Quanti soldi conviene tenere sul conto corrente per evitare rischi e pagare meno tasse nel 2023

Quando si parla di tasse sui conti correnti, il primissimo riferimento è all'imposta di bollo. Ecco cosa c'è sapere.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
Quanti soldi conviene tenere sul conto c

I conti correnti bancari rappresentano la soluzione più immediata per depositare i propri risparmi. Nel contesto attuale dei tassi di interesse prossimi allo zero, seppure con leggeri miglioramenti, sono comunque da escludere remunerazioni elevate. Non solo, i correntisti devono considerare le implicazioni fiscali e dunque comprendere quanti soldi conviene tenere sul conto corrente. Ci interessa approfondire proprio questi aspetti in quanto non tutti i conti correnti sono uguali e occorre leggere attentamente le condizioni contrattuali per evitare rischi e pagare meno tasse possibili:

  • Come non pagare l'imposta di bollo

  • Quanti soldi conviene tenere sul conto corrente

  • L'importanza della giacenza media nel conto corrente

Come non pagare l'imposta di bollo

Quando si parla di tasse sui conti correnti, il primissimo riferimento è all'imposta di bollo. Ebbene, non è applicabile ai conti base intestati a persone fisiche il cui Isee è inferiore a 7.500 euro, come definito dal Ministero dell'Economia, dalla Banca d'Italia, dall'Associazione bancaria italiana, dalle Poste e dalle associazioni dei prestatori di servizi di pagamento. Non si applica ai conti mantenuti da soggetti non clienti, come quelli che svolgono attività di intermediazione finanziaria e le Amministrazioni dello Stato.

Dopodiché non ci sono spese per i conti correnti di organizzazioni non a scopo di lucro, federazioni sportive e enti di promozione sportiva riconosciuti dal Coni, nonché per i conti correnti postali con saldo negativo per 3 mesi consecutivi e chiusi automaticamente. L'imposta di bollo non si applica neanche ai conti correnti la cui giacenza media nell'anno solare non supera i 5.000 euro, agli estratti conto e ai rendiconti inviati a soggetti diversi dalla clientela. Lo stesso vale per i conti correnti aperti su ordine dell'autorità giudiziaria.

Quanti soldi conviene tenere sul conto corrente

Abbiamo allora visto che esistono due principali metodi per evitare di dover pagare l'imposta di bollo. Il primo è quello di mantenere una giacenza media del conto corrente inferiore a 5.000 euro, ma solo se l'intestatario del conto è una persona fisica.

Il secondo metodo per non dover pagare l'imposta di bollo consiste nell'aprire un conto base e avere un Isee non superiore al limite di 7.500 euro. Questo criterio è stato definito dal Ministero dell'Economia, dalla Banca d'Italia, dall'Associazione bancaria italiana, dalle Poste e dalle associazioni dei prestatori di servizi di pagamento.

Ricordiamo quindi che in materia di garanzia sui depositi, è importante evidenziare che l'ente che ne è responsabile in Italia è il Fondo interbancario di tutela dei depositi. Il Fitd garantisce i depositi fino a un massimo di 100.000 euro per ogni depositante, ma tale limite di copertura si applica a ciascun depositante e per ciascuna banca presso cui i depositi sono stati effettuati. Nel caso in cui un singolo depositante abbia più depositi presso una stessa banca, gli importi dei conti vengono sommati e sul totale viene applicato il limite di garanzia di 100.000 euro.

Oltre ai casi specifici relativi all'imposta di bollo, esistono diverse strategie per risparmiare sui costi di gestione del conto corrente e determinare l'importo ottimale da mantenere sul conto. Una buona pratica consiste nel fissare un budget mensile di spesa e automatizzare i pagamenti, in modo da evitare commissioni e penalità per pagamenti in ritardo.

Per aumentare la capacità di risparmio, si potrebbe anche considerare l'utilizzo di una carta di credito con premi cashback associata al conto corrente. Questo consentirebbe di guadagnare premi in denaro sulla base delle spese effettuate, il cui importo massimo potrebbe essere determinato in base alla soglia di guadagno stabilita dal programma di cashback.

L'importanza della giacenza media nel conto corrente

Il concetto di giacenza media del conto corrente è di fondamentale importanza anche in relazione ai controlli dell'Agenzia delle entrate. Questo indicatore si riferisce all'importo medio delle somme a credito del cliente in un determinato periodo, riferito ad un anno. Per calcolare la giacenza media annua, ovvero l'importo medio delle somme a credito del cliente, si deve dividere la somma delle sole giacenze attive giornaliere per 365, indipendentemente dal numero di giorni in cui il deposito o conto è rimasto aperto. Le giacenze giornaliere si riferiscono ai saldi giornalieri per valuta.

Il superamento del 20% del reddito dichiarato rappresenta un campanello d'allarme in relazione alla giacenza media del conto corrente, indicando la possibilità di un'eventuale evasione fiscale.