Quando si può ricorrere al giudice di pace per una controversia

Quali sono le materie civili e penali di competenza del giudice di pace e quando è possibile presentare ricorso per controversie: i casi

Quando si può ricorrere al giudice di pace per una controversia

Chi è il giudice di pace?

Il giudice di pace è un magistrato, onorario, che può rimanere in carica per 8 anni al massimo, e con competenze su reati e cause di minore solitamente circoscritte a cause il cui valore non supera un determinato ammontare. Rientrano nelle competenze del giudice di pace cause e controversie per apposizione di termini ed osservanza delle distanze stabilite dalla legge, dai regolamenti per il piantamento degli alberi e delle siepi a sanzioni amministrative.

 

Quando si ha a che fare con opposizioni da presentare e controversie vi sono casi in cui secondo la legge è possibile presentare ricorso al giudice di pace. E’ bene sapere che il giudice di pace a cui bisogna rivolgersi al giudice di pace competente in base al proprio territorio di residenza. Quali sono i casi in cui è possibile ricorrere al giudice di pace per una controversia e quando non è possibile?

Giudice di pace: quando ci si può rivolgere a lui

E’ bene sapere che, a prescindere da eventuali ricorsi per controversie che poi andremo a vedere, vi sono casi specifici che permettono di rivolgersi in generale al giudice di pace e che sono:

  1. cause per risarcimento danni per incidenti stradali fino a 20 mila euro (50 mila euro dal 2025);
  2. cause per liti condominiali;
  3. cause per trasferimento di beni mobili, come un recupero crediti, fino a 5 mila euro (30 mila euro dal 2025);
  4. cause di opposizione contro sanzioni amministrative;
  5. cause per il piantamento degli alberi e delle siepi.

Dunque, come sopra visto, la competenza del giudice di pace riguarda soprattutto le materie civili, e territoriali ma sono di competenza del giudice di pace anche alcune materie di carattere penale minore come:

  1. minacce, ingiurie e diffamazione;
  2. percosse, lesioni personali punibili con querela;
  3. furto punibile a querela;
  4. atti contrari alla pubblica decenza;
  5. ingresso abusivo e invasione di terreni o edifici;
  6. danni o uccisione di animale non proprio.

Giudice di pace: quando fare ricorso

Proprio le sanzioni amministrative rientrano tra le controversie per cui è possibile fare ricorso al giudice di pace. Solitamente si ricorre al giudice di pace nei casi di atti considerati lesivi dei diritti di cittadini e quando si ha intenzione di presentare opposizione in modo da fare annullare gli stessi atti. Si può fare, in particolare, ricorso al giudice di pace nei casi di:

  1. opposizione a sanzioni amministrative fatte entro il limite di 15.493,71 euro, come multe per violazione del codice della strada (eccesso velocità) o per violazione di regolamenti comunali;
  2. opposizione a un decreto ingiuntivo notificato che intima a pagare qualcosa che è stato già pagato o cartella esattoriale già pagata;
  3. multe salatissime con decurtamento di molti punti della patente per aver superato i limiti di velocità di appena 2 chilometri orari;
  4. opposizione ad una ordinanza del prefetto per assegni a vuoto.

Giudice di pace: quando non si può fare ricorso

Se le situazioni e le controversie sopra riportate sono quelle per cui è possibile presentare ricorso al giudice di pace, vi sono casi in cui, invece, non sussiste la stessa possibilità. Non è, infatti, possibile rivolgersi al giudice di pace per:

  1. sanzioni per violazione in materia di antiriciclaggio;
  2. sanzioni per inquinamento ambientale;
  3. sanzioni per violazioni di norme di igiene e tutela sul lavoro e di norme sull’igiene di alimenti e bevande;
  4. sanzione di valore superiore a 15.493 euro;
  5. sanzione applicata differente da quella pecuniaria.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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