Quante tasse si pagano su 30mila euro guadagnati secondo aliquote 2021

Sono 5 le aliquote previste dal sistema fiscale italiano e, sulla base del proprio reddito, occorre verificare quella di appartenenza per conoscere le imposte da versare.

Quante tasse si pagano su 30mila euro gu

Aliquote 2021, quante tasse si pagano su 30mila euro?

Nel caso di guadagni di 30.000 euro, la prima voce fiscale da considerare è l'aliquota Irpef pari al 38%. A cui i lavoratori autonomi devono aggiungere altre voci, come l'Irap, i contributi previdenziali, l'iscrizione alla Camera di commercio, l'Inail e le addizionali regionali e comunali che variano appunto da area ad area.

Il principio di fondo che regola il sistema della tassazione in Italia è quello della progressività. In pratica, maggiori sono i guadagni ottenuti nel periodo di imposta ovvero nell'anno di riferimento e maggiori sono le imposte da corrispondere. Ancora più precisamente, il sistema fiscale italiano si basa su 5 scaglioni di redditi, ciascuno dei quali con aliquote differenti. Approfondiamo un aspetto specifico ovvero:

  • Aliquote 2021, quante tasse si pagano su 30mila euro
  • Tassazione e normativa in vigore 2021

Aliquote 2021, quante tasse si pagano su 30mila euro

Sono quindi 5 le aliquote previste dal sistema fiscale italiano e, sulla base del proprio reddito, occorre verificare quella di appartenenza per sapere a quanto ammontano le imposte da versare.

Ci riferiamo solo all'Irpef e non alle altre imposte locali, ricordando comunque che il sistema delle detrazioni e delle deduzioni consente di alleggerire il carico fiscali. Nel 2021, in attesa di una riforma annunciata, il quadro è il seguente:

  • Fino a 15.000 euro (scaglione di reddito): 23% (aliquota), 23% sul reddito (imposta dovuta)
  • Oltre 15.000 euro e fino a 28.000 euro (scaglione di reddito): 27% (aliquota), 23% fino a 15.000 euro e 27% sulla parte superiore a 15.000 euro (imposta dovuta)
  • Oltre 28.000 euro (scaglione di reddito) e fino a 55.000 euro: 38% (aliquota), 23% fino a 15.000 euro, 27% sulla parte superiore a 15.000 euro e fino a 28.000 euro e 38% sulla parte superiore a 28.000 euro (imposta dovuta)
  • Oltre 55.000 euro (scaglione di reddito) e fino a 75.000 euro: 41% (aliquota), 23% fino a 15.000 euro, 27% sulla parte superiore a 15.000 euro e fino a 28.000 euro, 38% sulla parte superiore a 28.000 euro e fino a 55.000 euro (scaglione di reddito) e 41% sulla parte superiore a 55.000 euro (imposta dovuta)
  • Oltre 75.000 euro (scaglione di reddito): 43% (aliquota), 23% fino a 15.000 euro, 27% sulla parte superiore a 15.000 euro e fino a 28.000 euro, 38% sulla parte superiore a 28.000 euro e fino a 55.000 euro, 41% sulla parte superiore a 55.000 euro e fino a 75.000 euro e 43% sulla parte superiore a € 75.000 euro (imposta dovuta)

In tutti i casi, l'Irpef è personale in quanto le norme riguardanti il calcolo tengono conto delle condizioni soggettive del singolo contribuente, comprese la posizione lavorativa e la situazione familiare. Non paga invece l'Irpef chi percepisce redditi nella cosiddetta no tax area ovvero fino a 8.174 euro all'anno. Rispetto a questo schema, nel caso di guadagni di 30.000 euro, la prima voce fiscale da considerare è l'aliquota Irpef pari al 38%.

A cui i lavoratori autonomi devono aggiungere altre voci, come l'Irap, i contributi previdenziali, l'iscrizione alla Camera di commercio, l'Inail e le addizionali regionali e comunali che variano appunto da area ad area. Tuttavia nel caso di adesione al regime forfettario viene applicata un'aliquota forfettaria del 15% per guadagni fino a 65.000 euro nell'anno di imposta.

Tassazione e normativa in vigore 2021

Dal punto di vista normativo, le regole sulla tassazione - sancite anche dalla carta costituzionale - si intrecciano con altri diritti di carattere generale riconosciuti al cittadino contribuente. Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi. La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento.

Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti a ogni giurisdizione. La legge determina le condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziari. Dopodiché la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e come interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge.

La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana. Quindi tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della propria capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il