Quando vi è discriminazione e disparità di trattamento sul lavoro secondo leggi e CCNL 2021

Si parla di discriminazione diretta sul lavoro quando una persona viene trattata in modo diverso e peggiore di altri sulla base di uno dei motivi rilevanti per il diritto comune.

Quando vi è discriminazione e disparità

Disparità di trattamento sul lavoro, quando si verifica?

Con la discriminazione sul lavoro si intende l'oggettiva disparità di trattamento nei campi e per i fattori dove è prevista la parità. Si parla di disparità di trattamento sul lavoro quando sono disattesi alcuni principi. Il primo è lo Statuto dei lavoratori nella parte in cui sancisce il divieto al datore di lavoro di attuare discriminazioni per ragioni legate a razza, origine etnica, religione, convinzioni personali, handicap, età e orientamento di genere.

Gli ambienti di lavoro sono luoghi molto complessi poiché i rapporti vanno sempre al di là dell'aspetto puramente lavorativo.

In qualche modo si consuma sempre una competizione interna che si traduce non solo in un maggiore o minore impegno, ma anche in gelosie e antipatie. Quando partecipano anche i responsabili d'ufficio se non il datore di stesso, ecco che il rischio di discriminazione e disparità di trattamento sul lavoro.

Da una parte ci sono quei dipendenti che provano ad accaparrarsi le simpatie del superiore, anche nell'ottica di danneggiare un collega, e dall'altra lo stesso datore di lavoro può perdere quell'indispensabile imparzialità che doverebbe caratterizzare la sua azione. Vediamo quindi cosa prevedono le normative:

  • Disparità di trattamento sul lavoro, quando esiste
  • Leggi e Ccnl 2021 discriminazione sul lavoro

Disparità di trattamento sul lavoro, quando esiste

Si parla di disparità di trattamento sul lavoro quando sono disattesi alcuni principi. Il primo è lo Statuto dei lavoratori nella parte in cui sancisce il divieto al datore di lavoro di attuare discriminazioni per ragioni legate a razza, origine etnica, religione, convinzioni personali, handicap, età e orientamento di genere.

Il secondo, più generico ma anche più importante considerando la fonte primaria, è l'articolo 3 della Costituzione che statuisce la parità tra i cittadini italiani. Il tutto senza dimenticare i vari Ccnl che possono prevedere, anche in maniera indiretta, misura in materia, tra terziario e servizi, edilizia e legno, alimentari, credito e assicurazioni, tessili, trasporti, meccanici, agricoltura e allevamento, enti e istituzioni private, chimica, poligrafici e spettacolo, marittimi, enti pubblici.

Si parla di discriminazione diretta sul lavoro quando una persona viene trattata in modo diverso e peggiore di altri sulla base di uno dei motivi rilevanti per il diritto comune.

Pensiamo ad esempio ai casi di licenziamento in cui un datore di lavoro in difficoltà economiche che deve ridurre il personale scelga solo i lavoratori di età superiore a 50 anni o al rifiuto da parte di un agente immobiliare di stipulare un contratto di affitto in ragione del colore della pelle o del sesso del locatario. Ma anche al rifiuto di assumere una persona perché musulmana, ebrea, di colore, di sesso maschile o di età superiore ai 35 anni o al rifiuto di ammettere un bambino a scuola perché di etnia rom.

Si parla di discriminazione indiretta quando una prassi valida per tutti pone alcune persone in una situazione di particolare svantaggio rispetto ad altre. Viene giustificata solo se esiste un motivo o scopo legittimo alla base della prassi e i mezzi per il conseguimento di tale finalità siano appropriati e necessari.

Leggi e Ccnl 2021 discriminazione sul lavoro

A livello comunitario e tenendo conto dell'esistenza delle leggi nazionali in materia e naturalmente dei vari Ccnl 2021, l'Unione europea riconosce che tra le cause di discriminazione ci sia la razza o l'origine etnica.

In questo caso i settore di protezione sono accesso all'occupazione, condizioni di lavoro, comprese la retribuzione e il licenziamento, pensioni professionali, formazione professionale, accesso al lavoro autonomo e altre forme di occupazione, protezione sociale, comprese la sicurezza sociale e l'assistenza sanitaria, istruzione, accesso a beni e servizi e alla loro fornitura, incluso l'alloggio.

Quando ci sono di mezzo le disparità di genere, l'Unione europea assicura accesso all'occupazione, condizioni di lavoro, comprese la retribuzione e il licenziamento, pensioni professionali, formazione professionale, accesso al lavoro autonomo e ad altre forme di occupazione, sicurezza sociale, accesso a beni e servizi e alla loro fornitura.

Infine, nel caso di religione o convinzioni personali, handicap, età o tendenze di genere, ecco l'accesso all'occupazione, condizioni di lavoro, comprese la retribuzione e il licenziamento, pensioni professionali, formazione professionale, accesso al lavoro autonomo e altre forme di occupazione.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il