richiesta di un finanziamento sono diverse le occasioni i cui un istituto di credito può commettere irregolarità spingendo il cliente a fare valere i propri diritti davanti a un giudice.

Le circostanze più frequenti sono le spese aggiuntive senza alcuna comunicazione al correntista, la modifica del contratto e l'applicazione di tassi al limiti dell'usura nella fase di prestito del denaro.

Ancora più nel dettaglio, il ricorso per spese aggiuntive riguarda quasi sempre lo scoperto di valuta, le spese amministrative di gestione dello scoperto e le commissioni di massimo scoperto. Il ricorso è sempre possibile da parte di chi ha o ha avuto rapporti contrattuali o è comunque entrato in relazione con un intermediario per servizi bancari e finanziari, compresi i servizi di pagamento.

C'è però un limite da considerare quando si tratta di fare valere le proprie ragioni davanti all'Abf: non è infatti possibile quando riguarda servizi o attività con finalità di investimento come le negoziazione o il collocamento di titoli, la consulenza in materia di investimenti e la gestione di patrimoni.

 

I casi previsti per fare ricorso contro una banca

Di interessante ci sono le parole di Antonio Ortolani, presidente della commissione banche e intermediari finanziari dell'Ordine dei commercialisti di Milano, secondo cui non c'è alcuna reciprocità nei rapporti tra le parti poiché il cliente ovvero il risparmiatore, l'investitore o il correntista non ha possibilità di modificare a suo favore le condizioni contrattuali.

C'è un altro passaggio del suo ragionamento che sintetizza i casi in cui è possibile presentare ricorso contro gli istituti di credito. Le banche, argomenta l'esperto, non informano quasi mai i clienti quando (e se) le novità introdotte nel corso dell'anno sono a loro vantaggio.

Eppure gi istituti di credito sono obbligati a mettere le voci che variano in grassetto nelle comunicazioni al cliente. Tuttavia la scappatoia utilizzata è la ripetizione della lista delle clausole: un comportamento che il numero uno della commissione banche e intermediari finanziari dell'Ordine dei commercialisti del capoluogo della città meneghina definisce un malloppo enorme.

A cui si aggiunge l'evidente difficoltà da parte dei clienti di ricordare le condizioni originarie. In questo modo diventa difficile se non pressoché impossibile individuare le novità introdotte con tutte le conseguenze del caso.

 

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
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