Quando un lavoratore viene definito videoterminalista e che cosa fa

Cosa fa il videoterminalista e quali sono i rischi della professione da tutelare: tutto quello che c’è da sapere su questa attività

Quando un lavoratore viene definito videoterminalista e che cosa fa

Chi è un videoterminalista?

Viene definito videoterminalista il lavoratore che per svolgere il proprio lavoro impiega un'attrezzatura munita di videoterminali, in modo sistematico o abituale, per venti ore settimanali

 

Si sente spesso parlare di videoterminalisti e attività da tutelare ma chi è il videoterminalista e di queli attività si occupa?

Chi è e cosa fa il videoterminalista

Il videoterminalista è il lavoratore che per svolgere il proprio lavoro impiega un'attrezzatura munita di videoterminali, in modo sistematico o abituale, per venti ore settimanali, senza considerare le interruzioni, e la cui professione è disciplinata da specifiche regole che prevedono che:

  1. se il lavoratore svolge la sua attività per almeno quattro ore consecutive, ha diritto ad una interruzione della sua attività con diverse pause, stabilite dalla contrattazione collettiva anche aziendale;
  2. il lavoratore anche in assenza di una disposizione contrattuale sull'interruzione ha diritto ad una pausa di quindici minuti ogni centoventi minuti di lavoro continuativo al videoterminale;
  3. venga esclusa la cumulabilità delle interruzioni all'inizio e alla fine dell'orario di lavoro;
  4. il calcolo dei tempi di interruzione non sono compresi i tempi di attesa della risposta da parte del sistema elettronico, considerati a tutti gli effetti tempo di lavoro.

La normativa sulla sicurezza sul lavoro, in generale, prescrive una pausa di un quarto d’ora ogni 120 minuti (due ore) passati davanti al monitor.
Visite mediche per lavoratori videoterminalisti

I lavoratori videoterminalisti sono sottoposti a sorveglianza sanitaria, effettuata dal medico competente nei casi previsti dalla normativa vigente. In particolare, stando a quanto stabilito, la periodicità delle visite di controllo per i videoterminalisti è:
biennale per i lavoratori classificati idonei con prescrizioni e per i lavoratori che abbiano compiuto il cinquantesimo anno di età;
quinquennale negli altri casi.

I controlli cui viene sottoposto il lavoratore riguardano soprattutto controlli oftalmologici, che vengono effettuati, in realtà, ogni volta che si nota e sopravviene un’alterazione della funzione visiva, confermata dal medico competente. Ma non solo.
Sono, infatti, anche altri i disturbi che possono derivare dall’attività del videoterminalista, come:

  1. ansia e nervosismo;
  2. demoralizzazione;
  3. disturbi psicologici;
  4. irritabilità;
  5. alterazione dell’umore.

Regole contratto videoterminalista: prevenzione dei rischi

Considerando i rischi che l’attività del videoterminalista implica, la legge sui contratti per i videoterminalisti prevede standard di prevenzione dei rischi per la salute del lavoratore, sia per le attrezzature utilizzate dal videoterminalista e per l’ambiente dove lavora.

In particolare, per quanto riguarda le attrezzature è previsto che:

  1. lo schermo abbia una buona risoluzione, un’immagine stabile e sia liberamente inclinabile e orientabile dal lavoratore;
  2. la tastiera sia separata dallo schermo, facilmente regolabile e dotata di un meccanismo di variazione della pendenza, per permettere al videoterminalista di assumere una posizione confortevole;
  3. il piano di lavoro abbia un’altezza compresa tra 70 e 80 cm., stabile e dalle dimensioni sufficienti a garantire una disposizione flessibile dello schermo, della tastiera, dei documenti e del materiale accessorio;
  4. il sedile di lavoro sia stabile ma anche girevole per facilitare i cambi di posizione.

Per quanto riguarda, poi, l’ambiente di lavoro è previsto che:

  1. lo spazio sia tale da consentire cambiamenti di posizione e movimenti operativi;
  2. l’illuminazione sia sufficiente per un adeguato contrasto tra lo schermo e l’ambiente circostante;
  3. il rumore non disturbi l’attenzione e la comunicazione verbale;
  4. il software risulti adeguato alle mansioni da svolgere e di facile utilizzo;
  5. il microclima sia agevole al lavoratore.

Ti è piaciuto questo articolo?







Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
Puoi Approfondire
Ultime Notizie