Quando una badante convivente può denunciare i propri datori di lavoro con o senza contratto. Tutti i casi 2021

Mancata regolarizzazione contrattuale, abusi, mancato riconoscimento di ferie, malattia: quali sono i casi in cui una badante convivente può denunciare datore di lavoro

Quando una badante convivente può denunc

Quando una badante convivente può denunciare i propri datori di lavoro?

Secondo quanto previsto dalla legge, sono diversi i casi 2021 in cui una badante convivente può denunciare i propri datori di lavoro, sia in presenza di regolare contratto di assunzione, sia senza contratto, come, per esempio, per assunzione irregolare e in nero, secondo la legge, infatti, la badante convivente non assunta in maniera regolare ha cinque anni di tempo per denunciare il datore di lavoro, per abusi e violenze, per mancato rispetto di riposi o ferie, permessi, ecc.
 

Quando una badante convivente può denunciare i propri datori di lavoro? Le badanti sono diventate figure professionali ormai riconosciute nel nostro Paese e anche molto cercate dalle famiglie che hanno persone anziane o anche disabili che non possono più trascorrere del tempo da soli e hanno bisogno di costante assistenza.

Proprio per garantire ai propri familiari che ne abbiano necessità compagnia e assistenza continua, si cercano badanti conviventi che possano garantire una presenza costante. Non sempre, però, i datori di lavoro rispettano persona e diritti della badante. Vediamo allora quali sono tutti i casi in cui una badante può denunciare i propri datori di lavoro.

  • Casi in cui badante convivente può denunciare datori di lavoro
  • Badante convivente denuncia datori di lavoro procedura


Casi in cui badante può denunciare datori di lavoro

Secondo quanto previsto dalla legge, la badante convivente può denunciare i propri datori di lavoro, sia in presenza di regolare contratto di assunzione, sia senza contratto, nei seguenti casi:

  • per assunzione irregolare e in nero, secondo la legge, infatti, la badante convivente non assunta in maniera regolare ha cinque anni di tempo per denunciare il datore di lavoro;
  • per abusi e violenze;
  • per mancato regolare pagamento dello stipendio come da contratto previsti;
  • per mancato rispetto di riposi o ferie;
  • per rifiuto e mancato riconoscimento di permessi, malattia o infortunio;
  • per obbligo di lavorare anche oltre l'orario di lavoro stabilito da contratto senza pagamento degli straordinari;
  • per licenziamento senza preavviso, come da contratto previsto.

Nei casi appena riportati la badante convivente può fare una denuncia nei confronti dei datori di lavoro che non rispettano la lavoratrice e presentare anche una vertenza sindacale, per il riconoscimento dei diritti previsti da contratto badante.

Badante convivente denuncia datori di lavoro procedura

La badante convivente, con o senza contratto, che vuole denunciare i propri datori di lavoro deve rivolgersi al sindacato di categoria che, a sua volta, raccoglie prove e documenti presentati dalla badante per dimostrare la negligenza degli stessi datori di lavoro e procede ad una loro convocazione per provare il tentativo di una conciliazione. 

Se il tentativo di conciliazione non va a buon fine ed entro un tempo di 60 giorni al massimo non si trova un accordo tra badante convivente e datore di lavoro, allora la causa finisce in Tribunale e spetta poi al giudice competente chiudere il contenzioso. In tal caso, è bene sapere che le cause di questo genere possono andare avanti anche per anni.

Il costo della pratica per fare una denuncia ai datori di lavoro dipende dal sindacato a cui ci si rivolge: generalmente la spesa è di circa 100 euro a cui aggiungere eventualmente le spese di consulenza.
 

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il