Sempre più abusi di contratto a sfavore di dipendenti pubblici, ecco come ci si può difendere

Anche nel pubblico impiego si verificano caso si abusi del contratto a tempo determinato. Ecco quando scattano e come difendersi.

Sempre più abusi di contratto a sfavore

Abuso contratto a tempo determinato statali, quando è previsto?

Si parla di abuso del contratto a tempo determinato applicato a dipendenti statali e comunali quando la durata complessiva è maggiore di 36 mesi. Ma c'è un passaggio normativo da non trascurare: nel caso di reiterazione nel tempo dei contratti a termine oltre i limiti consentiti, non scatta alcun diritto di assunzione a tempo indeterminato.

Succede anche nel comparto pubblico che il ricorso a contratti di lavoro a tempo determinato diventi così eccessivo da rivelarsi frustrante non solo per i lavoratori alla ricerca di stabilità. Ma anche in termini di aderenza alle regole in materia.

Le questioni costantemente al centro dell'attenzione sono ben note: quali diritti riconoscere ai lavoratori assunti a tempo determinato? Fino a che punto è possibile rinnovare i singoli contratti a termine? Qual è il limite previsto? Quanto scatta la stabilizzazione del rapporto di lavoro? Approfondiamo quindi:

  • Abuso contratto a tempo determinato statali, quando è previsto e come difendersi

  • Importanti decisioni della Cassazione su contratto a tempo determinato

Abuso contratto a tempo determinato statali, quando è previsto e come difendersi

Le regole sull'assunzione nel pubblico impiego sono estremamente chiare e prevedono che la modalità principale per l'accesso è il concorso pubblico nel rispetto dei principi costituzionali dell'imparzialità e del buon andamento della pubblica amministrazione. Tuttavia, nel caso di esigenze temporanee o eccezionali, la pubblica amministrazione può procedere con l'assunzione diretta con contratti a tempo determinato.

Ebbene, si parla di abuso del contratto a tempo determinato applicato a dipendenti statali e comunali quando la durata complessiva è maggiore di 36 mesi. Ma c'è un passaggio normativo da non trascurare: nel caso di reiterazione nel tempo dei contratti a termine oltre i limiti consentiti, non scatta alcun diritto di assunzione a tempo indeterminato.

Il dipendente conserva il diritto di proporre ricorso per difendersi, ma solo per ottenere il risarcimento del danno. Più precisamente, la norma prevede anche il diritto del lavoratore a ricevere una indennità nella misura compresa tra un minimo di 2,5 e un massimo di 12 mensilità dell’ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto. Allo stesso tempo, l'abuso del contratto a tempo determinato può comportare delle sanzioni per i dirigenti pubblici riconosciuti responsabili.

Importanti decisioni della Cassazione su contratto a tempo determinato

A proposito di abuso contratto a tempo determinato dipendenti statali e comunali, secondo la Corte di Cassazione, nel lavoro pubblico privatizzato, nelle ipotesi di abusiva successione di contratti a termine, la avvenuta immissione in ruolo del lavoratore già impiegato a tempo determinato ha efficacia riparatoria dell’illecito nelle sole ipotesi di stretta correlazione tra l’abuso commesso dalla amministrazione e la stabilizzazione ottenuta dal dipendente.

Questa stretta correlazione presuppone, sotto il profilo soggettivo, che la stabilizzazione avvenga nei ruoli dell’ente pubblico che ha posto in essere la condotta abusiva e, sotto il profilo oggettivo, che essa sia l’effetto diretto e immediato dell’abuso. Tale condizione non ricorre quando l’assunzione a tempo indeterminato avvenga all’esito di una procedura concorsuale, ancorché interamente riservata ai dipendenti già assunti a termine.

E ancora: occorre anche una disciplina concretamente dissuasiva che abbia, per il dipendente, la valenza di una disciplina agevolativa e di favore, la quale però non può essere ricercata nell'ambito della fattispecie del licenziamento illegittimo, perché questa implica la illegittima perdita di un posto di lavoro a tempo indeterminato, mentre la fattispecie in esame, all'opposto, esclude in radice che ci sia il mancato conseguimento di un posto di lavoro a tempo indeterminato stante la preclusione nascente dall'obbligo del concorso pubblico per l'accesso al pubblico impiego.





Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il