Quanti giorni di ferie spettano ai dipendenti pubblici nel 2021 secondo contratto nazionale attuale

La lettera di assunzione deve contenere tutte le informazioni richieste dalla legge, tra cui la durata delle ferie annuali retribuite e le modalità per la loro fruizione.

Quanti giorni di ferie spettano ai dipen

Ferie ai dipendenti pubblici, quanti giorni spettano?

Gli statali devono fruire di 4 settimane ovvero di 28 giorni di ferie all'anno. Si tratta del periodo massimo di riposo di cui possono godere ovvero nel caso in cui i dipendenti pubblici abbiano lavorato per tutto l'anno con un contratto full time.

Secondo la Costituzione italiana, il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite e non può rinunziarvi. Il principio vale per tutti i lavoratori, compresi i dipendenti pubblici.

Il datore di lavoro ovvero lo Stato o le sue ramificazioni decentrate, dalle Regioni ai Comuni passando per le Province e agli altri enti pubblici, non possono in alcun caso negare le ferie ai dipendenti.

Tuttavia alla richiesta non segue necessariamente l'assenso poiché l'assegnazione del periodo di ferie tiene conto dell'organizzazione generale dell'ufficio e dunque delle ferie degli altri lavoratori. In qualche modo, le ferie vanno concordate, ma lo statale conserva il diritto di avanzare la propria proposta. Vediamo meglio:

  • Ferie ai dipendenti pubblici, quanti giorni spettano
  • Ferie dal lavoro legate all'orario

Ferie ai dipendenti pubblici, quanti giorni spettano

Sulla base delle disposizioni in vigore, gli statali devono fruire di 4 settimane ovvero di 28 giorni di ferie all'anno. Si tratta del periodo massimo di riposo di cui possono godere ovvero nel caso in cui i dipendenti pubblici abbiano lavorato per tutto l'anno con un contratto full time.

Almeno due settimane vanno fruite in maniera consecutiva e le altre 2 nei 18 mesi successivi. Le ferie non fruite non possono essere monetizzate, a meno che non ci sia una interruzione del rapporto di lavoro.

Ciascun lavoratore non solo ha diritto a una limitazione della durata massima del lavoro e a periodi di riposo giornalieri e settimanali, ma anche a ferie annuali retribuite.

Le condizioni di lavoro, qualunque sia il livello in cui il dipendente pubblico è stato assunto, devono essere giuste e eque e che ciascun lavoratore ha diritto a condizioni di lavoro sane, sicure e dignitose.

La lettera di assunzione deve quindi contenere tutte le informazioni richieste dalla legge, tra cui la durata delle ferie annuali retribuite e le modalità per la loro fruizione e il calcolo. Ma ricordiamo anche luogo di prestazione dell'attività lavorativa, la data di inizio del rapporto di lavoro, l'identità delle parti contraenti, la durata del rapporto di lavoro, inquadramento, livello, qualifica, mansioni.

Ferie dal lavoro legate all'orario

La questione delle ferie per gli statali è strettamente legata a quella dell'orario di lavoro. Come abbiamo visto, da una parte la normativa in vigore prevede ferie annuali retribuite di almeno 4 settimane ovvero 28 giorni.

Ma dall'altra l'organizzazione dell'orario di lavoro tiene conto della durata massima media settimanale del lavoro che non superi le 48 ore, comprese le ore di lavoro straordinario; del periodo minimo di riposo ininterrotto di 24 ore cui si sommano le 11 ore di riposo giornaliero; del periodo massimo di lavoro notturno che non superi le 8 ore in media per periodo di 24 ore; del periodo minimo di riposo di 11 ore consecutive nel corso di ogni periodo di 24 ore; della pausa se l'orario di lavoro giornaliero supera le 6 ore.

A tal proposito, nel calcolo della media delle ore non sono considerati i periodi di assenza del lavoratore per ferie, così come quelli per malattia, infortunio e gravidanza.

Vale infine la pena ricordare una importante sentenza della Corte di Cassazione, secondo cui l'autonomia privata, nella determinazione delle ferie trova un limite nella necessità di parificare ai periodi di servizio quelli di assenza del lavoratore per malattia.

Il diritto alle ferie non ha solo la funzione di corrispettivo della prestazione lavorativa, ma soddisfa anche esigenze psicologiche fondamentali del lavoratore, consentendo allo stesso di partecipare più incisivamente alla vita familiare e sociale e tutelando il suo diritto alla salute, nell'interesse dello stesso datore.

In tale ottica le ferie sono da intendersi eminentemente come periodo di tempo libero prefigurato dalla Costituzione per la realizzazione da parte del lavoratore delle esigenze innanzi indicate, piuttosto che per esclusivo ristoro di energie usurate nella prestazione di lavoro, da fruirsi necessariamente in stato di salute o almeno in condizioni fisiche compatibili con la funzione di riposo e ricreazione, propria dell’istituto delle ferie.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il